Per la prima volta in Italia una mostra che unisce arte e scienza sul tema della pelle. La rassegna nasce da un progetto di Boots Laboratories, marchio-icona del benessere, distribuito in Italia da P&G, con la Fondazione Antonio Mazzotta, da anni protagonista di successo nel mondo dell’arte. Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, documenti, oggetti antichi, il visitatore compie un percorso affascinante di esplorazione che lo conduce a un laboratorio scientifico.

Informazioni

Comunicato stampa

Per la prima volta in Italia una mostra che unisce arte e scienza sul tema della pelle.
“PELLE DI DONNA. Identità e bellezza fra arte e scienza”, a cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta, è esposta alla Triennale di Milano dal 24 gennaio al 19 febbraio 2012.
La rassegna nasce da un progetto di Boots Laboratories, marchio-icona del benessere, distribuito in Italia da P&G, con la Fondazione Antonio Mazzotta, da anni protagonista di successo nel mondo dell’arte



Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, documenti, oggetti antichi, il visitatore compie un percorso affascinante di esplorazione che lo conduce a un laboratorio scientifico.

Ampio spazio è dato agli artisti moderni e contemporanei che utilizzano i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale, anche con interventi site specific. Tra gli artisti in mostra: Giacomo Balla, Franz von Bayros, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, , Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann.
La mostra è strutturata in un percorso di sei sezioni che affrontano in termini transdisciplinari il tema della pelle, della bellezza e dell’identità femminile ed è accompagnata dalla presenza costante di interventi di arte contemporanea. Introduce il tutto un gioco di corrispondenze tra macro e microcosmo, tra immagini della superficie di astri e pianeti e immagini dell’epidermide vista al microscopio.
La prima sezione è intitolata La scoperta della pelle e presenta le rarissime cere settecentesche della scultrice e anatomista Anna Morandi, “Volto di donna” e “Mani sensibili”, le straordinarie miniature delle farmacie antiche di Ettore Sobrero, primi luoghi deputati alla cura e alla bellezza della pelle. In linea con questo approccio, il percorso prosegue con il Paradiso dell’igiene messo in contrapposizione all’Inferno della pudicizia: l’esplosione del concetto di “igiene” nella modernità viene illustrato da sale da bagno e


“marchingegni d’igiene” di ieri e di oggi, provenienti da musei aziendali. Opere di Sam Shaw, Mel Ramos e John Kacere accompagnano il tutto.
Un “tunnel di mostri”, realizzato in collaborazione con la Cineteca Italiana di Milano, funge da raccordo con la sezione successiva, cuore della mostra: il Volto della bellezza, il ruolo della pelle. A una storia della cosmetica, dall’antichità fino ai nostri giorni, si accompagna un florilegio di opere che esaltano il concetto di bello nel tempo e le differenti maniere di interpretarla.
Da una visione di bellezza classica del gesso da Canova e delle donne rappresentate Alfons Mucha nel sublime paravento dal titolo “Le quattro Stagioni”, in perfetto stile Art Nouveau, si viene catapultati in visioni oniriche, metaforiche che si concretizzano nei ritratti del pittore francese Odilon Redon, di Alberto Martini, di Adriana Bisi Fabbri.

In questo lungo soffermarsi sull’identità femminile, ampio spazio viene dedicato anche alla pelle e al suo trattamento, volto ad esaltarne le qualità. In ambito artistico ne sono rappresentativi alcuni esempi, come gli incarnati e la bellezza algida delle donne-icone immortalate da Man Ray, del quale la mostra vanta uno straordinario e selezionato gruppo di fotografie in bianco e nero databili dagli anni Venti agli anni Quaranta, tra cui “Noir et blanche” (1926), “Natasha” (1931) e i ritratti di “Juliet” (1945) per arrivare alla pelle e alla bellezza iconica di “Marilyn” (1967), al Ritratto di Daniela Morera (1981) e Ladies and Gentlemen di Andy Warhol, nonché alla preziosa Maquette for Monica in the Bedroom di Tom Wesselmann (1986).
Tra le testimonianze più recenti sul tema, spiccano le opere di Giuliana Cuneaz, con l’imponente Corpus in Fabula (1996), di Robert Gligorov, Abel Herrero, Andreas Serrano, Yoshie Nishikawa.
Non mancano riferimenti all’ambito letterario, come l’opera di Luigi Maio La crema di Azazello (da “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov), realizzata per l’occasione.

Metamorfosi di pelle di donna è invece una suggestiva installazione luminosa realizzata ad hoc per la mostra che presenta la trasformazione dell’immagine di una stessa modella, truccata e acconciata a seconda dello “stile” dell’epoca (dagli anni Venti fino ai Duemila). Si procede con un approccio più contemporaneo che analizza il binomio Pelle e identità grazie a testimonianze del Museo del Tatuaggio di Milano, con particolare attenzione al tatuaggio femminile, inteso come complemento alla bellezza e all’identità della donna, in diversi contesti ed epoche storiche, cui si aggiunge una selezione di straordinarie fotografie di Lazhar Mansouri.
A conclusione del percorso il visitatore giunge in un vero laboratorio scientifico interattivo e una stanza polisensoriale. Qui è possibile ammirare opere di Bruno Munari, Karl Prantl, Pietro Pirelli e Giuseppe Penone, nonché a pezzi provenienti dall’Istituto dei ciechi di Milano e dal Museo tattile Anteros di Bologna. Infine, ogni donna può lasciare la propria impronta “mettendoci la faccia”, attraverso lo scatto di una foto istantanea del suo volto che andrà a far parte di un’installazione a parete, testimonianza della bellezza più viva, attuale, reale.

Tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e prodotti per la cura di sè – molti provenienti dall’Archivio storico Boots di Nottingham – fanno da cornice alla ricca selezione di opere d’arte in mostra.
Tutto questo è solo un assaggio di quanto in realtà attende i visitatori di “Pelle di donna”.


Inoltre, nei 4 fine settimana di apertura della mostra, Boots Laboratories invita un gruppo di dermatologi e cosmetologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ad approfondire insieme al pubblico varie tematiche riguardanti l’epidermide.

L’evento si avvale della preziosa collaborazione di un comitato scientifico di esperti dei vari settori, che conta nomi quali: Chiara Cappelletto, Leonardo Celleno, Rosa Chiesa, Luisa Gnecchi Ruscone, Marco Montemaggi, Massimo Papi, Loretta Secchi, Fulvio Simoni, Beba Restelli.

Accompagna la mostra un catalogo pubblicato dalle Edizioni Gabriele Mazzotta con testi critici in italiano e inglese di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta, e le schede degli specialisti dei vari settori.