Pretiosa

Informazioni Evento

Luogo
WOW ARTE AL CENTRO
Piazza Giordano Bruno, 06121 Perugia PG, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
21/03/2026

ore 17

Curatori
Giorgio Bonomi
Generi
arte contemporanea, collettiva

Mostra collettiva “Pretiosa”, a cura di Giorgio Bonomi che da anni segue il lavoro degli otto artisti protagonisti.

Comunicato stampa

Inaugurerà sabato 21 marzo alle ore 17, presso la galleria d'arte WOW in piazza Giordano Bruno 5 a Perugia, la mostra collettiva "Pretiosa", a cura di Giorgio Bonomi che da anni segue il lavoro degli otto artisti protagonisti: Mirta Carroli, Tonina Cecchetti, Francesca Della Toffola, Elena Diaco Mayer, Domenico D'Oora, Candida Ferrari, Sandi Renko, Simona Uberto.

"Ho scelto il termine latino pretiosa - afferma il curatore Giorgio Bonomi - perché la mostra presenta opere che si offrono come preziose, anche se non si tratta di oro o argento massicci, né di gioielli di lusso e neppure di sfacciate apparenze. Ad essere esposte sono opere di pregio che si caratterizzano, nel caso di quadri e sculture, per la presenza dell’oro, dell’argento o del loro colore, sulla tela o su altri materiali e, nel caso dei gioielli, per essere delle vere e proprie sculture per il corpo”.

Attorno alla forza e alla potete bellezza dell'oro e dell'argento, si sono così uniti artisti maturi e più giovani.

Domenico D’Oora è un artista astratto orientato a opere monocrome. Tra i colori da lui usati c’è spesso il giallo, applicato sulla tela o su altri supporti come l’alluminio. Le righe aggettanti di colore provocano un affascinante gioco di luci e ombre che permette il superamento di una possibile algidità della monocromia.

Sandi Renko si muove invece tra astrazione e optical art. Le sue immagini geometriche dipinte su canneté (cartoncino con coste parallele in rilievo), offrono infatti visioni differenti a seconda di come l’occhio si posiziona davanti all’opera. D'altra parte, i suoi gioielli, riprendendo le immagini dei suoi quadri, fanno si che il gioco delle percezioni differenti avvenga sul corpo di chi indossa la spilla o la collana.

Elena Diaco Mayer è un'artista che fa dell’oro e dell’argento il colore totalizzante della sua opera: una pittura particolarmente luminosa, ma mai lussuosa, capace di catturare sia lo sguardo che l’intelletto, guidandoli tra pensiero e memoria. Particolarmente affascinanti i suoi specchi argentati che rendono partecipe lo spettatore.

Candida Ferrari - artista le cui opere si basano sulla luce e la trasparenza - usa materiali come plexiglas, carte lucide, colorate e fogli speciali. Si tratta di dipinti che, proprio per l’assenza del telaio e l'ondeggiare libero dei fogli, lasciano filtrare la luce. Quando il foglio è d’oro, la luminosità è potenziata e i riflessi cangianti provocano effetti affascinanti.

Simona Uberto lavora con l’installazione e la fotografia. In mostra sono presenti due opere della serie Fata Morgana che rappresentano originali paesaggi colti nella loro illusorietà. Le fotografie sono stampate su alluminio lucido che appare come argento, staccandosi metafisicamente dall’immagine naturalistica.

Accanto alla pittura, anche alcuni esempi di scultura e gioielli.

Tonina Cecchetti realizza opere in terracotta dipinta. Le sue figure - in questo caso di bambini - sono sempre ironiche, a volte serene e gioiose, mentre talvolta riflettono il cinismo e il dramma propri non delll’artista ma del mondo reale, che Cecchetti riesce molto bene a rappresentare.

Mirta Carroli è scultrice di opere di medie e grandi dimensioni, solitamente in ferro. I gioelli in mostra sono piccole sculture realizzate con una lega metallica dorata, a volte con l’inserimento di pietre (ametiste, amazzonite). Gli orecchini e i bracciali esposti sono quindi più sculture da indossare che semplici gioielli, nelle quali la preziosità è data non dai materiali ma dalla poetica delle creazioni.

Francesca Della Toffola si esprime con la fotografia e, nello specifico, con l’autorappresentazione, nella natura o in luoghi abbandonati. Il tondo, è la forma con la quale predilige incorniciare le sue opere, mantenendo così la circolarità dell’obbiettivo fotografico. Dalle immagini fotografiche l’artista ricava dei piacevolissimi gioielli.

"Il visitatore - conclude Bonomi - capirà che qui poco interessa il lusso e il luccichio che l’oro può rappresentare, mentre troverà di grande fascino il suo uso in un’arte che sa proporsi con serietà e umiltà, caratteristiche imprescindibili per esprimere cose grandi e profonde".