Qiu Zhijie – Racing Against Time

San Gimignano - 13/02/2016 : 01/05/2016

Dopo la personale realizzata nella sede di Pechino nel 2013, Galleria Continua ha il piacere di presentare, per la prima volta nei suoi spazi espositivi di San Gimignano, una mostra personale dell’artista cinese Qiu Zhijie dal titolo Racing against Time. Il progetto si compone di un gruppo di opere inedite e appositamente concepite per questa esposizione.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA CONTINUA
  • Indirizzo: Via Del Castello 11 - San Gimignano - Toscana
  • Quando: dal 13/02/2016 - al 01/05/2016
  • Vernissage: 13/02/2016 ore 18
  • Autori: Qiu Zhijie
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da lunedì a sabato, 10-13 / 14-19

Comunicato stampa

Dopo la personale realizzata nella sede di Pechino nel 2013, Galleria Continua ha il piacere di presentare, per la prima volta nei suoi spazi espositivi di San Gimignano, una mostra personale dell’artista cinese Qiu Zhijie dal titolo Racing against Time. Il progetto si compone di un gruppo di opere inedite e appositamente concepite per questa esposizione.

Qiu Zhijie non è solo un artista internazionalmente affermato ma anche un punto di rifermento centrale nel panorama artistico cinese

La sua pratica artistica abbraccia la calligrafia, la poesia ma anche l’insegnamento, la critica e la curatela; pensatore, attivista, cartografo, Qiu Zhijie è una figura intellettuale a tutto tondo, il suo fare si declina attraverso una pratica onnicomprensiva, quella che in lingua cinese viene definita Arte Guangdong. Questo termine raccoglie al suo interno differenti significati. E’ l’espressione della libertà individuale nel rispetto delle responsabilità sociali, è la concomitanza tra analisi razionale e impulso, è l’interazione armonica tra le diverse sfere di azione in cui siamo impegnati. E’ infine il sodalizio, reciprocamente vantaggioso, tra l'esperienza dirompente di fare arte e l'esperienza del vivere quotidiano. “L’arte non riguarda solo l’opera prodotta, ma anche l’ambiente più generale a cui l’opera reagisce; è una pratica completa”, afferma l’artista, dunque imprescindibile dal confronto con la vita reale, la società, la politica e la storia, del nostro tempo e di quello passato.

L’arte di Qiu Zhijie è la rappresentazione di una nuova modalità di comunicazione tra la tradizione letteraria cinese e l’arte contemporanea, la partecipazione sociale e il potere dell'auto liberazione dato dall’Arte. Nel suo lavoro utilizza diversi mezzi espressivi spaziando dal video alla fotografia, dalla performance alla pittura a inchiostro, all’installazione. Un mix di linguaggi che funzionano come un insieme unico, “cerco di usare ogni tipo di media, credo che il mio media ideale sia la relazione che si stabilisce tra tutti gli oggetti”, spiega.

Racing against Time, il progetto che l’artista concepisce per le ampie sale del piano terra della galleria, si sviluppa prendendo la forma di un sito archeologico: “è come uno scavo paleontologico e una macchina del tempo dell’umanità. Guardando indietro nel tempo al regno dei dinosauri, al regno degli uccelli, al regno dei mammiferi, tutta la storia dell’evoluzione si basa sulla sopravvivenza del più forte. Il tema di questa mostra è la lotta dei poteri e la guerra tra imperi. L’argomento trattato è la dicotomia di queste due logiche”, chiosa Qiu Zhijie.

In mostra Evolution, un ciclo di ‘paesaggi’ nella tipica cifra stilistica di Qiu Zhijie, realizzati con una tecnica secolare cinese di tamponamento con spugne: “è una tecnica tradizionale avanzatissima, spiega l’artista, solitamente utilizzata per trasportare sulla carta iscrizioni e motivi grafici rappresentati sui vasi antichi. Tutti gli studi sulle iscrizioni cinesi tradizionali su pietra, giada, bronzo ecc. si basano su questa tecnica. La differenza principale tra tamponamento e un calco è che il primo ha la capacità di trasformare il tridimensionale in bidimensionale, in pratica di trasformare il mondo in testi”. Questi rilievi di carta, alcuni cosparsi di fossili e frammenti di manufatti, sono un mondo che affiora in superficie grazie alla sensibilità archeologica di Qiu Zhijie.

La serie Evolution si sviluppa cronologicamente, dalla Pangea all'invenzione dell'agricoltura fino alla "nascita di Dio"; le immagini degli intricati scheletri di "Lover" e quelle dell’uccello leggendario Kunpeng rappresentano il punto finale della storia evolutiva. “Attestazioni di merito e simboli araldici sono forme di potere; spade, armature e pistole sono usate per pavoneggiarsi; porte e torri sono entrambe architetture del simbolismo, un’espressione di perseveranza: le porte rappresentano il potere e la volontà, le torri simboleggiano la tensione verso l’alto; le piante e gli animali sono legami tra la storia dell’evoluzione e la storia degli imperi: uccelli e aquile, detriti di edifici, mensole Dougong, colonne romane, tutti frantumi e rovine del formalismo imperiale”. Spiega Qiu Zhijie.



Qiu Zhijie è nato a Zhengzhou, nella provincia del Fujian, Cina nel 1969. Vive e lavora a Pechino e a Hangzhou. Diplomatosi in incisione all’Accademia di Belle Arti di Zhejiang nel 1992, inizia a essere da subito attivo sulla scena dell’arte contemporanea. E’ professore all’Accademia d’Arte Cinese e presso il Dipartimento di Arte Sperimentale dell’Accademia di Belle Arti Centrale. Tra le principali mostre personali ricordiamo The Grand Project, Fujian Art Museum, Fuzhou (2015), L’Unicorno e il Dragone, Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2013), Blue Print, WDW Art Centre, Rotterdam (2012), Twilight of the Idols, Haus of World Culture, Berlino (2009), Breaking through the Ice, Ullens Contemporary Art Center, Pechino (2009), A Suicidology of The Nanjing Yangzi River Bridge 1 - Ataraxic of Zhuang Zi, Shanghai Zendai Museum of Modern Art, Shanghai (2008). L’artista ha preso parte a numerose mostre collettive, tra queste: Bentu, Chinese Artists in a Time of Turbolence and Trasformation, Fondazione Louis Vuitton, Parigi, 56° Biennale di Venezia (2015), 31° Biennale di San Paolo (2014), Biennale di Goteburg (2013), 53° Biennale di Venezia, Padiglione cinese (2009), The Real Things: Contemporary 6th Chinese Art, Tate Liverpool (2007), Biennale di Gwuangju (2006), Triennale di Yokohama (2005), 25° Biennale di San Paolo (2002). Come scrittore d’arte, Qiu Zhijie ha pubblicato vari testi tra i quali: The Image and Post Modernism (2002), Give Me a Mask (2003), The Limit of Freedom (2003), The Photography after Photography (2004), On Total Art (2012). Qiu Zhijie è stato anche curatore della prima mostra di video arte in Cina nel 1996 e, tra il 1999 e il 2005, curatore di una serie di mostre per promuovere il lavoro di giovani artisti cinesi dal titolo Post-sense Sensibility. Nel 2012 è stato curatore della 9° Biennale di Shanghai, Reactivation.