Noise

Venezia - 30/05/2013 : 20/10/2013

Nel centenario della pubblicazione de L'Arte dei Rumori del futurista Luigi Russolo, la mostra propone una riflessione sul rumore quale elemento portante di ogni processo artistico e comunicativo.

Informazioni

Comunicato stampa

L’associazione De Arte porta a Venezia NOISE, una mostra curata da Alessandro Carrer e Bruno Barsanti, e inserita tra gli eventi collaterali ufficiali della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia: nel centenario della pubblicazione de L'Arte dei Rumori del futurista Luigi Russolo, la mostra propone una riflessione sul rumore quale elemento portante di ogni processo artistico e comunicativo



Nel senso comune il rumore rappresenta un'interferenza nell'ambiente e nella comunicazione: in acustica costituisce un fattore di disturbo rispetto all'informazione trasmessa, in elettronica il rumore indica l'insieme dei segnali indesiderati che si sovrappongono al segnale principale, mentre in psicologia produce un'interferenza causata dall'eccesso di informazioni. Il rumore non è però un semplice parassita che distorce un oggetto di comunicazione rendendolo fastidioso o incomprensibile, è piuttosto un elemento sempre presente e quindi parte integrante di ogni messaggio. Sebbene esso sia in grado di “rompere alcune connessioni, le connessioni continueranno a crescere in altre direzioni, dando vita a nuovi concetti e nuovi legami” (Deleuze).

L’”estetica del rumore” si delinea come esperienza dell'eccesso, un elemento di resistenza all'ovvio capace di fornire nuove dimensioni di relazione e di condurre direttamente alla vita dell'immaginazione. In altre parole, una delle possibilità dell'arte è di rendere densa di significato quella parte della comunicazione che solitamente sfugge alla codificazione e alla comprensione, ovvero il rumore.

Dalle traduzioni visive di materiale acustico di Carsten Nicolai ai ritratti trascritti di Anne-James Chaton, dai virus informatici di Joseph Nechvatal alle installazioni sonore di Roberto Pugliese, e alle distorsioni di Pascal Dombis, tutti gli artisti in mostra adottano un modus operandi che pone la processualità in una posizione privilegiata rispetto alle esigenze di rappresentazione e individua in quello che potremmo definire errore, una condizione essenziale per rendere conto della complessità dell'esistente.

Dando credito alle affermazioni del caustico Ambrose Bierce (Dizionario del diavolo, 1911), secondo il quale il rumore, “Un puzzo che disturba l'orecchio ovvero una musica non addomesticata”, è pur sempre “il prodotto principale e il segno distintivo della nostra civiltà” gli artisti ricercano quel segno distintivo, l’origine di quell’errore che porta in sé l’impronta dell’umano.

Gli artisti in mostra: Anne-James Chaton, Pascal Dombis, Piero Gilardi, Lab[au], Joseph Nechvatal, Carsten Nicolai, Roberto Pugliese, Francesco Quarta Colosso, Pablo Rasgado, Andrea Rossi Andrea Ground Plane Antenna

La mostra è a cura di: Bruno Barsanti e Alessandro Carrer
Curatori aggiunti: Marisa Vescovo e Boris Brollo