Paolo Ferluga – Petrolio

Trieste - 08/07/2016 : 31/07/2016

Petrolio, risorsa e segno irriducibile di un’era della contemporaneità. L’artista ha sentito il bisogno di concentrare in questo elemento naturale non solo la sua esperienza artistica ormai di alcuni decenni, ma il tempo in senso più lato, l’atmosfera proprio di un’era, la realtà concreta a livello planetario in cui è accaduta.

Informazioni

  • Luogo: LUXA ART GALLERY
  • Indirizzo: Via Rittmeyer 7/A - Trieste - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 08/07/2016 - al 31/07/2016
  • Vernissage: 08/07/2016 ore 19
  • Autori: Paolo Ferluga
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lun 18-20 / mart-giov-ven 17-20 / sab 10.30-12-30 e 17-20 / chiuso mercoledì e domenica

Comunicato stampa

MOSTRA PERSONALE DI PAOLO FERLUGA
Titolo : PETROLIO
Inaugurazione ; venerdì 8 luglio 2016, ore 19
Alla Lux Art Gallery, via Rittmayer 7/A – Trieste
Presentazione di Maria Campitelli con completamento specifico di Vittorio Torbianelli

“In degustazione Uva famoso riscoperta dalla cantina romagnola ‘Randi' etichettata “Rambela”.

Petrolio, risorsa e segno irriducibile di un’era della contemporaneità. L’artista ha sentito il bisogno di concentrare in questo elemento naturale non solo la sua esperienza artistica ormai di alcuni decenni, ma il tempo in senso più lato, l’atmosfera proprio di un’era, la realtà concreta a livello planetario in cui è accaduta

Il petrolio infatti l’ha plasmata, questa realtà. E’ stato ed è l’epicentro di interessi economici, di realtà produttive, e di mercato, fattore di cambiamento globale, nella duplice accezione di sviluppo -ricchezza, da un lato e di distruzione-inquinamento, dall’altro. Promotore di mire ed appetiti, il petrolio ha condizionato l’intero pianeta -decretandone le sorti - nel massimo fulgore come nel declino, nella paventata prospettiva del suo esaurimento.
Questo miscuglio di idrocarburi, nero viscoso con i riflessi dell’arcobaleno si trasforma poi anche nella selva di polimeri e poliesteri - il mondo dei derivati - facendosi oggetti, invadendo più che mai la nostra vita quotidiana in tutti i suoi aspetti.
Un mondo e una realtà che non poteva essere elusa dall’arte.
Paolo Ferluga ne fa una costante di fondo, specie nei dipinti, anche se alla fine di un lungo processo arriva all’installazione oggettuale che incorpora il bitume. Pezzi di elettrodomestici, di arredi casalinghi, smarrita la loro funzione iniziale, si fanno lucidi contenitori di petrolio.
La pittura svolge un suo percorso: dalle visioni di mare, estremamente rastremate nella stesura, agli sbuffi esplosivi, sapienti gesti pittorici, alle opere di piccolo formato divise in due, cielo/mare, cielo/terra. E l’aggiunta di un piccolo collage, una figurina ritagliata, colorata che aggiusta il cielo con il mare o con la terra, una presenza estrapolata dal reale che reintroduce la sua riconoscibilità nella dispersione dell’astratto. Il petrolio si dichiara apertamente nella grande tela nera quadrata, cosparsa di conchiglie, di detriti marini oscurati dall’elemento bituminoso, come gli animali soffocati dalla greve onda nera nei disastri provocati nel mare. E il percorso imbocca un’altra strada , raggiunge i derivati, la produzione di oggetti di plastica. Tra essi anche una metaforica scatola Acegas con portellino apribile che lascia sperare al cambiamento.