Non ho niente da aggiungere / INoltre

Imola - 11/11/2012 : 01/12/2012

Questo nuovo incontro a Novella Guerra dà l’occasione di festeggiare San Martino con “in vino veritas” prodotto dalla casa e al contempo di abitare due nuovi progetti site specific della coppia Dragoni Russo e di Chiara Pergola.

Informazioni

Comunicato stampa

Questo nuovo incontro a Novella Guerra ci dà l’occasione di festeggiare San Martino con “in vino veritas” prodotto dalla casa e al contempo di abitare due nuovi progetti site specific della coppia Dragoni Russo e di Chiara Pergola.


Dragoni Russo con INoltre occupano con strati di tappeti lo spazio espositivo, nascondendo, o meglio, immergendo nelle pieghe della stoffa oggetti di uso quotidiano reperiti all’interno della casa

Il risultato sono protuberanze al limite tra l’ostacolo e l’occultamento dell’ultimo minuto, che fanno del pavimento una piattaforma onirica e instabile invitando gli intervenuti a sostare in una sorta di dialogo lunare. I tappeti diventano infatti luogo della convivialità e anche della stratificazione dei ricordi, tra oblio e recupero.


Chiara Pergola ha avuto modo di creare, nel corso di una residenza intensiva all'interno dello spazio, un ambizioso e articolato progetto dal titolo Non ho niente da aggiungere: un attraversamento dei capolavori indiscussi dell'arte occidentale paradossalmente associati all’infinita galleria di oggetti d’affezione trovati sul posto. «È sufficiente affacciarsi ad uno qualsiasi degli ambienti di questa singolare dimora, per comprendere a colpo d'occhio come le possibilità di ricombinazione, mutua suggestione e "mise-en-scène" siano virtualmente infinite, tanto che la natura del luogo può a buon diritto definirsi totipotente. La rassegna che viene proposta ai visitatori, di conseguenza, non ha alcuna pretesa di essere univoca nè completa: ben comprensibili esigenze di carattere temporale hanno impedito di estendere al di là di un certo limite il numero degli esempi. D'altra parte, anche la più ampia delle scelte - antologica o di "museo immaginario" - comporta inevitabilmente dei sacrifici e delle esclusioni, non potendo pertanto sottrarsi al rischio di arbitrarietà e di soggettivismo. Sono comunque stati adottati alcuni "criteri guida", come quello di una equilibrata scansione degli spazi, sempre entro i confini di quelli dedicati ai momenti di convivialità al piano terra; a questa regola si è derogato solo per cenni ed allusioni alla zona del seminterrato (n. 37, Alchimia), che potranno essere colti dai più temerari che oseranno introdurvisi».