Phantom Armour / Raptor del Sol

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE ELPIS
Via A. Lamarmora 26, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Giammarco Cugusi, Sarah Margnetti, Luca Petti, Maria Positano e Lorenzo Zerbini
Phantom Armour
a cura di Veronica Botta

Carlota Gadea Marqués
Raptor del Sol
a cura di Threes Productions

Vernissage
15/10/2026

ore 18.00 con performance alle ore 19.00

Curatori
Veronica Botta
Uffici stampa
PAOLA C. MANFREDI STUDIO
Generi
arte contemporanea

Due nuove mostre alla Lavanderia di Fondazione Elpis.

Comunicato stampa

Dal 16 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, gli spazi della Lavanderia ospitano due nuovi progetti espositivi che, attraverso linguaggi e prospettive differenti, esplorano il rapporto tra corpo e materia. Al primo piano prende vita Phantom Armour, mostra collettiva a cura di Veronica Botta, riunisce opere di Giammarco Cugusi, Sarah Margnetti, Luca Petti, Maria Positano, Lorenzo Zerbini in un percorso corale tra installazione, interventi pittorici, suono e luce. Il progetto è accompagnato da un Public Program di attivazioni, laboratori e pratiche partecipative, tra cui un evento performativo ideato da Giammarco Cugusi e un workshop di lavorazione di metalli, condotto da ASTRA ASTRA ASTRA e Margherita Potenza.
Il percorso espositivo prosegue con Raptor del Sol, prima grande mostra istituzionale di Carlota Gadea Marqués, a cura di Threes Productions, costituisce il quarto capitolo di Basement, il progetto annuale della Lavanderia, che esplora il crocevia tra suono, performance e installazione.

PHANTOM ARMOUR
Giammarco Cugusi, Sarah Margnetti, Luca Petti, Maria Positano, Lorenzo Zerbini
a cura di Veronica Botta

Partendo dall’immagine di “armatura fantasma”, espressione aperta che può evocare dispositivi di protezione e difesa, ma anche membrane, apparizioni, ornamenti e presenze invisibili, Phantom Armour riunisce opere esistenti, nuove produzioni e interventi site-specific negli spazi della Lavanderia, costruendo un ambiente in cui installazioni, interventi pittorici, suono e luce modificano progressivamente l’esperienza della visita.

Il progetto non si sviluppa come una successione di lavori autonomi, ma come un organismo espositivo fatto di corrispondenze, presenze e rimandi. Elementi evidenti e più sfuggenti convivono lungo il percorso, tra soglie, ombre, riflessi e apparizioni che emergono e scompaiono nello spazio.
Le ricerche degli artisti si incontrano in un percorso in cui la materia è sottoposta a processi di trasformazione, le forme assumono configurazioni ibride e il rapporto tra naturale e artificiale, reale e immaginario, visibile e invisibile diventa centrale. Dalla scultura di Maria Positano, orientata verso l’alterazione e la dissoluzione della materia, agli immaginari organici e visionari di Luca Petti; dagli interventi di Giammarco Cugusi, che intrecciano tecnologia, percezione e ritualità, alle tracce e apparizioni di Lorenzo Zerbini, in dialogo con elementi naturali e memorie latenti; fino agli interventi pittorici di Sarah Margnetti, che si estendono direttamente sull’architettura come una sottile superficie capace di modificare la luce e le connessioni visive tra le opere.

RAPTOR DEL SOL
Carlota Gadea Marqués
a cura di Threes Productions

Raptor del Sol, quarto capitolo di Basement, è un progetto della compositrice e artista Carlota Gadea Marqués, che sviluppa un percorso immersivo intorno a una domanda essenziale: cosa rende possibile la vita su una terra trasformata, e quanto lontano può arrivare un corpo pur di continuare a vivere?

Il progetto prende avvio dalla tradizione dei Guanci e dal mito di Guayota, la divinità imprigionata all’interno del Teide dopo aver rapito il Sole e condannato la terra a una siccità senza fine. Attraverso tre ambienti espositivi, la mostra ripercorre la ricerca dell’acqua come ricerca della vita, spostando progressivamente lo sguardo dal corpo umano a quello planetario.

Il percorso comprende El Uc, performance coreografata e interpretata da Sofya Shaikut, presentata una sola volta in occasione dell’inaugurazione e destinata a lasciare una traccia permanente sulle pareti dello spazio, un filmato girato tra i vulcani delle Isole Canarie e un’installazione sonora dedicata a un cristallo di olivina, minerale oggetto delle ricerche dell’ESA su Marte per il suo legame con la presenza dell’acqua.

Attraverso registrazioni sul campo, sintesi analogica e la materia stessa del vulcano, Gadea Marqués considera l’ascolto come uno strumento per registrare la trasformazione, intrecciando mito, ecologia, ricerca scientifica e immaginazione per riflettere sulle condizioni che rendono possibile la vita.