Raffaele Cioffi – Cromie velate

Informazioni Evento

Luogo
AMBROSIANEUM
Via Delle Ore, 3 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Sabato e domenica dalle ore 11 alle ore 19 e nei giorni feriali su appuntamento
Cupola superiore della Rotonda del Pellegrini

Vernissage
27/10/2026

ore 19

Artisti
Raffaele Cioffi
Curatori
Vera Agosti

La Fondazione Ambrosianeum ospita nella Cupola superiore della Rotonda del Pellegrini la mostra personale di Raffaele Cioffi, Cromie Velate, a cura di Vera Agosti.

Comunicato stampa

La Fondazione Ambrosianeum ospita nella Cupola superiore della Rotonda del Pellegrini la mostra personale di Raffaele Cioffi, Cromie Velate, a cura di Vera Agosti, dal 27 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.

Per questo progetto Cioffi ha realizzato nove opere inedite, concepite appositamente per i nove lati della Rotonda, instaurando un dialogo tra pittura e architettura. Alle tele si affianca un intervento sulle finestre dell’edificio, realizzato attraverso pellicole colorate e disegnate dall’artista, che trasforma la luce naturale in parte integrante dell’opera. Al centro della nuova ricerca è la linea dell’orizzonte, intesa come soglia percettiva tra colore, spazio e luce. Le tele, sviluppate verticalmente, sono costruite attraverso delicate campiture orizzontali e successive velature di colore, in una progressione cromatica che rende la superficie quasi impalpabile.

Blu, viola, rosa, gialli e aranci si incontrano in transizioni morbide, senza contorni netti, creando una pittura sospesa tra presenza e dissolvenza. La luce attraversa le superfici e, nelle finestre, entra fisicamente nello spazio espositivo, modificandosi con il trascorrere delle ore.

Un particolare dialogo tra pittura e suono accompagnerà l’esposizione: il compositore Nadir Vassena presenta Sound Installation from Image – Chromatic Spectra, un’installazione sonora concepita appositamente per le opere di Raffaele Cioffi. I colori fondamentali dei dipinti diventano il punto di partenza per la costruzione dei suoni, attraverso un processo di sonificazione che mette in relazione percezione visiva e uditiva. Le frequenze generate si diffondono nello spazio e accompagnano le variazioni cromatiche delle opere, creando un’esperienza immersiva in cui il colore si trasforma anche in materia sonora.
Il progetto conferma la ricerca di Cioffi sul rapporto tra luce, colore e silenzio, sviluppando una pittura astratta intesa come esperienza percettiva e contemplativa. In alcune opere la luce assume anche un valore simbolico, evocando i temi della nascita e della rinascita.

Per l’occasione verrà pubblicato da Àncora Edizioni un catalogo a cura di Vera Agosti, accompagnato da una selezione di pastelli dell’artista, parte del percorso di ricerca che ha condotto alla realizzazione dei nuovi dipinti.

Biografia
Raffaele Cioffi conduce una ricerca pittorica astratta incentrata sul rapporto tra luce, colore e silenzio. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano sotto la guida di Luciano Fabro, ha sviluppato una poetica personale in dialogo con Claudio Olivieri, Claudio Verna e Mario Raciti, e in risonanza con artisti internazionali quali Mark Rothko e Gerhard Richter. Attraverso stratificazioni e velature cromatiche, la sua pittura crea superfici luminose e sospese, concepite come luoghi di percezione e contemplazione.

La rotonda del Pellegrini
La Rotonda del Pellegrini fu progettata da Pellegrino Tibaldi, detto “il Pellegrini” (Valsolda 1527 – Milano 1596) nel 1573, su incarico di Carlo Borromeo, divenuto arcivescovo di Milano nel 1563. La pianta decagonale dell’edificio è forse dovuta al ristretto spazio triangolare, che precedentemente ospitava un giardino, e alla possibile preesistenza di un edificio circolare. Venne progettata come scuderia per l’Arcivescovado, secondo uno schema inconsueto: tre piani d’altezza, l’ultimo dei quali coperto esternamente da un tetto a dieci falde. I primi due piani erano dedicati alle scuderie (uno per i cavalli e uno per i muli), la grande sala voltata accoglieva invece i fienili. In tutti l’impianto è analogo: uno spazio circolare coperto da una volta al centro e un ambulacro perimetrale decagonale con voltini di raccordo. Fu definito “elegantissimo tempio” nel racconto di un cronista, il Bianconi, che annota anche la perplessità dell’arcivescovo (il futuro san Carlo) sulla “soverchia bellezza di quest’opera che non doveva servire che a cavalli”.

Fondazione Ambrosianeum nasce nell’immediato dopoguerra, in un clima di ricostruzione morale e civile, per intuizione del Cardinal Schuster, Enrico Falck e Giuseppe Lazzati. È impegnata sul fronte della valorizzazione del patrimonio culturale e civile collettivo, della cultura cattolica e del dialogo interreligioso, della cittadinanza attiva.