Padova Photo-Graphia 2014

Padova - 03/04/2014 : 25/05/2014

La riflessione sul tempo al centro della terza edizione di Padova Photo-Graphia, rassegna organizzata dall'Assessorato alla Cultura e curata da Maria Beatrice Autizi e Angelo Maggi.

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Comunicato stampa

La riflessione sul tempo al centro della terza edizione di Padova Photo-Graphia, rassegna organizzata dall'Assessorato alla Cultura e curata da Maria Beatrice Autizi e Angelo Maggi, continua questa settimana con l'inaugurazione di altre quattro mostre delle nove in programma, che presentano nuovi protagonisti del panorama fotografico e immagini in cui la percezione si trasforma da esperienza personale, strettamente individuale, a flusso di memorie. L’osservazione della realtà, sia essa relativa al passato o alla contemporaneità, grazie alla fotografia, oltrepassa il concetto di tempo per indagare la bellezza, la drammaticità, l’uomo e il paesaggio, il senso di pace e la violenza



L’idea di questa edizione nasce da una concomitanza storica che ha coinvolto la città durante la seconda guerra mondiale: 70 anni fa, l'11 marzo 1944, gli affreschi del Mantegna nella Cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani vennero irrimediabilmente distrutti, nel corso del bombardamento della città di Padova. A ripercorre le vicende della chiesa, del recupero dell'edificio e del suo patrimonio artistico sarà la mostra "Foto storiche di Padova. Il bombardamento della Chiesa degli Eremitani" aperta al pubblico dal 12 aprile al 25 maggio a Palazzo Zuckermann (inaugurazione venerdì 11 aprile ore 12.00; orario 10.00 - 19.00, chiuso lunedì e 1 maggio)

È la linea del tempo che attraversa e separa l’oggi da ieri, nella grande storia e nella quotidianità, nei gesti che durano un attimo e nella consequenzialità raccontata attraverso scatti che si avvalgono della fotografia come mezzo privilegiato il filo conduttore della rassegna "Padova Photo-Graphia 2014, Timeline. La storia e lo sguardo", che si è aperta il 21 marzo con la mostra "S

trange worlds. Matthew Albanese" (fino al 13 maggio alla Galleria Cavour; orario 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00, chiuso lunedì e 1 maggio; ingresso libero) e che questa settimana vede l'inaugurazione dell'esposizione "Re-Visioning Venice. Ongania/Romagnosi 1893/2013", giovedì 3 aprile alle ore 18.00 all'Oratorio di San Rocco e delle mostre "In-quieti sconfinamenti. Christian Tagliavini, Rojo Sache, Xavier Delory", "1967 Viaggio in Afghanistan e in India con la Fiat 600. Francesco Carmignoto e Francesco Ghion" e "I tempi dello sguardo. Fotoclub Padova" venerdì 4 aprile alle ore 17.00 al Centro culturale Altinate San Gaetano.
La mostra "Re-Visioning Venice. Ongania/Romagnosi 1893/2013" a cura di Angelo Maggi, rivisita il lavoro del celebre editore veneziano Ferdinando Ongania (1842-1911). Il fotografo Giampaolo Romagnosi da circa due anni riesamina attentamente i luoghi storici con moderni apparecchi digitali. Il progetto ha dato vita ad una straordinaria raccolta di scatti che si collocano su due punti del Timeline: il passato e il presente. L'esposizione, realizzata in collaborazione con Linea d’Acqua di Venezia, è aperta al pubblico dal 4 aprile al 4 maggio all'Oratorio di San Rocco, in via Santa Lucia, orario 9.30 - 12.30 e 15.30 - 19.00, chiuso lunedì e 1 maggio.

La mostra "In-quieti sconfinamenti", curata da Maria Beatrice Autizi, presenta tre affermati fotografi europei, di provenienza e formazione diverse, ma accomunati da una riflessione sul rapporto spazio/tempo. Christian Tagliavini, italo-svizzero di Lugano, è l’autore di una serie di scatti ispirati ai maestri del Rinascimento che, proponendo volti della contemporaneità, modelle o personaggi, attraversano il tempo e lo spazio immersi in un'atmosfera assoluta. Nove personaggi che, in una geniale mescolanza di moda, pittura e fotografia, trasportano il contemporaneo in una dimensione suggestiva, immobile e straniante. Rosa Isabel Vazquez è una fotografa spagnola che lavora con Jose Antonio Fernandez. I due artisti, che si firmano con il nome di Rojo Sache, investigano reale e immaginario, proiettando i propri sentimenti e le emozioni indotte da spazi naturali estranianti in una atmosfera fuori dal tempo. Nasce così una fotografia di paesaggio poetica, avvolta in un'atmosfera non di rado da sogno, che sembra emergere da un tempo remoto. Xavier Delory, belga, è un fotografo concettuale che concepisce la fotografia come una riflessione sull’architettura e sulle trasformazioni che lo spazio urbano subisce nel tempo. Piccole case rassicuranti diventano inquietanti perché prive di porte e finestre, le forme urbane subiscono mutazioni cui sembra di assistere in tempo reale, edifici antichi si trasformano in metafisiche facciate, i grattacieli diventano piatti e lo spazio, non di rado, diventa quello surreale di Magritte. La mostra è aperta al pubblico dal 5 aprile al 2 giugno, al Centro culturale Altinate San Gaetano, in via Altinate 71, orario 10.00 - 19.00, chiuso lunedì e 1 maggio.

Nella mostra "1967 Viaggio in Afghanistan e in India con la Fiat 600. Francesco Carmignoto e Francesco Ghion" si rivive tra fotografie e narrazione l’avventura di quattro giovani poco più che ventenni, prossimi alla laurea, che decidono di partire verso l’India, su due piccole "utilitarie" Fiat. Il '68 è alle porte e sono anni pieni di fermenti. La partenza è da Prato della Valle per arrivare in Pakistan, attraversando mezza Europa, e poi la Persia e il favoloso Afghanistan. 28mila i km percorsi in meno di due mesi, dalle montagne della Turchia, ai deserti persiani, ai passi dell’Hindokush. Le fotografie di Francesco Ghion e i racconti di Francesco Carmignoto narrano una magnifica avventura, l’identità di paesi ospitali, opere d’arte insostituibili andate perdute nel tempo a causa della violenza degli uomini e della guerra. Come è accaduto agli affreschi del Mantegna. La mostra è aperta al pubblico dal 5 aprile al 2 giugno, al Centro culturale Altinate San Gaetano, in via Altinate 71, orario 10.00 - 19.00, chiuso lunedì e 1 maggio.

Al Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 27 aprile è ospitata anche la mostra del Fotoclub Padova, dal titolo "I tempi dello sguardo".