Nuove installazioni al PAV

Torino - 06/10/2017 : 06/10/2017

Il PAV presenta tre nuovi lavori che vanno ad arricchire la collezione permanente del Centro d’arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 6 ottobre 2017 alle ore 17.30 il PAV presenta tre nuovi lavori che vanno ad arricchire la collezione permanente del Centro d’arte. Con Sofia Caesar, Sara Enrico e Andrea Magnani, prosegue l'indagine della sfera ecologica e sociale che è propria del Parco Arte Vivente


La collaborazione con questi artisti si pone in continuità con esperienze precedenti, come un'ulteriore germinazione di iniziative che hanno avuto luogo al PAV negli ultimi due anni; se con Sofia Caesar ritroviamo il respiro internazionale del progetto Resò, network di residenze supportato e promosso dalla Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT, Sara Enrico ed Andrea Magnani rientrano invece tra i protagonisti della prima edizione di Teatrum Botanicum, il festival che il PAV dedica da due anni alle giovani ricerche svolte sul territorio nazionale. I tre lavori presentati si collocano a una certa distanza l'uno dall'altro, nell’arco d'interessi del museo: si tratta di tre interventi molto diversi nelle modalità formali e nei contenuti, ma che, nondimeno, condividono alcuni punti nodali.
I lavori di Sara Enrico e Andrea Magnani rivolgono lo sguardo al rapporto tra l'uomo e il suo ambiente investigando i meccanismi di percezione degli oggetti. A partire dai dati dell'esperienza sensoriale, tale relazione si esprime in dimensioni ambivalenti fatte tanto di simbiosi ed alleanze quanto di conflittualità e meccanismi coercitivi. Un rapporto che Sara Enrico incarna in The Jumpsuit Theme con il movimento e il ritmo del corpo che attraversa lo spazio aperto, tramite il riferimento, non privo di tratti ironici, al dispositivo culturale della tuta e ai suoi molteplici livelli di senso.
Aneico, Abacco e Adoneo, le architetture in gesso alabastrino ed acciaio inossidabile installati da Andrea Magnani, ospitano una sorta di piccolo orto mistico-tecnologico, che nel tentativo poetico di dialogare con il mondo vegetale, coniuga dimensioni mitiche e pratiche tecno-agresti apparentemente antitetiche.
Infine Sofia Caesar, come già avvenuto al termine della sua residenza a Torino, tenutasi nel 2016, propone un'installazione che è in realtà uno strumento mobile ed eclettico, necessario per attivare una pratica performativa che coinvolge il pubblico nell'importante riflessione sulle politiche dell'immagine. A partire da un'indagine della zona circostante il PAV, il progetto Worker Leaves the Factory guarda a ritroso nella storia industriale di Torino con l'obiettivo di decifrare le dinamiche del lavoro odierne, mediate dalle tecnologie digitali nel capitalismo contemporaneo, cercando di rispondere alla domanda: “dov'è la fabbrica oggi?”









Sofia Caesar (1989) vive e lavora a Bruxelles.
Ha studiato ad Amsterdam (NL) alla School of Missing Studies, Sandberg Instituut.
I suoi recenti lavori raccolgono interviste, video, registrazioni audio e altre forme di documentazione. Indaga il ruolo della narratività nei modelli occidentali della produzione della conoscenza, incentrata sugli aspetti instabili del linguaggio e della voce.
Tra le principali mostre e progetti di residenza: I am Welton Santos, Parco Arte Vivente – Resò, Torino 2016; Quero te encontrar, La Maudite, Paris 2015; TXT, Casamata, Rio de Janeiro, Brasil 2015; Visual Activism Symposium, SFMOMA, San Francisco, CA – USA 2014; EXPOSIÇÃO 01 and 02, Teatro Ipanema, Rio de Janeiro, Brasil 2012; Transperformance II, Oi Futuro Flamengo, Rio de Janeiro, Brasil 2012; Abre Alas 8, Galeria A Gentil Carioca, Rio de Janeiro, Brasil 2012; ROAD, Centro Cultural Banco do Nordeste, Fortaleza, Brazil 2012; EDP das Artes Prize, Instituto Tomie Ohtake, São Paulo, Brazil 2012.

Sara Enrico (Biella 1979) vive e lavora a Torino; ha studiato Decorazione all'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino e Restauro di affreschi e dipinti antichi all'Istituto Spinelli a Firenze.
Tra le mostre recenti: An Entertainment in Conversation and Verse, Galleria Tiziana di Caro, Napoli 2017; à terre, en l'air, Tile project space, Milano 2017; IX. Biennale Internazionale Arte in Memoria, Sinagoga, Parco Archeologico di Ostia Antica 2017; Mirroring, Fonderia Artistica Battaglia, Milano 2016; Teatrum Botanicum, PAV Parco Arte Vivente, Torino 2016; 60. Premio Termoli, In Cantiere, MACTE Termoli 2016; Sara Enrico+Nicola Ratti, Laboratorio del Dubbio, Torino 2016; Supernova, MAG, Riva del Garda 2015; Kemonia, L’A project space, Palermo 2015; No music was playing, Les Instant Chavirés, Montreuil-Parigi 2014; Greater Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2014; Pitture imperfette, Galleria FuoriCampo, Siena 2014; Vitrine-270°, GAM Galleria d'arte moderna e contemporanea, Torino 2013; One Thousand Four Hundred and Sixty, Peep Hole, Milano 2013; Corso Aperto, Fondazione Ratti, Como 2013.
Le residenze a cui ha preso parte includono Fondazione Spinola Banna per l'arte a Poirino con Jason Dodge e Raimundas Malasauskas (2015), Fondazione Ratti a Como, XIX Advanced Course in Visual Arts – visiting professor Matt Mullican (2013), VIR-viafarini in residence a Milano (2012).
Co-fondatrice di Laboratorio del Dubbio, progetto cross-disciplinare in sette capitoli (2016) e membro di Progetto Diogene, progetto di residenza e di scambio sulle pratiche artistiche contemporanee (dal 2008 al 2012).

Andrea Magnani (1983) vive a lavora a Milano.
Artista visivo e designer, Andrea Magnani lavora con installazioni, video, musica e performance condensati all’interno di diversi nuclei di ricerca. Con il suo lavoro smaschera i processi di produzione del senso, focalizzandosi e sovrapponendo la tensione tra forze ordinatrici e generatrici. Ogni nucleo nasce ed evolve come una startup nella quale il design di prodotto risulta alterato dall’unione delle logiche di consumo e fruizione ad una forma inedita di stregoneria basata su rituali, miti e simboli contemporanei. Ha esposto e realizzato performance in diversi spazi, quali: HPSCHD 1969>2015, MAMbo – Museo d’Arte Moderna, Bologna 2015; SDW, Italienska Kulturinstitutet, Stoccolma 2015; Premio Terna, Archivio di Stato, Torino 2015; Pure Disclosure, Marsèlleria, Milano 2015; Atelier Bevilacqua La Masa, Mostra Finale, Galleria di Piazza San Marco, Venezia 2014; How Far Away Is Mars, T293, Roma 2013; A supergloppy black dot, Viafarini, Milano 2013; Discoteca universo, Crepaccio, Milano 2013; Trigger Party, Mars, Milano 2013; Hockety Pockety, Spazio Swing, Benevento 2013; Always Lie, Stanford Housing, Londra 2012; Sistema S, Palazzo esposizioni, Faenza 2012; Pad. Regionale 54° Biennale di Venezia, Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia 2011. Nel 2014 ha fondato Siliqoon, label ibrida di produzione e promozione artistica.