Lorenzo Castore – Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?
Micamera presenta Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?, una mostra di Lorenzo Castore, realizzata da NERO e Spazio Giallo, in collaborazione con Alessia Paladini Gallery.
Comunicato stampa
Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?
Una mostra di Lorenzo Castore
Dal 17 al 24 aprile, Micamera presenta Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?, una mostra di Lorenzo Castore, realizzata da NERO e Spazio Giallo, in collaborazione con Alessia Paladini Gallery.
A due mesi dalla scomparsa di Patrizia Cavalli (Todi, 1947 – Roma, 2022), figura cardine della poesia italiana del secondo Novecento, la macchina fotografica di Castore attraversa le stanze in cui, per oltre cinquant’anni, la scrittrice ha abitato e costruito il proprio universo interiore. Ne nasce una sequenza di oltre duecento immagini, a colori e in bianco e nero: l’ultimo, intimo sguardo alla casa in via del Biscione prima del suo smantellamento.
Dalle vedute d’insieme ai dettagli più minuti — cassetti, utensili, oggetti, opere d’arte — ogni immagine compone un racconto materico e discreto, in cui oggetti, pareti e spazi diventano frammenti di un ritratto in assenza.
«Ho amato le poesie di Patrizia Cavalli all’istante», scrive Castore. «In afose giornate di metà agosto, sono entrato nel suo universo domestico e ho fatto amicizia con lei attraverso il dedalo di stanze che, nel corso di circa cinquant’anni, ha visto trasformare quello spazio da quotidiano a interiore e viceversa.»
Che cosa è mio? diventa così la testimonianza di un’amicizia postuma, un dialogo tra voce e immagine, luce e memoria. Prende forma un ritratto fragile e domestico, dove la vita e la poesia di Patrizia Cavalli continuano ad abitare, inviolate.
Insieme alle foto di Castore, sarà inoltre mostrato un video di Gianni Barcelloni dalla serie Il navigatore. Ritratti di scrittori, in cui Patrizia Cavalli legge le sue poesie attraversando la propria casa, e insieme al regista riflette sulla vita, la noia, l’amore, la morte, la felicità e l’infelicità.
La mostra è accompagnata da una volume fotografico con lo stesso titolo, pubblicato nel 2025 da NERO e Spazio Giallo.
➜ L’inaugurazione si terrà il 17 aprile, alle 18, con una lettura a più voci che ripercorre le principali raccolte della poeta.
➜ La mostra, che proseguirà fino a venerdì 24 aprile, sarà accompagnata da una selezione di titoli di NERO in libreria.
➜ Inoltre: mercoledì 22 aprile alle 18.30 Lorenzo Castore tornerà a Micamera per una conversazione con Francesco Matteo Cataluccio.
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Informazioni
Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?
17-24 aprile
Micamera, via Medardo Rosso 19, Milano MI
Inaugurazione: venerdì 17 aprile, ore 18.00
Book launch: mercoledì 22 aprile, ore 18:30
Orari: dal martedì al sabato 9.30-13 e 15.30-19
Ingresso libero, senza prenotazione
micamera.com
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PATRIZIA CAVALLI (Todi, 1947 – Roma, 2022) esordisce nel 1974 con la prima raccolta Le mie poesie non cambieranno il mondo edite da Einaudi. L’esordio letterario è favorito dall’incontro durante i suoi studi di filosofia con Elsa Morante, che ne riconosce la vocazione poetica e la introduce nel mondo artistico di quegli anni: diviene amica tra gli altri di Giorgio Agamben, Ginevra Bompiani, Alfonso Berardinelli, Bice Brichetto, Carlo Cecchi e Angelica Ippolito. Biancamaria Frabotta la inserisce nell’antologia Donne in poesia – Antologia della poesia femminile in Italia dal dopoguerra ad oggi (Savelli, 1974). Successivamente usciranno i volumi di poesie Il Cielo (Einaudi, 1981) e L’io singolare proprio mio (Einaudi, 1992) che verranno riuniti insieme al titolo dell’esordio nella raccolta Poesie. 1974-1992 (Einaudi, 1992). Seguono le pubblicazioni Sempre aperto teatro (Einaudi, 1999), La guardiana (Nottetempo, 2005), Pigre divinità e pigra sorte (Einaudi, 2006), La patria (Nottetempo, 2011), Al cuore fa bene far le scale (con Diana Tejera, Voland, 2012), Datura (Einaudi, 2013), Flighty matters (Quodlibet, 2017), Con passi Giapponesi (Einaudi, 2019) e Vita meravigliosa (Einaudi, 2020).
LORENZO CASTORE è nato a Firenze il 22 giugno 1973. La sua opera, radicalmente intrecciata all’esperienza personale, è caratterizzata da progetti di lungo termine che hanno come tema principale il quotidiano, la memoria e la relazione tra le piccole storie individuali, il presente e la storia.
Alcuni suoi lavori: Paradiso, nato da due lunghi soggiorni a L’Avana e Città del Messico tra il 2001 e 2002, premiato con il Leica European Publishers Award for Photography; Nero, realizzato tra il 2003 e 2004, sui minatori del Sulcis; Ewa & Piotr, una sorella e un fratello, una storia intima di un mondo racchiuso in due stanze, realizzata tra il 2007 e il 2013 a Cracovia, città dove il fotografo ha vissuto; Ultimo domicilio, un lavoro diviso in sette capitoli, ciascuno dei quali racconta la storia di una casa, chiusa da tempo o abbandonata, svelando l’animo di chi l’ha abitata; Glitter blues, dal 2011 al 2019, storia di una comunità queer a Catania. Nel 2018 inizia a collaborare con Michael Ackerman a Photo Divine Studio, un nuovo progetto condiviso che si svolge in India: ad oggi sono stati effettuati tre viaggi e ne manca ancora uno per completare l'opera. Nel 2019 e nel 2022 pubblica il primo e il secondo volume di Time maze, una sorta di autobiografia letteraria, nella quale i suoi scatti, attraverso il mondo, scandiscono la sua evoluzione personale e il suo sguardo sul presente. Nel 2020 invitato come artista in residenza dal festival Planches Contact di Deauville realizza il lavoro Théo et Salomé. Nel 2023 è stato artista in residenza a Sète su invito del festival Images Singulières.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tiene regolarmente workshops in tutto il mondo dal 2003. Ha pubblicato undici libri monografici: Nero (2004), Paradiso (2006), Ultimo Domicilio (2015), Ewa & Piotr – Si vis pacem, para bellum (2018), Land (2019), 1994-2001 A Beginning (2019), Glitter Blues (2021), 2001-2007 Lack & Longing (2022), WALLS a wired tale (2022), Sète # 23 (2023), Fievre (2024). Ha realizzato tre film brevi: No peace without war, diretto con Adam Grossman Cohen (2012), Golden Frog al Camerimage Film Festival come Best Short Documentary, Casarola (2015) e W (2022).
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ABOUT SPAZIO GIALLO
“Tutto al mondo deve essere coloratissimo” - Giò Ponti
Spazio Giallo è un hub multidisciplinare di arte, design e antiquariato. Nato dal desiderio di superare i confini tra le discipline, si è affermato come spazio libero e rifugio culturale nel cuore di Roma. Sin dalla sua apertura nel maggio 2022 in Via dei Riari 78, nel cuore di Trastevere, Spazio Giallo ha dato forma a una costellazione di mostre, installazioni e performance. Un luogo in continua evoluzione, un atelier dove colore, poesia e pezzi unici si incontrano. Nel giugno 2024, dopo un anno e mezzo di grandi successi, si è trasferito in una nuova sede nel centro storico di Roma: la chiesa sconsacrata in Piazza De' Ricci 126, momento che segna una rinascita vera e propria per Spazio Giallo, che non si definisce unicamente galleria, ma anche laboratorio creativo, un cabinet de curiosités dove gli oggetti custodiscono memoria e ogni angolo racconta una storia. Ci consideriamo narratori attraverso la materia: curatori di atmosfere, creatori di connessioni, alla ricerca di quella vibrazione sottile in cui l’arte e la vita si confondono. I colori sono "azioni di Luce, azioni e passioni", e il giallo ne incarna una manifestazione diretta, diceva Goethe. Questo luogo eclettico e intimo è una camera delle meraviglie: irriverente, frivola, sensuale, libera da dettami, canoni e regole. La sua collezione, gli eventi ma soprattutto la sua sregolatezza lo rendono unico.
Le parole di Elisa Massoni su Interni N°10 / Ottobre 2024 colgono perfettamente la nostra essenza: “Un hub creativo dove le mostre sono il risultato di un pensiero laterale che necessita dell'abbandono di strutture e categorizzazioni, in una prospettiva che non chiede di essere solo alternativa, ma anche ascoltata come un linguaggio, una possibilità diversa di trattare l'arte con occhi diversi.”