Paolo Pilotti – Reprimenda

Roma - 28/10/2011 : 10/11/2011

In questa mostra l'artista romano denuncia quei modelli fuorvianti tipici di un'educazione cattolica dove vale il detto "si predica bene e si razzola male", sbattendo in faccia una realtà che si fatica ad accettare ma che nei fatti è talmente radicata che inconsciamente a volte si tende anche a tollerare, purché non se ne parli.

Informazioni

Comunicato stampa

TOGACI presenta:

Paolo Pilotti in "Reprimenda"



Ostentato, scabroso, ironico… Paolo Pilotti con la sua arte sa come centrare il segno e dare un calcio in culo ai perbenisti. Le sue opere sono un manifesto contro l'ipocrisia di una società che impone una certa etica morale secondo la quale alcuni linguaggi comunicativi (e non solo) vengono ritenuti inappropriati





In questa mostra l'artista romano denuncia quei modelli fuorvianti tipici di un'educazione cattolica dove vale il detto "si predica bene e si razzola male", sbattendo in faccia una realtà che si fatica ad accettare ma che nei fatti è talmente radicata che inconsciamente a volte si tende anche a tollerare, purché non se ne parli.



Pilotti invece "parla". Lo fa provocando lo spettatore con immagini a lui vicine, familiari, sfruttando le icone del nostro tempo esasperando agli estremi tutto il marciume insito in esse mettendo in evidenza quanto può essere falsa la "realtà".



La sua arte è spietata, sfrontata, sfacciata… A mettere in inganno è la velatura patinata che caratterizza il tratto dei suoi lavori, decisamente troppo glamour per essere così splatter. Ed è proprio questo forse il suo punto di forza.



La nuova promessa del New Pop italiano saprà come risvegliare dal torpore mediatico coloro i quali avranno il piacere di entrare in un mondo dove la bugia è un'illusione che ha però lo scopo di far riflettere sul nostro quotidiano.



Probabilmente lo scopo di Pilotti non è quello di guidarci verso la "retta via", ma senza ombra di dubbio ci mostra l'ingresso di un mondo dove le parole "repressione", "proibizionismo", "peccato", sono tassativamente bandite. Chi avrà il coraggio di oltrepassare quel confine?