Ottavio Pinarello

Senigallia - 01/12/2012 : 12/12/2012

Nuova personale di Ottavio Pinarello, organizzata dal Musinf Museo d'Arte Moderna e Fotografia, presso il Palazzo del Duca di Senigallia.

Informazioni

Comunicato stampa

Il MUSINF Museo d’Arte Moderna e Fotografia di Senigallia, presso la sede espositiva di Palazzo del Duca, propone la nuova personale di Ottavio Pinarello, una mostra questa volta dedicata in particolare alle sue opere di commistione pittura-fotografia


Ottavio Pinarello, pittore e fotografo, negli ultimi anni ha esposto i suoi lavori in numerose mostre collettive e personali, in gallerie e spazi istituzionali, è in stretta collaborazione con Paolo Barozzi (ex-assistente di Peggy Guggenheim), che ha realizzato sue personali a Venezia e Milano, ha partecipato a esposizioni come Arte Padova, l’Arte Fiera di Bologna, o come Open, la rassegna internazionale d’arte, collaterale della Mostra del Cinema e della Biennale di Venezia. Pinarello, segue un suo personale percorso simbolista-concettuale, nelle sue opere, tramite l’uso particolarmente forte del simbolo stilizzato del profilo del volto umano, si spinge nel complesso ambito dell’indagine interiore. Oltre a lavori strettamente pittorici, l’artista padovano, complice la sua continua ricerca, realizza da alcuni anni opere in cui attua una commistione di pittura e fotografia. Le immagini derivate dai particolari scatti fotografici dell’artista assumono il valore di analisi concettuale della complessità dell’esistenza e della realtà. Queste immagini vengono “trasferite” su parte della tela, su cui successivamente Pinarello opera un preciso intervento pittorico che comunque non deve coprire e alterare la porzione fotografica, rappresentazione di una realtà interiore, ma che è indirizzato invece a contenerla e motivarla ulteriormente, proprio anche attraverso l’inserimento dei profili stilizzati, tipici di questo artista. Le immagini fotografiche non sono altro che la resa reale di concetti e pensieri interiori altrimenti non visibili, e che paradossalmente diventano più vivi e percettibili proprio grazie all’uso dello strumento fotografico solitamente deputato alla rappresentazione del tangibile, invece la realtà esterna è rappresentata pittoricamente dai profili stilizzati. In alcune nuove situazioni però Pinarello ribalta ulteriormente le realtà percepite, sostituendo il “profilo pittorico” con un “profilo fotografico”, creando un gioco in cui convivono e cercano di comunicare le diverse dimensioni oggetto della rappresentazione.