Passo su passo

Firenze - 02/10/2013 : 16/10/2013

Con “Passo su passo” Simultanea-Spazi d'Arte - diretta da Roberta Fiorini e Daniela Pronestì - torna ad incontrare, ad un anno esatto di distanza, Giovanna Sparapani e Marcello Paoli nel loro ininterrotto dialogo che coinvolge fotografia pittura disegno scultura e che li vede coprotagonisti per il settimo appuntamento espositivo.

Informazioni

  • Luogo: SIMULTANEA SPAZI D'ARTE
  • Indirizzo: Via San Zanobi, 45 r - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 02/10/2013 - al 16/10/2013
  • Vernissage: 02/10/2013 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale

Comunicato stampa

Con “Passo su passo” Simultanea-Spazi d'Arte - diretta da Roberta Fiorini e Daniela Pronestì - torna ad incontrare, ad un anno esatto di distanza, Giovanna Sparapani e Marcello Paoli nel loro ininterrotto dialogo che coinvolge fotografia pittura disegno scultura e che li vede coprotagonisti per il settimo appuntamento espositivo

In questo nuovo progetto è tema conduttore la danza: le opere fotografiche di Giovanna sviluppano l’aspetto collettivo, “corale”, della danza, intesa come un insieme di elementi (ballerine, ballerini) che costituiscono un unicum, un vero corpo di ballo e, in parallelo, sottolineano e analizzano l’aspetto del dinamismo, del movimento di un corpo che, seppur bloccato nella fissità dello scatto, conserva in sé quella tensione elastica dei muscoli che l’ha determinato. Non a caso l'artista ha impaginato le immagini sfumando il soggetto principale e sovrapponendolo ad ingrandimenti o particolari di disegni futuristi di Gino Severini inerenti la danza, sortendo così un significativo effetto pittorico in piena sintonia con le “scomposizioni” formali di Marcello.
Le opere di Paoli, pittoriche e sultoree, comprendono una serie di “carte” a tempera che svolgono una sequenza di riflessioni-studi sulle mani e sui piedi nella danza, bloccati nelle loro posizioni canoniche ma poi distillati nell'essenzialità del gesto, fino a trasformarli in segni e linee sequenziali ad incidere e scindere lo spazio.
Dal progetto è sorta anche l’idea intrigante di creare una mise en scène di sagome di ballerine, un vero e proprio corpo di ballo in cartone dipinto, nella quale si inserisce un solo soggetto maschile, l’uomo che guarda (il fotografo), le ballerine “sognate” dall’autore in alcune loro tipiche pose.
I disegni per un’eventuale realizzazione, con materiali poveri e di recupero, di queste sculture a grandezza naturale, come “appunti di lavoro”, si associano alle altre carte sulle pareti della Galleria.
Completano la mostra una composizione di pannelli, quasi un fregio sulla parete, che conclude il discorso fotografico riunendo piccole immagini realizzate con rielaborazioni e filtri a creare effetti particolari e quattro manifesti di sapore “teatrale”, dipinti a tempera e pastello utilizzando veri manifesti staccati dai muri, rivolti a fermare alcuni momenti di danza.