Micro-rassegna sul web dedicata a quattro lavori inediti.

Informazioni

  • Luogo: MAGAZZINO SUL PO
  • Indirizzo: via Murazzi del Po, Lato Sinistro - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 21/03/2014 - al 23/03/2014
  • Vernissage: 21/03/2014 ore 21
  • Generi: presentazione, serata – evento, new media
  • Email: avg14@libero.it

Comunicato stampa

PONTEPOLO è un progetto di videoarte e videopoesia di Max Ponte e Andreina Polo
Dal 2009 PONTEPOLO lavora sul rapporto fra video e parola, i primi video, disponibili in rete, sono stati “Saliscendi” (2009) e “Stradocchio” (2011). “Saliscendi” è stato installato nella stazione di Torino Porta Nuova per Paratissima Ltd 2009, ha partecipato inoltre alla rassegna Piemonte Movie nel 2010; “Stradocchio” è stato finalista a Treviglio Poesia.

PONTEPOLO ha realizzato una micro-rassegna sul web dedicata a quattro lavori inediti

Si tratta di CREPE, ispirato al vano-scale di un palazzo di San Salvario prima della sua intonacatura; WAGON LITS girato in stazione; PORTENTA e PENZIEROTTOLO interamente in bianco e nero, macchie, quasi cartoons legati al pensiero e ai movimenti di persone e parole.

PRESENTAZIONE ufficiale del progetto venerdì 21 marzo alle ore 21 al Magazzino sul Po, Murazzi del Po 14, Torino. In occasione della giornata mondiale della Poesia e del Murazzi Poetry Slam avremo l’anteprima dei 4 video firmati PONTEPOLO che verranno resi pubblici nei due giorni successivi sul canale You Tube https://www.youtube.com/PontePolo e su www.pontepolo.com

CREPE e WAGON LITS saranno diffusi sabato 22 marzo 2014 alle ore 21, mentre PORTENTA e PENZIEROTTOLO potranno essere visti sempre alla stessa ora domenica 23 marzo 2014.
Manuela Gandini ha scritto dell'esperienza PONTEPOLO:

Il lavoro di Andreina Polo e di Max Ponte è come quello di una telecamera di sorveglianza, quelle telecamere che ci spiano nelle stazioni, nei metrò, nei negozi, al semaforo. E’ fissa, guarda la realtà senza giudicarla, associando pensieri astrusi (ma non troppo). Pontepolo osserva ogni singolo gesto, il più insignificante risvolto della giornata, per prenderne consapevolezza. (…) Wagon_lits è l’altro autoritratto. Niente di più normale che guardare fisso un regionale sporco e malconcio alla stazione. Le porte si aprono, accolgono i viaggiatori che inconsapevoli entrano nel campo visivo. Un frammento del loro spazio/tempo è catturato. L’immagine si stinge e diventa seppia- “colorazione seppia?”, per un attimo. “Mi devi fare un fax per la liberatoria”. I loro video sono un ritratto sociale, fotogrammi di un’apocalisse ancora piena di normalità, come frammenti dei racconti di tragica quotidianità scritti da Raymond Carter (…) Il mio autoritratto è tutto ciò che sta intorno a me. (Da La pancia della matrioska testo critico di Manuela Gandini)