Rabarama – Narayana

Arzachena - 11/08/2016 : 01/09/2016

L’esposizione è dedicata agli ultimi lavori della scultrice e pittrice Rabarama ed è incentrata su un tema di antichissima tradizione filosofica e religiosa: l’acqua, elemento primordiale e fondante di ogni forma di esistenza.

Informazioni

  • Luogo: SIMONBART GALLERY
  • Indirizzo: Via Aga Khan, 1 Promenade du Port - Porto Cervo 07021 - Arzachena - Sardegna
  • Quando: dal 11/08/2016 - al 01/09/2016
  • Vernissage: 11/08/2016 ore 19,30
  • Autori: Rabarama
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: La mostra è visitabile tutti i giorni dall’11 Agosto al 1 Settembre, Orari d’apertura: 10:00/13:00 – 17:00/00:00

Comunicato stampa

Dopo il successo della mostra Blend - Accardi Constantine, evento inaugurativo della stagione estiva 2016, la SimonBart Gallery di Porto Cervo prosegue il proprio ciclo di iniziative con la mostra Narayana. L’esposizione è dedicata agli ultimi lavori della scultrice e pittrice Rabarama ed è incentrata su un tema di antichissima tradizione filosofica e religiosa: l’acqua, elemento primordiale e fondante di ogni forma di esistenza.
Ad ospitare l’evento saranno, così come per il vernissage inaugurativo, la sede della galleria e l’esclusivo Summer Studio della Rolls-Royce



L’acqua, come principio e al contempo metafora della vita umana, ha rappresentato un tema trasversale a culture d’ogni tempo. I miti e le simbologie che hanno accompagnato l’evoluzione dell’uomo fin dalle sue origini, rappresentano l’acqua in una dimensione sacrale e comune a tutte le culture.

“Acqua, tu sei la fonte di tutte le cose e di ogni esistenza”, recita una principio induista. Proprio la religione indù attribuisce da sempre una fondamentale rilevanza al tema dell’acqua. Il culto e la mitologia indiane, cui Rabarama si ispira nei suoi ultimi lavori, assumono come motivo ricorrente la sacralità dell’acqua, simbolo cosmogonico per eccellenza. “Nārāyana”, letteralmente “abitante delle acque”, è, nel pantheon induista, l’uomo primordiale, origine di tutte le cose. Acqua, dunque, come scaturigine di vita, eternità, vigore.

Quel vigore esibito dalle pose ardite e dalla gestualità contorta, riflessiva delle ultime opere di Rabarama, riprende motivi e temi cari alla sensibilità indù per approdare ad esiti artistici di marcata dinamicità; e ci arriva a seguito di un percorso complesso e travagliato.

Nei suoi ultimi lavori infatti Rabarama supera quella concezione deterministica del cosmo, che vedeva l’uomo relegato, citando l’artista, a mero “computer biologico”, incapace di padroneggiare il proprio destino, per approdare ad esiti fortemente meditativi, di un vitalismo prorompente. Le sue figure umane, dalla pelle “tatuata”, cosparsa di segni tribali, retaggi di arcaiche civiltà, assumono pose concitate e ardite, come a volersi liberare dall’involucro che le attanaglia.

Muovendo dalla filosofia indù Rabarama esprime, attraverso l’esuberanza cromatica e il dinamismo delle pose, la condizione dell’uomo contemporaneo, cogliendone tensioni e inquietudini. Un linguaggio, dunque, di indubbio impatto drammatico, espressionista, “aggressivo per lo spettatore come per il creatore”, come lo definisce il direttore del Museum of Art di Boca Raton di Miami, George S. Bolge; eppure un linguaggio al servizio di un messaggio pienamente ottimista, di energia debordante e di incontenibile vitalità.

In Narayana Rabarama riesce, attraverso la sofferta ricerca sulla condizione esistenziale dell’uomo di oggi, a dare voce al suo eterno, indomabile desiderio di speranza e libertà.
Rabarama

Paola Epifani, in arte Rabarama, nasce a Roma nel 1969.
Figlia d’arte, dimostra sin da bambina un innato talento per la scultura. Si forma al Liceo Artistico di Treviso e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Diplomatasi a pieni voti nel 1991, partecipa a numerosi premi nazionali e internazionali di scultura, ottenendo un crescente successo di critica e pubblico. Nel 1995 inizia la sua collaborazione con la galleria Dante Vecchiato. L’artista espone nel 2000 un gruppo di opere presso la Fondazione Mudima di Milano.
Del 2001 è la realizzazione di un scultura monumentale eseguita per il Museo d’Arte Contemporanea di Boca Raton in Florida. In questo periodo le figure, che dapprima non esprimevano aspirazione alcuna, subiscono una metamorfosi, accennando ad una certa tensione e drammaticità. Prime opere di tale fase di sperimentazione sono esposte, sul finire del 2000, alla Galleria Enrico Navarra di Parigi. Nel 2001 la ricerca di Rabarama si focalizza sulla realizzazione di una serie di sculture monumentali, di notevole impatto visivo. Le stesse sono esposte presso spazi pubblici e fondazioni, quali la Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino, Museo Dolores Olmedo Patio a Città del Messico (Messico), Museo Fleury a Lodéve (Francia), Open 2002, Lido di Venezia (Venezia), l’importante Biennale d’Arte di Pechino (Cina 2003), Museo di San Salvatore in Lauro, Roma. Rabarama attualmente vive e lavora a Padova. Viene considerata dalla critica e dal collezionismo più esigente un’artista completa grazie ai continui riconoscimenti ufficiali sia sul mercato italiano che in quello internazionale. Il valore artistico di Rabarama è ulteriormente confermato dalla sua straordinaria partecipazione alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, in qualità di artista selezionata per il Padiglione Italia; dal 4 giugno al 27 novembre 2011 il pubblico di tutto il modo ha potuto ammirare una sua grande scultura in marmo presso l’Arsenale, uno degli spazi più affascinanti.