Progetto italiano #2

Lana - 18/09/2014 : 26/09/2014

Per questa seconda mostra di "Progetto Italiano", a cura di Pietro DI Lecce, il riferimento va in particolare alla raccolta poetica di Pasolini intitolata "La religione del mio tempo” (1961), silloge che raggruppa testi scritti tra il 1955 e il 1960.

Informazioni

Comunicato stampa

Il principale obiettivo di “Progetto Italiano” è la promozione e valorizzazione del passato e del presente artistico culturale italiano, ciò attraverso una serie di mostre collettive presentate in spazi e gallerie in Italia e all'estero.
Nel caso della mostra alla Kunsthalle Eurocenter Lana (18.09.15 - 26.09.15) si è scelto di far dialogare la creatività degli artisti con la figura e il pensiero di Pier Paolo Pasolini, artista e intellettuale a tutto tondo, che ha saputo in modo profetico, come spesso gli artisti sanno fare, cogliere con largo anticipo le problematiche dell'Italia a venire



Per questa seconda mostra di "Progetto Italiano", a cura di Pietro DI Lecce, il riferimento va in particolare alla raccolta poetica di Pasolini intitolata "La religione del mio tempo” (1961), silloge che raggruppa testi scritti tra il 1955 e il 1960. Il tema persistente è il rapporto tra ideologia e poesia. In questo lavoro Pasolini racconta la crisi del 1960, denunciando il vuoto esistenziale causato dal neocapitalismo di quel periodo e sviluppa allo stesso tempo alcuni temi tipici della sua poetica, quali quello del rapporto tra passato e presente e quello del viaggio.
“La religione del mio tempo” nonostante riprenda la situazione italiana tra il 1958 e il 1959, sembra sia stata scritta ieri e dedicata a noi tutti.
Pasolini ha compreso con largo anticipo che l'industrializzazione italiana è uno sviluppo che si compie attraverso l'espansione del consumo di beni privati piuttosto che di beni pubblici. Questa importante trasformazione genera un nuovo modello sociale fondato sul consumo e pone in scacco ambiti come il sacro, la tradizione, contribuendo anche all'indebolimento delle lingue e culture locali. È lo «sviluppo» senza «progresso» come scrive lo stesso Pasolini in alcuni articoli degli anni Settanta.

L'Italia è un Paese controllato da una piccola borghesia che ha voluto distruggere la cultura contadina da cui essa stessa proveniva, rifiutando però anche il modello dell'alta borghesia. Secondo Pasolini la televisione diventa il nuovo mezzo per la formazione culturale della piccola borghesia cittadina, che è estranea sia alla Chiesa, diventata superflua come fonte di valori, sia al comunismo della classe operaia, a lei nemica.

La mostra alla Kunsthalle Eucenter Lana, mette in scena un'ampia selezione di opere di artisti italiani per riflettere sulle parole di Pasolini e fornirne un'interpretazione cromatica. I colori predominanti delle opere esposte in mostra sono il nero, il bianco e il grigio. Il nero rappresenta quella sezione di popolazione che agisce solo per conquistare il potere e la ricchezza personale, il bianco rappresenta invece la popolazione che lavora non solo per il proprio benessere ma anche per quello delle future generazioni, il grigio rappresenta quella tipologia di cittadino che non si mette in gioco dal punto di vista sociale in nessun modo, aspettando che accadano cambiamenti positivi.