Nicola Bertellotti – Fenomenologia della fine

Pietrasanta - 20/07/2013 : 20/08/2013

L'occhio visionario e surreale di Nicola Bertellotti scandisce il tempo della fine in modo fenomenologico sensu strictu, ovvero sul "fenomeno" schopenauriano di un sistema organico visibile.

Informazioni

  • Luogo: PETRARTEDIZIONI
  • Indirizzo: Via Marzocco 27 - Pietrasanta - Toscana
  • Quando: dal 20/07/2013 - al 20/08/2013
  • Vernissage: 20/07/2013 ore 19
  • Autori: Nicola Bertellotti
  • Generi: fotografia, personale

Comunicato stampa

"Per un'estetica della decadenza, una poetica sulla bellezza dell'abbandono".

L'apocalissi della materia fisica nelle immagini fotografiche dei luoghi abbandonati, veri e propri topos della bellezza, è subita dall'osservatore dapprima come un senso di vertigine/voragine, angoscia/spaesamento, derealizzazione/sospensi...one temporale, poi, man mano che i dettagli delle opere fotografiche emergono come da una Babele di linguaggi estetici che s'incrociano e coesistono, si fa spazio nel cuore un sentimento inaspettato e vorrei dire inconcepibile – se non nella visionarietà creativa dell'artista: la calma sorda e plumbea di un day after che si rivela ricco di presenze, fantasmi, voci

L'occhio visionario e surreale di Nicola Bertellotti scandisce il tempo della fine in modo fenomenologico sensu strictu, ovvero sul "fenomeno" schopenauriano di un sistema organico visibile. Fenomenologia dunque non solo in senso lato ma proprio in quando decadenza della realtà materiale, che giace inerte, lontana come ancorata a scansioni temporali e cosmi siderali. Nicola Bertellotti scatta le sue fotografie con il Cuore, il mirino/obiettivo colpisce della realtà un polistrato invisibile mentre tutto attorno il mondo sembra aggredito da un Tempo orribile che conduce gli oggetti a filtrare dimensioni apocalittiche. Ma dura, anche se impari, è la lotta delle cose che al tempo resistono, e la memoria di esse, il voler dare loro una collocazione "museale" fotografica, non rappresenta soltanto una denuncia di una incuria ma anzi paradossalmente l'enfasi più alta di una transustanziazione della res che a verso del medium occhio/cuore/occhio torna ad esistere e non più soltanto a re-sistere. Grazie Nicola di rischiare anche la tua vita per donarci il senso e il significato di un Apocalissi delle cose e dell'Amore per esse.

Giovanni Bovecchi - petrartedizioni