Paolo Manazza – Untitled

Milano - 08/06/2016 : 08/07/2016

Quest’estate per un mese Paolo Manazza presenta alcuni dei suoi più recenti lavori pittorici presso le prestigiose stanze della galleria Robilant+Voena a Milano in via Fontana 16.

Informazioni

  • Luogo: ROBILANT + VOENA
  • Indirizzo: via Fontana 16 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 08/06/2016 - al 08/07/2016
  • Vernissage: 08/06/2016 ore 18
  • Autori: Paolo Manazza
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: MON-FRI, 10am - 6pm
  • Uffici stampa: STUDIO ESSECI

Comunicato stampa

Quest’estate per un mese Paolo Manazza presenta alcuni dei suoi più recenti lavori pittorici presso le prestigiose stanze della galleria Robilant+Voena a Milano in via Fontana 16.

Conosciuto da tutti come intellettuale, scrittore e collaboratore da oltre vent’anni del più importante quotidiano nazionale, Paolo Manazza è da sempre anche pittore e rivela, con questa serie di opere sorprendenti, che niente nasce dal caso.

Questi venti dipinti dai formati diversi
esplorano il senso di sovrapposizione del colore -nel segno di tutti gli insegnamenti ricevuti dall’Informale europeo e statunitense-
alla ricerca di una personale e contemporanea visione



I lavori di questo artista si inseriscono nel grande recupero della pittura, intesa come momento gestuale e primario, che ritroviamo oggi in numerose situazioni internazionali e che percorre sempre, come un fil rouge, la storia dell'arte recente da Helen Frankenthaler a Günther Förg.

Paolo Manazza fa un uso del colore totalmente spregiudicato senza concedere nulla all'incertezza e ci racconta come uno sguardo della realtà cromaticamente interpretata sia l'unico possibile modo di “vedere” il mondo interno ed sterno.

Per l'occasione verrà pubblicato un catalogo con un saggio di Alan Jones e altri contributi critici di Giandomenico Di Marzio e Massimo Mattioli.











Dal testo di Alan Jones:


Le tele di Paolo Manazza sono distillate da un ceppo per molti anni rinnegato. Sono prodotte con criteri altamente raffinati che sfuggono la 'raffinatezza’ -nel senso peggiorativo del termine- ossia tutti quegli ingredienti retorici di moda e di appropriazione, reificazione, e riproduttività fotografica. Semplici dimostrazioni ironiche di varie formule propagandistiche e dispositivi pseudo-educativi e subordinati al gusto del giorno. Come gli antichi Etruschi, i dipinti di Paolo Manazza resistono alle più confortevole complicità e rifiutano le ricompense mediocri offerte dal politicamente corretto conformismo culturale.

Ogni dipinto di Paolo Manazza è un soliloquio, un dialogo tra l’artista e il proprio sé, come le due parti di Bach, una traduzione simultanea nella lingua della pittura dove la ‘composizione’ è la grammatica, e il colore è il vocabolario; un puzzle di luce; un'evocazione di spiriti ancestrali; un microclima visivo; un'icona verso un arcobaleno riformato; un termometro, un barometro, una bussola; un sintetizzatore personale di fenomeni presenti in natura; un orologio cromatico; uno strumento per la misurazione del piacere di dipingere.

Paolo Manazza appartiene a quella tribù che vive l'atto del dipingere, così come la scrittura, sulle sue assolute conseguenze per se stesso e per noi. Il suo collega al Corriere della Sera, Gillo Dorfles, continua a guadagnare riconoscimenti come pittore. E faremmo bene a ricordare anche Emilio Tadini, che divise il suo tempo tra scrivania dello scrittore e cavalletto del pittore. O il geniale Jacques Emile Blanche, autore di innumerevoli libri, ma anche uno dei ritrattisti più dotati della Belle Epoque.




Dal testo di Mimmo Di Marzio

Paolo Manazza 'appartiene a quella generazione di artisti che ancora oggi, nel vasto mare dei nuovi linguaggi dell'arte contemporanea, si ostina a esplorare le infinite possibilità della pittura… La ricerca del colore solo in apparenza sulla scia dei grandi padri dell'espressionismo astratto, arriva a una dimensione più esistenziale e spirituale che incontra una parte integrante delle esigenze del nostro tempo... L'anima è un pianoforte… La mano dell'artista, nel caso di Manazza, tocca la voglia di giocare con la forza e la luminosità del pigmento per arrivare a un effetto mistico, sentimentale e trascendente… Un impegno verso la lezione di Mark Rothko: la rivelazione di emozioni assolute.