Piano City Napoli 2015

Napoli - 09/10/2015 : 11/10/2015

Piano City Napoli 2015 sarà inaugurato con una performance pianistica ideata da Massimo Fargnoli in Piazza del Plebiscito dal titolo “The Column Concert”, al culmine della quale verrà eseguita la Sinfonia n. 2 per ventuno pianoforti di Daniele Lombardi.

Informazioni

  • Luogo: PIAZZA DEL PLEBISCITO
  • Indirizzo: Piazza del Plebiscito - Napoli - Campania
  • Quando: dal 09/10/2015 - al 11/10/2015
  • Vernissage: 09/10/2015 ore 21.15
  • Generi: performance – happening, musica
  • Sito web: http://www.pianocitynapoli.it/2015/index.php
  • Email: info@pianocitynapoli.it
  • Patrocini: D’intesa con la Fondazione Morra che ne sarà anche partner, tale Rassegna è organizzata per il terzo anno consecutivo dalla storica Ditta Alberto Napolitano Pianoforti di piazza Carità, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e patrocinata dal Fai-Campania con la collaborazione di numerose importanti Associazioni.

Comunicato stampa

Piano City Napoli 2015 sarà inaugurato la sera di venerdì 9 ottobre con una performance pianistica ideata da Massimo Fargnoli in Piazza del Plebiscito dal titolo “The Column Concert”, al culmine della quale verrà eseguita la Sinfonia n. 2 per ventuno pianoforti di Daniele Lombardi. D’intesa con la Fondazione Morra che ne sarà anche partner, tale Rassegna è organizzata per il terzo anno consecutivo dalla storica Ditta Alberto Napolitano Pianoforti di piazza Carità, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e patrocinata dal Fai-Campania con la collaborazione di numerose importanti Associazioni


Con la sorprendente coincidenza del numero degli spazi disponibili tra una colonna e l’altra, ogni postazione pianistica della parte sinistra dell’emiciclo sarà illuminata da fasci cangianti di colori diversi, secondo i criteri sinestetici di Alexander Skrjabin - del quale ricorrono i cento anni dalla morte - mentre i suoni verranno spazializzati per l’intera piazza attraverso un sofisticato sistema di amplificazione.
Tra le colonne della parte destra insisterà invece una Mostra sulla Scuola Pianistica Napoletana, realizzata dall’ Accademia Musicale Napoletana, (fondata da Alfredo Casella nel 1933) per connettere idealmente alla contemporaneità, la genesi e lo sviluppo di una sontuosa tradizione culturale della città.
Nello spirito effervescente di Piano City, ma anche nel rigore e nella complessità delle scelte musicali, tale maratona avrà il titolo simbolico “The Column Concert”, sia in omaggio allo scenario assolutamente inedito per quella che potrebbe definirsi a tutti gli effetti un’installazione sonora, ma anche per la vaga assonanza fonetica che richiama il celebre album di Keith Jarrett - a quarant’ anni esatti dalla sua registrazione all’Opera di Köln - che aprì qualche nuova prospettiva al pianismo contemporaneo.
I pianisti impegnati saranno, in ordine progressivo : Francesca Bandiera, Angela Feola, Antonello D’Onofrio, Vittorio Rabagliati, Elena Lasala, Angelo Russo, Francesco Calcagno, Carla Orbinati, Stefano Ligoratti, Vincenzo Pasquariello, Nicola Ormanno, Gennaro Musella, Iacopo Petrosino, Maria Carla Notarstefano, Paolo Somigli, Nicoletta Feola, Sara D’Allocco, Claudio Soviero, Stefano Fiacco, Grana Dijkanovic, Luigi Trivisano.



La Sinfonia per 21 pianoforti

Dalla metà degli anni ottanta Daniele Lombardi ha sviluppato l'idea di espandere le possibilità del pianoforte mediante un uso sinfonico, sovrapponendo più strumenti fino a formare una orchestra: un ensemble a coda. Ha composto lavori per due, tre, quattro, cinque, fino alla Grande Sonata per dodici pianoforti (1984), addentrandosi in un mondo di nuovi suoni che lo ha portato alle Due Sinfonie per ventuno pianoforti, che lo hanno impegnato nella stesura dal 1987 ad oggi.
Le prime due Sinfonie, della durata di oltre mezz'ora l'una, scandite nei consueti quattro movimenti della sinfonia tradizionale, provocano un impatto sonoro nel quale confluiscono molteplici elementi: la costruzione di una struttura partendo da sonorità complesse, a volte sulla soglia del rumore, come una lontana memoria delle impressionanti performances del grande jazzman Cecil Taylor (che Fargnoli invitò alla Rai di Napoli nel memorabile concerto del 4 marzo 1987) tracce di una lunga frequentazione con la computer music, sia nella timbrica che nella costituzione di grandi elaborazioni simili a frattali sonori, la necessità di una metafora dello spazio, che produce un profilo finale dell'opera paragonabile a forme scultoree. I pianoforti secondo una dislocazione spaziale che restituisce il movimento del suono previsto nella partitura, facendo correre disegni sonori da pianoforte a pianoforte, con un effetto di onda.
Ad ogni pianista è affidata una parte diversa - le composizioni sono scritte in ventuno parti reali - ed ognuno ha quindi la notazione esatta di ciò che deve fare, secondo per secondo, e suona guidato da un time-code (tramite un pc o una videoregistrazione che scorre su monitors, un direttore d'orchestra computerizzato, che assicura una concertazione esatta.
Musica pesante-contemporanea colta: non una musica per specialisti né una musica di facile intrattenimento, bensì qualcosa che si offra ad un ascolto di molti, se curiosi, pazienti e interessati ad una esperienza musicale nuova, dove non riconoscere suoni già uditi, ma ascoltarne di inauditi.
La nuova dimensione che si crea è di vasto respiro e coinvolge un momento spettacolare irripetibile, un grande evento che offre al pubblico una musica d’arte la cui struttura tende alla comprensibilità pur non essendo di facile intrattenimento.
Per le caratteristiche di questo linguaggio compositivo, al di là del forte impatto spettacolare, il concerto ha ottenuto un grande successo a Parigi per la Festa della Musica nel 1995, Berlino per la Musik Biennale nel 2002, a New York nel Winter Garden davanti a Ground Zero nel 2003 e a Roma per l’inaugurazione della Galleria Colonna nel 2004.
Lombardi ha sviluppato queste composizioni definendo e controllando in partitura ogni minimo effetto sonoro, secondo per secondo, con un notazione tradizionale, fogli che hanno sistemi di 84 pentagrammi, 4 per ogni pianista, adottando poi particolari notazioni che sono oggi considerate molto efficaci come sintesi della ricerca compositiva del secondo Novecento.