Patrizia Zelano – Plastica Animistica

Rimini - 15/11/2014 : 15/02/2015

Dopo una serie di doppie personali, lo spazio si dedica a un’artista italiana che lavora sul territorio, Patrizia Zelano (1964). In mostra un ciclo di lavori fotografici in cui il tema della forma e della scultura si fonde con quello del paesaggio e dell’elemento naturale dell’entroterra riminese.

Informazioni

  • Luogo: AUGEO ART SPACE
  • Indirizzo: Corso d’Augusto, 217 - Rimini - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 15/11/2014 - al 15/02/2015
  • Vernissage: 15/11/2014 ore 17
  • Autori: Patrizia Zelano
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mar – sab, 10 – 13 ; 16 – 20 dom 16 – 20
  • Email: maddalena.bonicelli@gmail.com

Comunicato stampa

Inaugura il 15 novembre la terza mostra di AUGEO ART SPACE (Corso d’Augusto 217, Rimini). Dopo una serie di doppie personali, lo spazio si dedica a un’artista italiana che lavora sul territorio, Patrizia Zelano (1964). In mostra un ciclo di lavori fotografici in cui il tema della forma e della scultura si fonde con quello del paesaggio e dell’elemento naturale dell’entroterra riminese


Con questo progetto AUGEO ART SPACE prosegue il suo percorso fin dall’inizio orientato a mettere in relazione l’arte contemporanea con il contesto della città, invitando gli artisti a sviluppare progetti site specific e, in questo caso, confrontandosi con un’artista che mette questa relazione al centro del suo lavoro.
Patrizia Zelano provoca accadimenti inaspettati in luoghi vicini e familiari; probabilmente influenzata dai suoi studi etno-archeologici, la sua ricerca pare inseguire e rivelare sempre la presenza di una traccia umana e vitale, catturata dallo scatto fotografico e restituita allo spettatore.

Il percorso che si sviluppa nelle due sale di AUGEO è accompagnato dal testo critico di Massimo Pulini: “Esiste una fotografia che estrae un attimo dal tempo, un momento che comunque sarebbe esistito, che tuttavia se non fosse stato raccolto si sarebbe dimenticato, sommerso come una goccia d'acqua nella pioggia dell'esistenza, ma esiste anche una fotografia che fa accadere, per propria intenzione, quel che viene partorito. Un accadimento plasmato che trova ragione d'essere quasi solo in virtù del suo imprigionamento in un'immagine. […] In questo ciclo di commoventi opere è difficile dire se Patrizia Zelano prenda il posto della levatrice o quello di chi impollina il fiore del tempo. Quello di chi modella gli eventi o che ferma il corso delle cose. Arduo stabilire quale danza ha intrattenuto col caso e quali condizioni abbia predisposto perché fortuna ballasse con lei. Più di arrestare un momento mi sembra che quel grande lenzuolo di plastica venga messo a disposizione dell'aria, perché renda visibile le forme imprigionate al suo interno. Allora torna utile l'esergo della poetessa cesenate Mariangela Gualtieri, che ci fa comprendere l'elemento aereo come una sostanza avente memoria delle vite, di tutti gli esseri che l'hanno respirata e risputata, accarezzata o calciata, annusata e starnutita.
Così, andando sulla sommità di una collina dietro casa, portandosi in spalla due occhi che sappiano osservare, un cuore che faccia il suo lavoro restando in gabbia e una lucidità sintattica che dosi come si deve ombre e luci, una grammatica che stabilisca tempi e misure, è forse possibile imprigionare il momento in cui il mondo sta partorendo la propria memoria.”


Patrizia Zelano nasce a Brescia nel 1964. Vive a Verucchio (Rimini) Italia.
Ha una formazione negli studi etno-archeologici, è specializzata in Archeologia Precolombiana con esperienze di ricerca e scavo a Nasca, in Perù. Lavora al Museo Dinz Rialto (Rn) per sedici anni, svolgendo l’attività di consulente scientifico americanista. In seguito frequenta il Corso di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Ravenna tenuto dal maestro Guido Guidi, il cui insegnamento risulta fondamentale per la sua ricerca artistica. Realizza pubblicazioni, mostre personali e collettive, in Italia ed all’estero, ricevendo riconoscimenti e premi in manifestazioni nazionali ed internazionali. Sue fotografie sono presenti in collezioni pubbliche e private.