Polvere di stelle

Mondovì - 27/09/2014 : 01/02/2015

Polvere di stelle è una rassegna annuale nata per indagare l’idea della ceramica in un modo inedito attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DELLA CERAMICA - PALAZZO FAUZONE DI GERMAGNANO
  • Indirizzo: Vicolo A Piazza - Mondovì - Piemonte
  • Quando: dal 27/09/2014 - al 01/02/2015
  • Vernissage: 27/09/2014 ore 17,30
  • Autori: Celeste Boursier-Mougenot, Matteo Rubbi
  • Curatori: Giacinto Di Pietrantonio, Chiara Oliveri Bertola, Christiana Fissore
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: venerdì e sabato: ore 15-18 domenica: ore 10-18
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: ilaria.blangetti@autorivari.com
  • Patrocini: Promotori: Città di Mondovì Città di Moustiers Sainte Marie Contributi: Unione Europea (FESR) – Programma Alcotra Regione Piemonte Organizzazione: Associazione Culturale Marcovaldo Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì Realizzata in collaborazione con: Circolo sociale di lettura - Mondovì Piazza Academia Montis Regalis Accademia Albertina di Torino Museo della regia Fabbrica dei Vetri e dei Cristalli di Chiusa di Pesio Besio 1842 Associazione Culturale "Vecchia Mondovì" Galerie Mario Mazzoli – Berlin Mondovicino Outlet Village

Comunicato stampa

‘Polvere di stelle’ porta a Mondovì la ceramica contemporanea internazionale
Sabato 27 settembre alle 17,30 l’inaugurazione della mostra nel Museo della Ceramica

02) 18.09.14 - Sabato 27 settembre alle ore 17,30, presso il Museo della Ceramica di Mondovì (Palazzo Fauzone di Germagnano in piazza Maggiore 1), sarà inaugurata la mostra, promossa dal Comune di Mondovì, “Polvere di stelle. La ceramica contemporanea di Céleste Boursier-Mougenot e Matteo Rubbi” a cura di Chiara Bertola, Giacinto Di Pietrantonio e Christiana Fissore

Nel corso della serata inaugurale, il Circolo Sociale di Lettura di Mondovì ospiterà una performance musicale dell’artista Carlo Spiga che suonerà le forme della ceramica provenienti dalla collezione del Museo, dialogando con il violoncellista dell'Academia Montis Regalis Roberto Bevilacqua. L’esposizione, organizzata dall’Associazione Culturale Marcovaldo e dalla Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì, è l’evento culturale di maggior rilievo del progetto "Ceramicarte", di cui il Comune di Mondovì è capofila in partenariato con il Comune francese di Moustiers Sainte Marie. Tutte le attività di “Ceramicarte”, volte alla valorizzazione della ceramica, sono attuate con il sostegno dell’Unione Europea (FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e della Regione Piemonte nell’ambito del programma “Alcotra”. L’esposizione resterà aperta fino al 28 dicembre il venerdì e sabato dalle ore 15 alle 18, la domenica dalle 10 alle 18. Per maggiori informazioni telefonare al numero 0174/40389 o scrivere a [email protected] o [email protected]
“Un evento espositivo di alto profilo che vede protagonisti affermati artisti - dichiara l’assessore del Comune di Mondovì, Mariangela Schellino -. E Mondovì, con il suo Museo della ceramica, un’eccellenza a livello nazionale, si afferma ancora una volta città d’arte e cultura. Una mostra che contribuisce a valorizzare la tradizione che lega Mondovì alla ceramica: le sale del nostro bel museo sono pronte ad accogliere tanti visitatori”.
La mostra indaga l’idea della ceramica in modo inedito attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei. “Il titolo allude alla materia più basilare di cui è costituita la ceramica – spiegano i curatori -: tocchiamo e pensiamo la sua fragile superficie e ci ritroviamo a percorrere una storia di argille, sabbia, quarzo e pigmenti. Tutta polvere, fuoco e acqua. Ma la visione degli artisti riesce a trasformare e portare la polvere dentro un cammino vicino alle stelle e a fargli fare un volo visionario mai immaginato prima, come una mongolfiera o la traiettoria di una stella”. Nel lavoro dei due artisti invitati a inaugurare il progetto, Céleste Boursier-Mougenot e Matteo Rubbi, la ceramica viene affrontata non solo come materia ma come condizione, dispositivo concettuale, eredità culturale da ripercorrere e aprire all’interno di un’esperienza più ampia: il suono, il paesaggio, l’esperienza comunitaria. In mostra sarà inoltre presentato un lavoro video che racconta l’esperienza di un volo in mongolfiera compiuto da Matteo Rubbi sopra le colline e i tetti di Mondovì. La mostra si avvale di tre curatori di eccezione: Chiara Bertola (responsabile per l’Arte Contemporanea Fondazione Querini Stampalia di Venezia e curatrice della Fondazione Furla), Giacinto Di Pietrantonio (direttore Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo) e Christiana Fissore (direttrice Museo della Ceramica di Mondovì). La rassegna nasce dalla collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la quale Chiara Bertola ha ideato a partire dal 2004 il progetto di arte contemporanea “Conservare il futuro”.

POLVERE DI STELLE
IL PERCORSO ESPOSITIVO

Nelle sale del Museo, tra le vetrine in cui è esposta la collezione storica, si inserisce l’opera di Céleste Boursier-Mougenot, “Untitled”: coppe di ceramica fluttuante nell’acqua agiscono come strumenti a percussione provocando suoni dai rimandi orientali. Il suono prodotto dalle ceramiche galleggianti continua nel tempo e si propaga nello spazio accompagnando il visitatore mentre cammina all’interno del museo e facendo risuonare anche tutte le altre ceramiche esposte nelle stanze. Come sempre nella ricerca dell’artista francese gli oggetti e i materiali quotidiani diventano gli strumenti musicali per creare installazioni sonore che lui stesso definisce “corps sonore” (corpi sonori). Attraverso una serie di esperienze sensoriali e acustiche l’opera svela allo spettatore un nuovo rapporto tra il suono e lo spazio e suggerisce un modo differente e inaspettato di usare gli oggetti e le relazioni tra le cose.
Salendo al terzo piano del museo, il video dei volti maschili che fissano intensamente qualcosa fuori dall'inquadratura introduce al lavoro di Matteo Rubbi che occupa tutto l’ultimo piano. Sono brevi fotogrammi tratti dal documentario “La conquista del K2,1954”, che riprendono i membri della spedizione guidati da Ardito Desio in un momento della scalata alla seconda vetta del mondo. I protagonisti guardano commossi verso l’alto e vedono qualcosa che noi non possiamo vedere lasciandoci intuire che quel guardare in alto li ha stupefatti e portati oltre. Un’allusione a quel “guardare oltre” che sottende tutta la rassegna “Polvere di Stelle”.
La ricerca di Matteo Rubbi attraversa territori culturali molto vari - dalla letteratura alla scienza, dalla musica al teatro - come se l’artista cercasse in ogni linguaggio e in ogni fare la possibilità di scoprire e di sperimentare sempre nuove realtà e metodi di lavoro. Una delle caratteristiche dei suoi progetti è quella di instaurare inedite relazioni con il pubblico e di creare molto spesso l’opera nella condivisione con altri. Questo è quello che ha praticato anche in questa occasione.
Nelle sale espositive del terzo piano incontriamo le installazioni “La Città del Sole” e “Volo su Mondovì”, nate dal coinvolgimento della comunità locale in due progetti speciali che prendono direttamente spunto dalla storia dell’industria ceramica monregalese e dalle particolarità del suo territorio.
Nel mese di giugno gli abitanti di Mondovì e gli studenti dell’Accademia Albertina di Torino sono stati coinvolti in una serie di laboratori di pittura su ceramica in cui sono stati invitati a confrontarsi con il paesaggio di Mondovì, con le sue colline, i suoi sentieri, le sue montagne, i suoi fiumi i suoi cieli e la sua storia. Il risultato è una mappa inedita del territorio, tradotta nelle forme delle storiche ceramiche della fabbrica Besio 1842 realizzate nell’unità produttiva del Museo della Ceramica.
L'opera “Volo su Mondovì” esposta in mostra raccoglie il frutto di questi workshop ed è solo la prima parte di un lavoro in divenire che coinvolgerà più tardi i risultati dei laboratori con i bambini delle scuole primarie della città, concludendosi alla fine dell'anno. L’installazione “La Città del Sole” è nuovamente un omaggio alla comunità monregalese: un ritratto di Mondovì attraverso le ceramiche dei suoi abitanti.
Il lavoro è composto da ceramiche provenienti dalle principali fabbriche dello storico distretto ceramico industriale monregalese a cui l’artista ha dato una speciale collocazione all’interno degli spazi del Museo. Tutti i pezzi sono di proprietà dei cittadini di Mondovì e dei suoi dintorni che li hanno prestati al Museo per contribuire alla costruzione di questo lavoro collettivo. In mostra sarà inoltre presentato un video che racconta l’esperienza di un volo in mongolfiera compiuto da Rubbi sopra le colline e i tetti di Mondovì. Il video completa l’esplorazione del paesaggio e delle particolarità del territorio monregalese già oggetto degli altri progetti realizzati per l’esposizione.

POLVERE DI STELLE
LE BIOGRAFIE DEI DUE ARTISTI


Céleste Boursier-Mougenot (Nizza, 1961)

È un artista visivo francese che trova del potenziale musicale in qualsiasi cosa ed esplora la musica in relazione alla teoria del caos e alla quotidianità. Negli ultimi due decenni, le avventure soniche dell'artista francese si sono misurate con aspirapolveri che hanno suonato come fisarmoniche, con uccellini che hanno suonato chitarre, con suoni della strada processati e rielaborati. E, in particolare, con ceramiche fluttuanti nell’acqua che sono diventate strumenti a percussione nella più poderosa tradizione della musica sperimentale. Boursier-Mougenot non nasce come artista visivo, ma come musicista con un'educazione al Conservatorio di Nizza e una attività come compositore per nove anni (1985-1994) per la Pascal Rambert Theatre Company, un gruppo teatrale d’avanguardia. A poco a poco si è spinto verso l'arte contemporanea e, a partire dai primi anni del 1990, ha iniziato a esporre installazioni sonore in musei, gallerie e spazi espositivi, luoghi perfetti per le sue originali composizioni che sono lentamente entrate nel repertorio delle opere memorabili dell'ultimo decennio. Céleste Boursier-Mougenot è l’artista che rappresenterà la Francia alla prossima Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.



Matteo Rubbi (Bergamo, 1980)

La sua pratica si contraddistingue perché nasce e si nutre di relazioni: con il luogo, con lo spazio in cui deve creare l’opera, con le persone con cui collabora per far nascere il lavoro .“Credo che l’artista viva necessariamente di relazioni, di confronto e di scambio continuo. Trovo importante che il lavoro sia l’occasione per creare delle relazioni nuove, che prima non esistevano.” È importante per questo artista che il progetto di una mostra possa essere condiviso e prendere forma nel luogo in cui nasce. Per Matteo decidere di affrontare un progetto significa fondarlo ogni volta nel luogo in cui interviene coinvolgendo il contesto; un contesto fatto di istituzioni, associazioni, dell’economia locale, delle industrie, dei rapporti con i giornali locali e della sua storia…”. Si è formato all’Accademia di Brera di Milano ed ha frequentato, nel 2006, il CSAV, Fondazione Ratti di Como. È stato il vincitore del Premio Furla del 2011.