Penzo+Fiore – Eterogenia Atto Ii

Ferrara - 23/04/2017 : 01/05/2017

All’interno della Porta degli Angeli, spazio denso di memoria storica e significati simbolici, il duo artistico Penzo+Fiore espone una nuova significativa tappa della ricerca iniziata otto anni fa.

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugura domenica 23 aprile alle 18 la mostra di Penzo+Fiore all’interno della rassegna Algorithmic – GATE curata da Andrea Amaducci e Maria Ziosi, in collaborazione con l’associazione culturale Evart. All’interno della Porta degli Angeli, spazio denso di memoria storica e significati simbolici, il duo artistico Penzo+Fiore espone una nuova significativa tappa della ricerca iniziata otto anni fa



L’evento va in risonanza con la mostra del Tacheles “Transfert”, realizzata dopo un solo anno di attività come duo artistico in cui il confronto era, anche in quel caso, con uno spazio gestito da un’artista in grado di creare l’apertura necessaria a contenere il loro lavoro. Barbara Fragogna nel 2010, con la sua project room adiacente allo studio personale, Andrea Amaducci oggi, a Ferrara, con il suo headquarter nella torretta della Porta degli Angeli.

I sette anni hanno modificato ampiamente il lavoro. L’ultimo anno ha costituito un punto di svolta, quasi un punto di non ritorno. Dal 2016 infatti irrompe di nuovo il vetro nei loro lavori, un materiale prepotentemente assente nella ricerca di duo, ma sempre attivo in potenza. Gli anni dal 2009 al 2015 sono stati caratterizzati infatti da una ricerca in più direzioni, sia spaziali che artistiche, in grado di far esplorare linguaggi che vanno dalla fotografia all’installazione, dall’arte relazionale alla performance. In questa fase però, sia a livello installativo che scultoreo, il ritorno all’isola di Murano e la forza con cui la materia vetro chiama, sono diventati impossibili da non accogliere.

Per questo l’eterogenia che verrà proposta alla Porta degli Angeli sarà caratterizzata dalla presenza costante e quasi ridondante di questo materiale. Un’installazione dal sapore archeologico invaderà letteralmente la zona “cripta” del piano basso. Un’opera nata dal legame quasi viscerale che è stato riscoperto nei confronti dell’isola di Murano, un luogo in cui lo scarto ha di per sé un valore inestimabile. A questo lavoro si aggiungeranno una serie di altre sculture e installazioni in grado di dialogare con l’identità dello spazio. Per la prima volta verranno esposte anche le tracce di Real, lunga performance durata più di quattro anni, in cui la divinazione è diventata parte integrante della pratica artistica del duo.

Il giorno dell’inaugurazione la fragilità del vetro verrà rappresentata da una performance, la lettura di una serie di poesie per persona singola, da parte della poetessa padovana Marta Celio. “La decisione di inserire Marta all’interno della mostra deriva dall’analogia naturale che ci è parsa evidente tra il vetro e la sua poetica: fragilità e delicatezza unite alla capacità di essere tagliente e penetrante”.

Per il 25 aprile, in concomitanza con la festa della liberazione, verrà presentata un performance “a tema” da Penzo+Fiore.