Oliver D’Auria – L’identità invisibile
Oliver D’Auria è un artista visivo che avvia il proprio percorso nella urban art utilizzando l’intervento urbano come pratica di affermazione temporanea e anonima del soggetto.
Comunicato stampa
Cosa ci accomuna come soggetti, al di la della razza, dell’estrazione sociale o di un credo religioso? La sensibilità che ci guida sulle strade impervie della vita, è un qualcosa di invisibile agli occhi. Ci rende speciali ed inimitabili nel comprendere chi siamo realmente – una forma e un pensiero. Nelle diversità troviamo noi stessi nella versione più pura ed ineccepibile. Semplici, complessissime differenze, che identificano la nostra unicità.
Oliver D’Auria è un artista visivo che avvia il proprio percorso nella urban art utilizzando l’intervento urbano come pratica di affermazione temporanea e anonima del soggetto. Da questa esperienza l’artista ricava una riflessione sull’identità come maschera, ruolo e presenza instabile, che continua a informare il suo lavoro in pittura, disegno e installazioni concettuali di rilievo, spesso sviluppate come interventi site-specific in relazione allo spazio e al contesto.
Nel lavoro che D’Auria presenterà al Teatro Arena del Sole, l’artista ha immaginato un “Body Scan emozionale” in grado di identificare - attraverso i segni e il disegno, valorizzati dalla luce - la reale conformazione dell’essere umano in base alle sue esperienze, vissuto, sensibilità, traumi (solo per citare alcuni degli aspetti che ci definiscono per quello che siamo). Ne deriva un soggetto molto contorto e labirintico, un “altro” spigoloso e razionale. E ancora, un corpo che racconta una storia a se stesso e agli altri, intriso di una cultura tecnologica contemporanea, tra robotica e intelligenza artificiale. La tela di D’Auria è realizzata in tecnica Quadruslight, primo progetto al mondo dedicato esclusivamente alla realizzazione di opere d’arte retroilluminate.
Sempre nel contesto del Teatro Arena del Sole, verrà esposto anche un dipinto della serie Fragile Empire di Fabio La Fauci, artista che indaga il corpo e l’identità come sistemi mutevoli, soggetti a tensioni culturali e strutturali. L’opera esplora l’identità come condizione instabile, costruita e costantemente messa in discussione. In essa il corpo appare frammentato e in tensione, sospeso tra visibilità e perdita di definizione.