Patrizia Vicinelli – Una parola incorreggibile

Roma - 10/04/2014 : 06/05/2014

La mostra nata da un’idea di Carla Subrizi e dalla collaborazione con Cecilia Bello Minciacchi e con Jonida Prifti, intende essere un omaggio a una figura ancora poco conosciuta, seppur di grande importanza nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento.

Informazioni

  • Luogo: MLAC - MUSEO LABORATORIO DI ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Piazzale Aldo Moro 5 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 10/04/2014 - al 06/05/2014
  • Vernissage: 10/04/2014 ore 17
  • Autori: Patrizia Vicinelli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì: 11.00 – 18.00 ATTENZIONE: si rammenta al pubblico che per motivi istituzionali la Mostra rimarrà chiusa nei pomeriggi dell’11 e del 30 aprile 2014.

Comunicato stampa

Il 10 aprile 2014, ArtLab 1, presenta la mostra Patrizia Vicinelli. Una parola incorreggibile presso il MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea). La mostra nata da un’idea di Carla Subrizi e dalla collaborazione con Cecilia Bello Minciacchi e con Jonida Prifti, intende essere un omaggio a una figura ancora poco conosciuta, seppur di grande importanza nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento. Patrizia Vicinelli (1943-1991) ha infatti sperimentato la parola e la scrittura nelle loro molteplici forme facendole interagire con altri linguaggi tra i quali l’arte, la performance, l’installazione, il cinema, il teatro

La parola è divenuta immagine e l’arte la ricerca di un segno in grado di violare i confini (politici, etici, culturali) della scrittura e del linguaggio quando divengono la norma e lo stereotipo che imprigionano l’identità, sia personale che collettiva. La parola è stata usata e attraversata, è diventata elemento fisico e mentale, è stata sezionata e trasformata: per essere posta alla radice di un linguaggio e di un modo di essere radicali. Vicina a Emilio Villa, al Gruppo 63 e alle situazioni sperimentali di ricerca poetica del Secondo dopoguerra in Italia ma anche attenta a quanto avveniva in quegli anni nella poesia a livello internazionale, l’opera della Vicinelli è stata pubblicata in molte delle riviste e delle pubblicazioni sperimentali degli anni Sessanta e Settanta (“Marcatrè”, “Ex”, “Alfabeta”, tra altre).
La mostra presenta documenti, fotografie, materiali visivi tratti da suoi libri, videointerviste a artisti e poeti, video documenti di sue letture, lettere e materiali originali. Sarà inoltre proiettato il film di Alberto Grifi In viaggio con Patrizia .
Per l’inaugurazione sono previsti interventi di Sara Davidovics, Gilda Policastro, Jonida Prifti e Lidia Riviello, dedicati a Patrizia Vicinelli.


Patrizia Vicinelli Nasce a Bologna nel 1943 ed esordisce sostenuta da due dei personaggi più in vista della poesia sperimentale dell’epoca, Emilio Villa e Adriano Spatola. Nel 1966 partecipa al convengo di La Spezia del Gruppo 63, dove stupisce i partecipanti per l’intensità comunicativa della sua poesia che faceva della parola la materia prima di un narrato “segmentato, dinamico e pulsante” (Niva Lorenzini) di corpo, voce, linguaggio. Con la sua prima opera compiuta, à,a.A, si toccano tre livelli di produzione poetica: lineare, visuale e sonora. Tra il ‘63 e il ’65 Patrizia Vicinelli si trasferisce a Roma dove viene a contatto con artisti e autori di teatro, cinema e musica sperimentale. Denunciata e perseguitata, si diede alla latitanza in Marocco dove rimase per circa un decennio; nonostante le difficoltà non smise mai di scrivere; proprio in quegli anni infatti realizzò opere di collage, disegno e scrittura che confluirono nel pamphlet-collage con il titolo di Apotheosys for a schizoid woman. Nel 1978 partecipa alla mostra Materializzazione del linguaggio, a cura di Mirella Bentivoglio, organizzata per la Sezione arti visive della Biennale di Venezia. L’opera maggiore di Patrizia Vicinelli, Non sempre ricordano. Poema epico, appare in volume nel 1985 (Aelia Laelia Edizioni). Tra il 1980 e il 1988 lavora al romanzo sperimentale dal titolo Messmer, dedicato a Giannetto Michelagnoli e alla figlia Anastasia. Per quasi un decennio si susseguiranno eventi biografici per lei significativi: la reclusione a Rebibbia (1977-1978), il consolidarsi della relazione con Gianni Castagnoli dalla quale nascerà il secondo figlio Giò, la partecipazione a numerosi festival internazionali di poesia nei primi anni ottanta. L’ultima opera, I fondamenti dell’essere un poemetto di materia esistenziale, è composta tra il 1985 e il 1987. Muore a Bologna nel 1991.

Si ringraziano: Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello e la Fondazione Baruchello (per i materiali prestati), Mirella Bentivoglio, Giò Castagnoli, Tonino de Bernardi, Ivan Grifi e Associazione Culturale Alberto Grifi, Niva Lorenzini, Alberto Masala, Anastasia Michelagnoli, Maria Grazia Picozzi, Daniela Rossi, Beppe Sebaste, Carlo Alberto Sitta, Maurizio Spatola.

ArtLab è un gruppo di lavoro che segue e partecipa attivamente alla realizzazione di mostre, eventi, appuntamenti presso il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma.
A ArtLab1, il gruppo che ha lavorato per la realizzazione della mostra dedicata a Patrizia Vicinelli, coordinato da Carla Subrizi (docente di Storia dell’arte contemporanea, Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo) con la collaborazione di Maura Favero, hanno partecipato: Laura Carini, M. Nicole Casavola, Giuseppe Flores, Tiziana Gianni, Nicoletta Graziano, Alice Leone, Valerio Mancini, Silvia Muzzarelli, Sara I. Paone, Rachele Paradiso, Daniele Pluchino, Eugenia Quaglia, Luana Russo, Giuliana Tredici, Carolina Zaninotto.