Premio Internazionale Bugatti Segantini

Nova Milanese - 08/06/2019 : 14/10/2019

Una delle iniziative culturali più significative e longeve della Lombardia presenta un percorso espositivo diffuso per tutta la città.

Informazioni

  • Luogo: VILLA BRIVIO
  • Indirizzo: Piazzetta Vertua Prinetti - Nova Milanese - Lombardia
  • Quando: dal 08/06/2019 - al 14/10/2019
  • Vernissage: 08/06/2019 ore 18
  • Generi: arte contemporanea
  • Uffici stampa: CLP

Comunicato stampa

A Villa Brivio sarà eccezionalmente esposto il dipinto La Falconiera di Giovanni Segantini, proveniente dai Musei civici di Pavia, che vede ritratta Bice Bugatti Segantini, sua compagna di vita e musa ispiratrice delle sue opere, nei panni di una castellana quattrocentesca.



Dall’8 giugno al 14 ottobre 2019, Nova Milanese (MB) accoglie una delle iniziative culturali più significative e longeve della regione: il Premio Internazionale Bugatti Segantini, giunto alla sua sessantesima edizione



Promosso dalla Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani”, in collaborazione con il Comune di Nova Milanese, la Fondazione Rossi, il Bice Bugatti Club, il Premio Internazionale Bugatti Segantini presenta un itinerario di mostre, diffuso per il perimetro urbano della cittadina brianzola.

Il percorso parte idealmente da Villa Brivio che celebra questo anniversario accogliendo La Falconiera di Giovanni Segantini, proveniente dai Musei civici di Pavia.

L’opera, realizzata nel 1879, segna un ideale ritorno di Bice Bugatti, compagna di vita e musa ispiratrice del maestro divisionista, a Nova Milanese, luogo d’origine del padre e della famiglia Bugatti: il dipinto, infatti, ritrae la stessa Bice, nei panni di una castellana quattrocentesca.

La Falconiera risente di echi scapigliati, a sua volta influenzati dalla tendenza, introdotta in Italia dal pittore spagnolo Mariano Fortuny y Carbo, di riportare sulla tela temi che rievocavano vicende storiche o romanzesche del passato. In questo caso, Segantini riprende un passo del romanzo Marco Visconti scritto da Tommaso Grossi nel 1834, la cui eroina, Bice del Balzo, diede di fatto il soprannome alla madre dei suoi quattro figli.

Il quadro, primo passo di Segantini verso il raggiungimento della tecnica divisionista, si distingue per il legame fra letteratura e pittura, gli accenni autobiografici, la ricerca della luce vibrante generatrice della cromia. Per il cromatismo brillante e per la sensibilità con cui era stato applicato il colore, l’opera fu accolta con entusiasmo dalla critica. Se nel 1879 Segantini era stato notato come l'artista più promettente dell'anno, la presentazione della Falconiera nel 1880 venne vista come la conferma a queste valutazioni.

L’esposizione de La Falconiera sarà accompagnata da una ricostruzione storica, attraverso testi e immagini, della famiglia Bugatti e delle sue radici a Nova Milanese, dell’amore tra Bice e Giovanni, della genialità degli altri Bugatti.



Il Premio Internazionale Bugatti Segantini, curato dal comitato scientifico presieduto da Giovanni Iovane, direttore Accademia di Belle Arti di Brera, e composto da Maria Cristina Galli, vicedirettrice Accademia di Belle Arti di Brera, Marisa Caichiolo, presidente ADC Building Bridges, Los Angeles, Fernando Garcia Barros, presidente mARTadero, Cochabamba (Bolivia), Alessandro Savelli, direttore Artistico Libera Accademia di Pittura “V. Viviani”.



Tra le rassegne si segnala quello del Premio alla Carriera Bice Bugatti – Giovanni Segantini, assegnato a Renata Boero (Genova, 1936), artista genovese attiva sulla scena internazionale dagli anni sessanta, che sarà celebrata con una personale, allestita a Villa Brivio. L’esposizione, curata da Martina Corgnati presenta una selezione di opere che documentano i passaggi più interessanti e decisivi della sua evoluzione stilistica.



A Villa Veruta Masolo si tiene L’internazionalitàdel Premio, una mostra che vuole fare il punto sui progetti legati alla sezione internazionale, attraverso una sintesi dei lavori di autori stranieri che hanno partecipato alle varie edizioni dal 2009 a oggi, realizzati grazie all’apporto del Bice Bugatti Club.



La storia del Premio sarà rievocata alla Casa Arti e Mestieri (ex scuola di via Roma), nella mostra Collezione 60 anni Premio Bugatti Segantini, a cura di Martina Corgnati, che ripercorre la manifestazione, attraverso tutte le sessanta opere vincitrici -dipinti e sculture-, collocate all’interno dell’edificio che ne ha visto la nascita.

Accanto a esse sarà possibile ammirare tutti i manifesti del Premio e una selezione dei cataloghi pubblicati in questi anni.

La storia del Premio Internazionale Bice Bugatti-Giovanni Segantini

Nel panorama nazionale delle rassegne dedicate all’arte contemporanea, il Premio Internazionale Bice Bugatti-Giovanni Segantini vanta la realizzazione di numerosi progetti e prestigiose di ordine che rendono la manifestazione uno dei premi più importanti e longevi.

È il 1959 quando viene istituito il Premio di Pittura, nato inizialmente come prova estemporanea rivolta ai giovani artisti fino ai 35 anni di età per volere del pittore Vittorio Viviani, fondatore della Libera Accademia di Pittura (diventata poi in suo onore LAP – Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani”), e dell’allora sindaco di Nova Milanese, Carlo Fedeli. Sin dalla prima edizione, il Premio viene dedicato a Bice Bugatti donna colta e carismatica, compagna del pittore Giovanni Segantini, è cresciuta in una famiglia dove si respira arte e creatività. Alla famiglia appartengono anche il fratello e il nipote di Bice, Carlo Bugatti, autore di raffinati arredi entrati oggi a far parte della storia del design, ed Ettore Bugatti, famoso per il celebre marchio automobilistico. Cinque anni più tardi, nel 1964, il concorso viene affiancato dal Premio di Disegno dedicato a Giovanni Segantini, riservato all’inizio agli allievi delle scuole artistiche e poi aperto a tutti, con l’obiettivo di dare maggiore rilievo al disegno come mezzo espressivo. Da quel momento le due rassegne si sono alternate negli anni, assumendo una cadenza biennale ed è nel 2010, dopo la celebrazione del cinquantesimo anno dalla fondazione, che la commissione organizzativa decide di unificare i due Premi sotto il nome Premio Bice Bugatti Giovanni Segantini. Negli anni si sono susseguiti numerosi rinnovamenti che hanno affinato l’organizzazione e la qualitàdel Premio, accrescendone il prestigio. Nel 1977 viene modificata la modalitàdi selezione, affiancando ad un concorso a partecipazione libera (il Premio Vittorio Viviani) una sezione a invito diretto, che ha vantato la presenza di artisti come Attilio Alfieri, Remo Brindisi, Aldo Carpi, Francesco De Rocchi, Gino Meloni, Antonia Ramponi, Regina, Giuseppe Scalvini, Adriano Spilimbergo e Gianfilippo Usellini. È stata successivamente costituita una commissione scientifica ed è stata introdotta la nomina di un curatore che, con le sue scelte, caratterizza le diverse edizioni. A tal proposito oltre alla sezione italiana, tradizione fondante del Premio, è stata introdotta dal 2009 anche la sezione “Progetti Internazionali”, articolata ogni anno in mostre e progetti curati e organizzati dall’associazione no profit Bice Bugatti Club con lo scopo di eliminare barriere e confini per dare spazio a un’arte contemporanea multiculturale e polifonica. Negli ultimi anni, infatti, il Premio è caratterizzato da una predisposizione per l’itineranza geografica: non ha solo attraversato il territorio brianteo e milanese ma si è consolidato anche oltreoceano, raggiungendo grazie a collaborazioni internazionali, Sud America (dal 2009) e Stati Uniti (dal 2012). Il legame con l’Accademia di Belle Arti di Brera, instaurato negli anni con la partecipazione e la premiazione di numerosi pittori che si sono formati in Accademia o che vi hanno insegnato, si consolida dal 2013 con la concessione del Patrocinio e la presenza critica nel Comitato scientifico. Tra i premiati delle edizioni di questi anni: Sergio Alberti, scultore allievo di Marino Marini e Francesco Messina, Dario Brevi parte del movimento artistico Nuovo Futurismo teorizzato da Renato Barilli, Elena Mezzadra, i cui lavori sono stati esposti recentemente al Museo del Novecento di Milano, Marco Petrus che ha fatto del paesaggio urbano il protagonista dei suoi lavori e Medhat Shafik, che rappresenta l’Egitto alla Biennale di Venezia del 1995 e definito dal Metropolitan Museum di New York “uno dei più importanti artisti arabi del XX secolo”. Ciò che ha permesso alle edizioni del Premio di susseguirsi negli anni è la capacità di rinnovamento costante e continua. Eppure le relazioni con le istituzioni milanesi e l’apertura internazionale del Premio non hanno indebolito il rapporto con il territorio di Nova Milanese, che rimane uno dei capisaldi della manifestazione. Le iniziative culturali proposte ai cittadini nel corso dell’anno (concorsi artistici, esposizioni, concorsi artisti e workshop) e le attivitàcollegate al Premio rendono la LAP un incubatore culturale sempre attivo che coniuga arte e impegno sociale.