Paolo Pasotto – Opere 1961–2006

Pontinia - 29/07/2016 : 29/08/2016

In mostra i lavori storici del pittore - primo allievo di Virgilio Guidi - dagli anni ’60 al 2006 in un percorso che, partendo da un’esperienza informale, evolve nell’ultimo Naturalismo bolognese, fino ad arrivare a quella linea di ricerca che l’artista stesso identifica nel “Metanaturalismo”.

Informazioni

Comunicato stampa

«Dipingere per me è come fissare un fatto interiore, in dolce abbandono, un lento ricercare di forme, che mi alletta, che mi procura gioia. La pittura è una forma intuitiva attraverso la via del colore. Il primo movimento della coscienza è il sentire, cui succede il desiderare, quindi il volere, infine il pensare

Altrettanto accade per la pittura: se nonché, dopo il volere, anziché il pensare segue il dipingere» (Paolo Pasotto, novembre 1965)


I restaurati spazi del Padiglione Ex Torre Idrica di Piazza Roma accolgono, a partire da venerdì 29 luglio, le opere dell’artista bolognese Paolo Pasotto: in mostra i lavori storici del pittore - primo allievo di Virgilio Guidi - dagli anni ’60 al 2006 in un percorso che, partendo da un’esperienza informale, evolve nell’ultimo Naturalismo bolognese, fino ad arrivare a quella linea di ricerca che l’artista stesso identifica nel “Metanaturalismo”.

Dalle tinte brune alle terre, dal gioco di grigi e marroni, che predominano nelle opere intorno agli anni ’60, fino alle schiarite note delle cere e delle ciprie che connotano le tele più recenti: un racconto pittorico visionario nel quale centrale è la questione della luce che non crea inganni percettivi bensì rende visibile l’invisibile attraverso la pittura e i suoi pigmenti colorati. Ogni opera è un’epifania atta a rivelare ciò che non è manifesto ad occhio nudo. Nessun luogo, nessuna figura è definita, tutto pare negarsi in quell’atteggiamento di auscultazione della materia – metanaturalismo – suggerito per mezzo di morbide pieghe ed increspature che restituiscono immagini sospese tra figurazione ed astrazione.

Andare oltre la forma, ma non per tracciare la sua strada Oltre l’Informale, come Piero Manzoni ed i suoi compagni di Azimuth: Pasotto vuole giungere ad una Natura Oltre rivelatagli dalla sua anima ed in essa rispecchiarsi, per una pittura illusionistica che crea sulla tela parvenze di misteriose superfici in rilievo […] immerse in un silenzio di millenni, velate di luce lattiginosa.(Paolo Rizzi, 1963)
Lasciando fluire sul supporto immagini ordinate senza una sintassi prestabilita ma che sembra definirsi in fieri, con lentezza, il pittore bolognese riattiva inattese visioni liriche fatte di chiarori velati e labirinti rocciosi di luce evanescente, di masse carnali silenti, di rose fragranti e insidiosamente familiari come in un vecchio pittore, ma stranamente “occupanti” come in un artista nuovissimo […] e di un volto di donna a labbra protuse. (Francesco Arcangeli, 1968)








Paolo Pasotto (4 settembre 1930 / 18 Novembre 2015) . Artista, pittore e scrittore. Ha vissuto e lavorato a Bologna. Si dedica giovanissimo alla pittura: nel 1961 tiene la prima personale alla Galleria Santo Stefano di Venezia, con presentazione di Virgilio Guidi. Da premesse figurative, la sua ricerca evolve in modo parallelo e distinto rispetto alle vicende dell'Informale e, in particolare, dell'Ultimo Naturalismo bolognese, enucleando a poco a poco (sulla base di un suggerimento critico dovuto a Francesco Arcangeli) l'idea di «Metanaturalismo». Si tratta di un atteggiamento di auscultazione della materia, che viene evocata attraverso morbide pieghe ed increspature, facendo galleggiare fantasmi di immagini sospese tra figurazione ed astrazione, sostrati organici e labili pulsioni disegnative. L'intento è quello di riattivare una visione che rasenti l'immedesimazione carnale, il ritorno ad una pienezza indistinta, prelogica. Già vincitore di un Premio Nazionale Pubblica Istruzione e di un Premio Michetti, nel 1993 l'artista è presente alla I Biennale d'Arte Contemporanea di Bologna. Notevole per vocazione sperimentale, soprattutto in coincidenza con la pausa di riflessione degli anni Settanta, la produzione grafica. Nel 2001 dona al teatro del Navile, della sua città, i burattini e il teatrino che ha costruito nel corso di trent’anni, nelle pause dal suo incessante lavoro d’artista, e per cui ha scritto, e poi rappresentato, una quindicina di commedie e farse.

Principali mostre e partecipazioni
1961 - Galleria Santo Stefano, Venezia; 1963 - Galleria Il Cavallino, Venezia
1964 - Galleria Iris Clert, Parigi
1965 - «Premio Nazionale del Disegno e dell’Incisione», Soragna
1966 - Galleria Ferrari, Verona
1968 - Galleria San Luca, Bologna
1969 - Premio Campigna, S. Sofia (FC)
1970 - Galleria Le Muse, Bologna
- Premio Campigna, S. Sofia (FC)
1986 - «Contemporanea», Palazzo Re Enzo, Bologna
1993 - Prima Biennale d’Arte, Bologna
1995/96 - «Celebrazioni», Cassero senese-Cassero del Sale, Grosseto
1996 - «Paesaggio oltre il paesaggio», Sale Cassero e Fienile, Castel S. Pietro Terme (BO)
2001 - MAGI ’900 «G. Bargellini», Pieve di Cento (BO)
2003 - Galleria Lydia Palumbo Scalzi, Latina
- «Confronti da Museo. F. De Sanctis, V. De Simone, P. Pasotto», MAGI ’900, Pieve di Cento (BO)
2003 - «XXX Premio Sulmona», ex Convento di Santa Chiara, Sulmona
2005 - «Il farsi e il disfarsi del corpo», Galleria Comunale Fienile, Castel S. Pietro Terme (BO)
2006 - Sede Provinciale Confartigianato Imprese, Prato
2008 - «Premio Campigna», S. Sofia (FC)
- «Assoluto», Le Tele tolte Cont. Art Gallery, Calcata (VT)
- «L’arte di amare l’arte», Palazzo Venezia, Roma
2009 - Il maniero Art Club, Loro Piceno (AP)
- «Ripe 2009» , Ripe San Ginesio (MC)
2010 - «Opere storiche anni ‘60» Galleria Gnaccarini, Bologna
2010 - «Generazioni a confronto. Marco Ara, Arturo Busi, Paolo Pasotto», Galleria Gnaccarini, Bologna