Piero Dorazio – Reticoli

Milano - 05/05/2014 : 28/06/2014

Nella circostanza vengono proposte circa venti opere di grande qualità dedicate in particolare alla ricerca artistica che Piero Dorazio ha perseguito con successo tra la fine degli anni Cinquanta e buona parte del decennio successivo.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA TEGA
  • Indirizzo: Via Senato 20 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 05/05/2014 - al 28/06/2014
  • Vernissage: 05/05/2014 ore 18
  • Autori: Piero Dorazio
  • Curatori: Luciano Caprile
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì - sabato 10 - 13 / 15 - 19

Comunicato stampa

Nella circostanza vengono proposte circa venti opere di grande qualità dedicate in particolare alla ricerca artistica che Piero Dorazio ha perseguito con successo tra la fine degli anni Cinquanta e buona parte del decennio successivo. L’esposizione s’avvia, dal punto di vista strettamente cronologico, con Passaporto passaspesso, un olio su tela su tavola che risente ancora dell’esperienza vissuta col MAC ( Movimento Arte Concreta ) e della recente frequentazione negli Stati Uniti della Scuola di New York

Compare quindi Romance del 1959, dove emerge una delle sue peculiarità espressive che s’impone proprio in quegli anni di fatti: una fitta trama di linee s’incrociano e conquistano la profondità dello spazio, nell’ambito di un monocromatismo continuamente modulato dai mutamenti di segno e di luce. Un’intenzione e una magia che nell’attuale rassegna milanese si rinnovano con Primo viaggio, un dipinto su tela del 1961, giocato sui toni del blu. Ulteriori capolavori, intesi a ribadire il medesimo atteggiamento costruttivo, sono Interno rosa del 1960 e Sine die del 1963. Time locker sempre del 1963, offre invece una variabile compositiva declinata dalla dicotomia verticale che risalta una parte giocata sui toni del giallo da un’altra esibita sui toni del grigio rosa. Poi a poco a poco le linee si dilatano e conquistano una forza espressiva autonoma, incrociandosi con diverse tonalità e con trame di mutevole seduzione visiva. Lo si può notare in Senza titolo del 1967 e in Impasse. Questo tipo di stesura più intensa e marcata condurrà l’artista ad una ancor più libera creazione cromatica, fino a toccare i multicolori intrecci di Centogiorni del 1997 che, disseminati nei due metri per tre di tela, conservano ancora il seme prezioso di quei primi reticoli generati dall’intreccio di un sogno infinito di segni.
L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo a cura di Luciano Caprile.