Oliviero Toscani – Razza Umana

Pescara - 20/07/2012 : 20/10/2012

Nella “Razza Umana”, una galleria infinita di ritratti di varia ed anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà da cui parte.

Informazioni

Comunicato stampa

La fotografia, come l’arte, è movimento da fermo, l’artista è un
nomade mentale che si muove e si sposta non con il suo corpo ma con il
peso della materia con la quale realizza le sue opere.
Nella “Razza Umana”, una galleria infinita di ritratti di varia ed anonima
umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un
raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e
rende ambigua la realtà da cui parte


Oliviero Toscani nella “Razza Umana” costruisce le sue camere dello
sguardo, macchine da fermo, di uno sguardo dall’alto onnipotente ed
infantile capace di dominare grandi territori dove la vita pulsa nei
suoi particolari e dettagli. Tali caratteri diventano la struttura visiva
di un sistema astratto eppure concreto del vedere, analisi descrittiva e
sintetica per qualità di uno spazio concentrato dentro i confini di una
visione labirintica e nello stesso tempo familiare.
In definitiva la “Razza Umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio
di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione
e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una
infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia:
rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze.
Achille Bonito Oliva
Quando l’opera d’arte è capace di racchiudere e trasmettere valori
universali non può stare nei musei, relegata “all’ora di educazione artistica”
ma deve stare nella vita quotidiana di ogni singolo individuo, fruibile tutti i
giorni in ogni istante da quello più felice a quello più buio e disperato.
Penso alle parole di Cristian Norberg-Schulz in Genius Loci del 1979:
«L’individuo non può raggiungere la presa esistenziale tramite solo la
conoscenza scientifica; per far questo egli ha bisogno di simboli, opere
d’arte che rispecchino situazioni esistenziali, opere che conservano
e trasmettono significati». Schulz continua parlando dell’uomo
imprescindibile dal suo spazio vitale sottolineando che «L’uomo abita
quando riesce ad orientarsi un uno spazio e a identificarsi con esso».
RAZZA UMANA DI OLIVIERO TOSCANI
A CURA DI ACHILLE BONITO OLIVA
PESCARA 20 LUGLIO - 20 OTTOBRE 2012
Così che l’architettura diventa vera quando esprime un luogo, quando essa
diventa «manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo la cui identità
dipende dall’appartenenza ai luoghi».
Il luogo storicamente deputato alla costruzione del pensiero
comune, da cui deriva l’identità dei singoli è la greca agorà, che si è
evoluta nei secoli interpretando di volta in volta il pensiero delle civiltà che
la esprimevano; la piazza che nei momenti più bui delle società ridiventa
luogo d’incontro, di protesta ove rimettersi in gioco come cittadini e non
solo più come individui.
Allora il luogo ideale per Razza Umana è la piazza, nel senso della
greca agorà. Così l’arte esce dal museo e ritorna con forza e prepotenza
nel suo vero spazio vitale, perché: “arte è l’espressione delle emozioni,
esagerare fa bene, è un esercizio delle passioni, dalle quali veniamo
sempre più allontanati, nella realtà analgesica in cui viviamo.” Oliviero
Toscani - Non sono obiettivo -2001.
I giganti della Razza Umana li trovi li in quello spazio a sinistra, nel
cuore storico della Piazza Salotto, dove i giovani degli anni ottanta
sognavano mondi nuovi. Li trovi li a piccoli gruppi, sempre presenti, che
chiacchierano, discutono, progettano e con la loro “presenza esagerata”,
inducono tutti i cittadini di Pescara, d’Abruzzo e del mondo, a rivedere,
riempire di nuovi sogni il proprio spazio, il proprio quotidiano.
Mariantonietta Firmani