Piero Manzoni – Vita d’artista

Brescia - 27/06/2013 : 27/06/2013

Il volume ricostruisce ciò che c’è prima, dopo e dietro la Merda d’artista, la figura di un personaggio rimasto fedele alle origini borghesi ma intrinsecamente e fortemente provocatore.

Informazioni

Comunicato stampa

Il Museo di Santa Giulia, Johan & Levi editore e Kanalidarte invitano alla presentazione del volume Piero Manzoni. Vita d'artista. Insieme all'autore Flaminio Gualdoni, Gaspare Luigi Marcone e Ilaria Bignotti approfondiscono la figura del celebre artista degli Achromes, dei Corpi d’aria e della Merda d’artista. Introduce Elena Lucchesi Ragni, responsabile Settore Musei. Intervengono Elena Manzoni di Chiosca e Rosalia Pasqualino di Marineo. L'incontro si tiene in occasione della mostra "Novecento mai visto"



Giovedì 27 giugno 2013 – ore 18.45
Museo di Santa Giulia - White Room
Via Musei 81b, Brescia
T: 030 2977.833/834
ingresso libero fino esaurimento posti

Il volume ricostruisce ciò che c’è prima, dopo e dietro la Merda d’artista, la figura di un personaggio rimasto fedele alle origini borghesi ma intrinsecamente e fortemente provocatore. Le notti di “dolce vita milanese” e le giovanili scorribande in bicicletta, le prime prove sotto il patrocinio di Fontana alla ricerca di una voce personale, il sodalizio con giovani artisti italiani a lui contemporanei, le collaborazioni con i movimenti d’avanguardia internazionali di cui diventa un esponente ricercato e riconosciuto: tutto scorre velocemente, fino a relegare sempre più sullo sfondo il Manzoni privato e a portare in primo piano il Manzoni artista. Il libro è anche una panoramica sulla cultura artistica italiana ed europea di quel tempo: da Lucio Fontana a Yves Klein, da Azimut al Gruppo Zero, Gualdoni ricostruisce lo straordinario clima cosmopolita di quel momento attraverso l’attività frenetica e geniale di Manzoni. Manzoni è un personaggio dalle elaborazioni intellettuali profonde e dalle intuizioni fulminanti che comprende, sin da subito, come la pratica artistica nuova non possa che avere per scenario l’Europa cosmopolita della cultura, alla cui edificazione sceglie di contribuire in modo lucido e determinato. Egli comprende inoltre, sulla scorta di ragionamenti allora non consueti su Duchamp, che cruciale è la figura dell’artista in quanto tale, e ogni opera è un segno funzionale all’edificazione della sua identità insieme unitaria e radiante. In conseguenza di ciò, Manzoni attua una sorta di sottrazione fondamentale: annullare il Manzoni “privato” e calarsi totalmente, senza remore e deroghe, nell’opera. Non esiste per lui, in altri termini, una figura pubblica da recitare mondanamente e un’altra, diversa, che abiti il suo vivere ordinario.