Pietro Finelli – Il viaggio in Paradiso

Capoliveri - 01/08/2017 : 15/08/2017

Il titolo della mostra è preso da un frammento incompiuto di Robert Musil, che è come un approdo che lo scrittore dissemina insieme ad altri, incompiuti, alla fine delle migliaia di pagine che compongono il suo opus magnum, L’uomo senza qualità. E non è un caso che questo frammento, abbia come sfondo il mare italiano, dopo che la storia di tutto il romanzo si è dipanata in tutta la sua complessità e lunghezza nella metropoli viennese.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DEL MARE DI CAPOLIVERI
  • Indirizzo: Via Palestro, 6, 57031 - Capoliveri - Toscana
  • Quando: dal 01/08/2017 - al 15/08/2017
  • Vernissage: 01/08/2017 ore 21
  • Autori: Pietro Finelli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10.00 - 12.00 / 18.00 - 23.30

Comunicato stampa

Il titolo della mostra è preso da un frammento incompiuto di Robert Musil, che è come un approdo che lo scrittore dissemina insieme ad altri, incompiuti, alla fine delle migliaia di pagine che compongono il suo opus magnum, L’uomo senza qualità. E non è un caso che questo frammento, abbia come sfondo il mare italiano, dopo che la storia di tutto il romanzo si è dipanata in tutta la sua complessità e lunghezza nella metropoli viennese

Come un gioco a scacchiera, le opere di Finelli s’inseriranno nel tessuto del museo, ricreandone quella mappa concettuale che soggiace alla tramatura sia dell’opera di Finelli sia del romanzo di Musil.
Le opere di Finelli fanno parte di quella lunga riflessione sulla visione, che si coniuga soprattutto con quella della visualità cinematografica, in particolar modo con quella riferita al cosiddetto cinema Noir del periodo classico compreso fra gli anni 1942 fino al 1957. I lavori esposti nella mostra rimandano alla problematicità del vedere, all’intreccio tra la visibilità e il mistero. A Finelli interessa del noir classico quell’articolazione che approfondisce il rapporto tra visione e cecità, luce e oscurità. La radicalità del lavoro compiuto sulle immagini, nella interpretazione del noir come «visione morale della vita basata sullo stile», «capace di risolvere i conflitti in termini visivi e non tematici» (Paul Schrader), è la cifra lungo la quale l’arte di Finelli incontra quella delle immagini del cinema, questione interrogante sul potere delle immagini, affrontata attraverso e con le immagini.