Paolo Mologni – Le mura sospese

Biella - 04/01/2016 : 29/01/2016

I dipinti di Mologni sono frutto di sottrazioni, raschi, graffi e decollage che impavidi che cercano una geometria di risulta. In mostra anche libri e film ispirati alle sue opere.

Informazioni

  • Luogo: BIBLIOTECA CITTA' STUDI
  • Indirizzo: corso G. Pella, 2b - Biella - Piemonte
  • Quando: dal 04/01/2016 - al 29/01/2016
  • Vernissage: 04/01/2016 ore 18
  • Autori: Paolo Mologni
  • Curatori: Walter Ruffatto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 4 e 5 gennaio dalle 8.00 alle 17.00 dal 7 al 31 gennaio 8.30-19.00 sabato 8.30-12.30 Chiusa la domenica

Comunicato stampa

In principio fu la parete, il muro, il luogo dove l’uomo-non ancora uomo del paleolitico compì il passo nodale per affermare sé stesso. Incidere il muro, compiere il primo segno, rivolgersi ad un suo simile, comunicare in modo permanente.
Nei lavori di Paolo Mologni, riconosciamo la linea di quel muro, che ha attraversato millenni e forme espressive, per ripresentarsi oggi purgato delle innumerevoli stratificazioni della cultura e del senso comune, per arrivare a noi nel punto più vicino possibile alla pulizia e alla purezza del gesto



I muri stuccati e segnati dal colore di Mologni, sono l’incastro precario ma semplicemente resistente tra una sintesi di tutti muri segnati dal gesto artistico prima di questi e il candore del primo, intonso, quasi ancora dovesse asciugare la calce.
Sono sottrazioni, raschi, graffi, decollage impavidi che cercano una geometria di risulta dalle tante voci che su quel muro si sono avvicendate oppure aggiunte, strati e ricomposizione di una tavola muraria ancora intatta? Vi è di che perdersi ad osservare per qualche minuto i muri sintetizzati di Mologni; ad un certo punto dell’osservazione ciascuno spettatore comincerà a percepire, dentro di sé un suono; meglio, una frequenza continua.
E’ il drone, elemento minimale della musica elettronica contemporanea. Affiancati e riprodotti, il minimalismo sonoro e quello estetico, evocano la lezione fondante dell’architetto Mies van der Rohe: “Less is more” (1947).

Paolo Mologni (1973) vive e lavora a Biella.
Ha partecipato a due edizioni della collettiva "Andiamo al Piazzo" nei primi anni 2000.
I suoi lavori sono esposti anche all’interno della galleria on-line saatchiart.com