Paolo Barlascini – Per dopo la guerra

Brescia - 16/02/2013 : 06/04/2013

Partendo da un’impostazione architettonica, l’artista riflette sullo spazio e immagina nello spazio: ogni mostra possiede così un carattere unico e particolare dato dal confronto e dal dialogo tra i singoli elementi nel loro contesto espositivo.

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo due importanti personali alla Galleria Credito Valtellinese nel 2008 a Sondrio e alla Fondazione Mudima nel 2011 a Milano, Paolo Barlascini (Sondrio 1976, vive e lavora a Berlino) presenta con PER DOPO LA GUERRA un ulteriore e significativo sviluppo del suo percorso pittorico.
Partendo da un’impostazione architettonica, l’artista riflette sullo spazio e immagina nello spazio: ogni mostra possiede così un carattere unico e particolare dato dal confronto e dal dialogo tra i singoli elementi nel loro contesto espositivo

Attraverso l’approccio progettuale e processuale, con numerosi studi e modelli, Barlascini suggerisce nel suo lavoro un’immaginata realtà scenografica, un “Historienbild” contemporaneo che a volte ricorda certe rappresentazioni pittoriche del sette- e ottocento, e accosta a un concetto quasi classico della composizione, una curiosa osservazione del mondo contemporaneo. Sogno, paesaggio, figura, architettura e citazione si uniscono in una mitologia moderna e personale. (Dal comunicato in allegato)


Vita Barlascini:

Dopo gli studi di Architettura a Genova, si trasferisce nel 1999 a Berlino, dove intensifica la sua attività pittorica, si laurea in Architettura e comincia la sua attività di scenografo per cinema e video, occupandosi anche di fumetto e illustrazione. La sua pittura tende a coinvolgere lo spettatore tramite un linguaggio e una composizione sempre più influenzate dalla spazialità del teatro e la dinamica del film.
Partecipa a diverse collettive in Italia e a Berlino, dove ha la prima personale alla galleria Kraftwerk. Nel 2008 presenta la personale "L´assassinio di Venere e altri casi irrisolti" alla Galleria Credito Valtellinese.
Nel 2011 ha inaugurato "Endeavour" alla Fondazione Mudima di Milano curata da Gianluca Ranzi, e successivamente "Some I murder - Some I let go", a Berlino. Vive e lavora a Berlino.