Nicola Liberatore – Sante donne madonne e regine

Informazioni Evento

Luogo
MUSEO CIVICO DI FOGGIA
Museo Civico di Foggia, Piazza Vincenzo Nigri, Foggia, FG, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal martedì al sabato ore 9-13; il martedì e il giovedì anche 16-19. Domenica 15 marzo 9-13.

Vernissage
06/03/2026

ore 17,30

Artisti
Nicola Liberatore
Curatori
Cecilia Pavone

La sacralità dell’archetipo femminile, evocata attraverso una pittura materica neoinformale dagli echi poveristi e impreziosita dalle raffinate suggestioni dell’arte bizantina, è al centro della mostra Sante, donne, madonne e regine di Nicola Liberatore (San Marco in Lamis – Foggia, 1949).

Comunicato stampa

La sacralità dell’archetipo femminile, evocata attraverso una pittura materica neoinformale dagli echi poveristi e impreziosita dalle raffinate suggestioni dell’arte bizantina, è al centro della mostra Sante, donne, madonne e regine di Nicola Liberatore (San Marco in Lamis - Foggia, 1949). L’esposizione, a cura della critica d’arte Cecilia Pavone, sarà inaugurata venerdì 6 marzo alle ore 17.30 negli spazi del Museo Civico di Foggia. La mostra, patrocinata dal Comune di Foggia, è organizzata dall’associazione “Amici del Museo Civico di Foggia”, presieduta da Carmine de Leo, in collaborazione con la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, che ha permesso la pubblicazione del catalogo.
Oltre 20 opere appartenenti alla recente produzione del maestro Liberatore compongono il percorso espositivo. Nelle sale del Museo Civico si stagliano ritratti di sante e madonne dai volti ieratici ed eterei, dipinti di angeli stilizzati come apparizioni, installazioni di abiti fiabeschi intessuti d’oro appartenenti a figure femminili della mitologia greca quali Eos e Medea, cuoricini ex-voto, icone sacre formate da strass, gioiellini, perline, merletti e pigmenti, tracciate con levità spesso su supporti di riuso. E ancora, candidi vestitini da neonato contenenti cuori devozionali. Non mancano diverse opere site-specific, tra le quali spiccano gli acquerelli. Fil-rouge dei lavori concepiti dall’artista “garganico”, profondamente legato alla cultura leggendaria della sua terra, alla purezza del mondo arcaico e all’autenticità della memoria infantile, è il costante riferimento cromatico al blu, colore della spiritualità soprattutto nel Medioevo, ma anche all’oro e al bianco. Le opere in nero, poi, trasmettono un’eleganza e una raffinatezza stilistica senza pari, contribuendo ad evocare l’immaterialità della dimensione trascendente.
Come scrive Cecilia Pavone nel testo critico: “Liberatore disvela, nella mostra Sante, donne, madonne e regine, allestita negli spazi del Museo Civico di Foggia, l’essenza del femminile nella sfera arcaica del sacro e del mito. Non a caso l’artista, adottando spontaneamente uno sguardo antropologico nella sua ricerca, ha scelto, per la sua esposizione foggiana, una finestra temporale che comprende due date simboliche: la Giornata internazionale della Donna dell’8 marzo e la Festa della Madonna dei Sette Veli, patrona di Foggia, celebrata il 22 marzo”.
Nel corso della serata inaugurale, introdotta da Carmine de Leo, presidente dell’associazione Amici del Museo Civico di Foggia, dopo i saluti istituzionali, interverranno, oltre a Nicola Liberatore, la curatrice Cecilia Pavone e Gioseana Diomede del Museo Civico di Foggia.
La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 24 marzo 2026. Orari: dal martedì al sabato ore 9-13; il martedì e il giovedì anche 16-19. Domenica 15 marzo 9-13.
Info: tel.0881.814041. Mail: [email protected]

Note Biografiche
Nicola Liberatore (San Marco in Lamis – Foggia, 1949) ha studiato all’Accademia di Foggia, specializzandosi in Disegno e Storia dell’arte. Ha fatto parte del Laboratorio Artivisive di Foggia e collabora attualmente con l’associazione Spazio 55-arte contemporanea, sempre del capoluogo dauno.
La sua poetica pittorica è legata all’Informale italiano e all’Arte Povera, influenze che, insieme agli echi dell’arte bizantina, contribuiscono a ispirare uno stile originale, raffinato e inconfondibile. L’opera di Nicola Liberatore è profondamente caratterizzata dalle tematiche del sacro e del mito, che rivelano le direttrici di una ricerca antropologica spontanea, originata dall’ancestrale senso di appartenenza al suo Gargano, territorio dalla storia millenaria e una cultura sacra leggendaria.
Inizia ad esporre fin dal 1970 in mostre e rassegne sia in Italia che all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti. Tra questi il “Premio Paolo VI” nell’ambito della Terza Triennale d’Arte Sacra di Lecce, conferito nel 2004 dai critici Luciano Caramel, Pietro Marino e Toti Carpentieri. Nello stesso anno Liberatore viene invitato dallo storico dell’arte Giorgio Di Genova a partecipare alla mostra Luce, vero sole dell’arte al Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 “P.Bargellini” di Pieve di Cento (Bologna). Nel 2011 viene invitato alla 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italia, al Palazzo delle Esposizioni di Torino, mentre 2012 è tra gli artisti premiati alla XII Biennale dell’acquarello di Albignasego (Padova). Nel 2016 l’artista partecipa alla mostra collettiva Genius Loci curata da Clara Gelao alla Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giacquinto” di Bari, mentre nel 2018 la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia gli dedica la mostra antologica, Ri-velazioni, a cura di Gaetano Cristino. Nel 2022 espone nella mostra tra Foggia e Procida Quadrilli di Donne Quadri di Madonne, a cura di Gianfranco Piemontese. Nel 2024 Liberatore è tra i protagonisti della mostra collettiva Aracne al MUST, Museo Storico della Città di Lecce, mentre nel 2025 partecipa alla mostra Noir- Lo splendore del nero, a cura di Giusy Petruzzelli, all’Alliance Française di Bari.