Paolo Simonazzi – Cose ritrovate

Reggio Emilia - 02/05/2014 : 15/06/2014

Le sue fotografie sono ambientate nei luoghi imprevedibili in cui le cose appaiono inaspettatamente, cariche di significati che si pensavano perduti, mentre i sogni e le illusioni diventano storie da raccontare.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA PARMEGGIANI
  • Indirizzo: Corso Benedetto Cairoli 2 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 02/05/2014 - al 15/06/2014
  • Vernissage: 02/05/2014 ore 18
  • Autori: Paolo Simonazzi
  • Curatori: Denis Curti
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: aperto venerdì 2 maggio dalle 18.30 alle 24.00; sabato 3 e domenica 4 maggio dalle 10.00 alle 24.00. Dal 7 maggio aperto da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00; sabato dalle 10.00 alle 23.00; domenica dalle 10.00 alle 21.00
  • Sito web: http://www.fotografiaeuropea.it/

Comunicato stampa

Di una certa eccentricità padana si è parlato, negli anni, come di una leggenda. Tra le storie tramandate nel tempo e nella memoria di questo territorio, le più insolite e bizzarre riguardano personaggi di straordinaria sensibilità, capaci di sentire le voci nelle notti di plenilunio, catturare le parole portate dal vento o trascritte in messaggi conservati in fondo ad un pozzo.

A loro è dedicato Le cose ritrovate, un progetto che penetra in profondità l’essenza di un mondo in cui l’horror vacui domina la scena di una fantastica ossessione per il ritrovamento come rivelazione, e l’appropriazione come scoperta

Burattinai, affabulatori, inventori, clown, pittori, fotografi, musicisti, artigiani, o anche semplicemente piccoli grandi attori, istrioni che amano recitare sul palco della vita, aprono le porte dei loro regni, indistintamente dominati dal desiderio di conservare cose destinate a svanire, cose che sono il loro mondo, i loro sentimenti, la loro stessa vita.
Le cose ritrovate, da principio idealmente ispirato al romanzo di Ermanno Cavazzoni “Il poema dei lunatici” e al film di Federico Fellini “La voce della luna”, si è sviluppato sul filo diretto dell’ultimo testo del grande poeta romagnolo Raffaello Baldini, “La fondazione”. Tuttavia, è possibile rintracciare la vera scintilla che ha mosso Simonazzi a intraprendere la sua ricerca fotografica, nel monologo teatrale di Ivano Marescotti. Questa straordinaria interpretazione è di sicuro il migliore omaggio che Marescotti poteva rendere alla memoria del poeta che, nel suo ultimo periodo di vita, proprio a lui, con le parole fanne quel che credi, lasciava in eredità “La fondazione”.
Ciò che interessa il fotografo Simonazzi, così come i grandi maestri romagnoli che l’hanno ispirato, sono le vite e i sentimenti di quelle particolarissime persone, che percepiscono il mondo sul limite impreciso del reale e del surreale. Le sue fotografie sono ambientate nei luoghi imprevedibili in cui le cose appaiono inaspettatamente, cariche di significati che si pensavano perduti, mentre i sogni e le illusioni diventano storie da raccontare.

BIOGRAFIA

Paolo Simonazzi nasce a Reggio Emilia nel 1961. Divide la propria vita tra l’attività di medico e quella di fotografo, cui si dedica con tale passione e curiosità da essere sempre pronto ad intraprendere un viaggio che gli consenta di inseguire e sviluppare un tema.

Tra i cicli di fotografie cui ha lavorato, ricordiamo quello realizzato al seguito del Circo Bidone, un piccolo circo sopravvissuto all’epoca dello spettacolo multimediale e degli effetti speciali. Il catalogo (Zoolibri, 2003) si avvale di una prefazione di Moni Ovadia. Nel 2006, si avvicina con delicata sensibilità al tema del disagio sociale, con la mostra La casa degli angeli, realizzata a Reggio Emilia e successivamente esposta a Roma nell’ambito della rassegna internazionale Roma fotografia.

Nel 2007 il Museo d¹Arte Moderna di Bologna (MAMbo) ha ospitato, presso Villa delle Rose, la sua mostra Tra la Via Emilia e il West (catalogo, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007), successivamente esposta presso la
Rocca di Cento (FE); la Casa Italiana Zerilli Marimò/New York University (2008); l’Istituto Italiano di Cultura a San Francisco (2009); la prestigiosa sede di Palazzo dei Principi, 2011, Correggio (RE); a Piacenza
presso Palazzo Farnese (2012).

Dal 2006 al 2010 Paolo Simonazzi si è dedicato al progetto Mondo Piccolo, ripercorrendo le terre care a Giovannino Guareschi, luoghi dell’anima più che della geografia (catalogo Umberto Allemandi editore 2010).

Nel 2011 è stato selezionato nel circuito istituzionale di Fotografia Europea con il progetto Bell’Italia, personale contributo alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La mostra dopo l’anteprima reggiana è stata esposta in Australia a Sydney e Melbourne nel 2012.