Patrizia Molinari – Il titolo è senza titolo

Ferentino - 29/03/2014 : 29/04/2014

Questo progetto nasce dall’ineludibile necessità di attraversare lo spazio fisico per crearne uno illusorio, che nel primo si rispecchia, e andare alla ricerca delle sottili corrispondenze che si stabiliscono tra l’idea di assoluto e la percezione di sé.

Informazioni

  • Luogo: HARPAX
  • Indirizzo: Viale Marconi 116 - Ferentino - Lazio
  • Quando: dal 29/03/2014 - al 29/04/2014
  • Vernissage: 29/03/2014 ore 17,30
  • Autori: Patrizia Molinari
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: venerdì, sabato e domenica dalle ore 18.00 alle ore 21.00 negli altri giorni è possibile visitarla su richiesta.

Comunicato stampa

“È un ambiente denso e al tempo stesso rarefatto quello di Patrizia Molinari che affonda le sue radici nelle esperienze precedentemente elaborate, sebbene rappresenti un ulteriore superamento delle originarie ricerche pittoriche

Negli ultimi decenni, infatti, l’artista si è progressivamente orientata verso la sublimazione di quella materia cromatica, gravida di pulsioni profonde e memorie intime, declinata negli anni in tutte le trasparenze e le opacità del bianco
Questo progetto nasce dall’ineludibile necessità di attraversare lo spazio fisico per crearne uno illusorio, che nel primo si rispecchia, e andare alla ricerca delle sottili corrispondenze che si stabiliscono tra l’idea di assoluto e la percezione di sé …
Sulle pareti materiale specchiante, eppure non riflettente moltiplica la sensazione di trovarsi in uno spazio che non può essere definito, ma che deve essere percepito solo allertando tutti i sensi alla ricerca di una continuità tra sé e l’infinito. Il proposito è coniugare il desiderio di altrove con la logica di un pensiero, che cerca sempre di catturarlo senza mai riuscirci, per specificarne l’inesplicabile natura …
I piani si annullano e le profondità diventano incerte, tanto che ogni possibilità di misurarne l’estensione è vanificata. L’unica cosa da fare è abbandonarsi all’indeterminatezza assoluta di uno spazio sconfinato …
Sembra allora che la struttura architettonica della galleria possa davvero dissolversi, per scardinare le certezze percettive e gli ordinari meccanismi cognitivi, affermare l’irresistibile bellezza dell’indefinito e contenere le immagini che ognuno custodisce in sé…” (Loredana Rea)