Pereživànie (il lavoro dell’artista su se stesso)

Firenze - 23/11/2013 : 23/12/2013

L'attore non imita ma diventa il personaggio che deve rappresentare, e allora non basta il talento, servono anche disciplina, costanza, passione, fatica. Agli artisti invitati è stato quindi richiesto, in qualità di “professionisti dell’arte”, di impegnarsi in un dialogo con gli oggetti e gli arredi del luogo in un percorso espositivo pensato per sottolinearne il ruolo di laboratorio di idee.

Informazioni

Comunicato stampa

Per la prima volta la Sartoria Teatrale Fiorentina di Massimo Poli si apre al pubblico dei visitatori con la mostra Pereživànie (il lavoro dell’artista su se stesso) ideata da Chiara Giorgetti, che propone una singolare indagine sul mestiere e sulla funzione dell’artista parafrasando, nel sottotitolo, uno dei libri di Konstantin Sergeevič Stanislavskij sul metodo di recitazione da lui sviluppato basato sull'approfondimento psicologico del personaggio, reso celebre dall’Actor’s Studio di New York

Tale metodo pone l'attore al centro del processo creativo il suo compito non é quello di recitare, ma di essere se stesso, dopo essersi immedesimato nel personaggio cui sta dando vita. L'attore non imita ma diventa il personaggio che deve rappresentare, e allora non basta il talento, servono anche disciplina, costanza, passione, fatica. Agli artisti invitati è stato quindi richiesto, in qualità di “professionisti dell’arte”, di impegnarsi in un dialogo con gli oggetti e gli arredi del luogo in un percorso espositivo pensato per sottolinearne il ruolo di laboratorio di idee. Le suggestioni che ne derivano sono parte del gioco instauratosi tra finzione e realtà, mettendo talvolta in evidenza aspetti simbolici connessi ai personaggi e identificandosi con i personaggi veri o immaginari che “abitano” la sartoria “donandogli parte di se stessi”.
La Sartoria Teatrale Fiorentina, situata in piazza Duomo a Firenze, si occupa di costumi teatrali fin dal 1860 ed è la più antica della città. Possiede circa 3000 costumi di varie fogge ed epoche ed una piccola collezione di pezzi originali che vanno da un copri bustino del ‘700 fino ad abiti degli anni ‘60 del ‘900, conservati in grandi armadi dell’800. Di particolare rilievo tra gli altri i lavori realizzati con vari costumisti di fama tra cui Ezio Frigerio e Lorenzo Ghiglia. Qui sono stati realizzati anche i costumi di scena per il corpo di ballo e l’étoile Carla Fracci per il Teatro Comunale di Firenze e i costumi firmati da Elena Mannini, per l’Orlando Furioso di Luca Ronconi, con Edmonda Aldini, Paola Gasman e la giovanissima Ottavia Piccolo, opera pluripremiata e apprezzata in tutto il mondo che portò il regista alla ribalta internazionale del Festival di Spoleto nel 1969. Nel 2005 la Sartoria è stata acquistata dal costumista Massimo Poli che è riuscito a riportare l’azienda ai massimi livelli, rinforzando i rapporti ormai sopiti con la città, forte della sua esperienza professionale maturata anche con produzioni legate a registi acclamati come, tra gli altri, Lindsay Kemp e Misha Van Hoecke.
La mostra coinvolge un variegato gruppo di artisti con l'intento di mostrare un percorso poetico e artistico attraverso lo spazio, gli arredi, i costumi e gli oggetti della sartoria teatrale:
Massimo Arduini, Nedda Bonini, Tiziano Campi, Sauro Cardinali, Carlo Fei, Chiara Giorgetti , Gianna Scoino, Virgilio Vecchio.