Nicola Andreace – L’uomo e la città

Massafra - 20/01/2012 : 20/01/2012

Nicola Andreace presenta alcune opere pittoriche del ciclo L’Uomo e la Città, nelle quali egli, raffigurando la metropoli di oggi non solo nella sua essenza architettonica, ma anche nelle sue contraddizioni, nei suoi aspetti stabili e mutevoli, nella sua singolarità, consente di vedere passato, presente e soprattutto futuro.

Informazioni

Comunicato stampa

Evento a) Presentazione del libro Ne valeva la pena del Magistrato, dott.Armando Spataro, Coordinatore del Dipartimento Antiterrorismo di Milano;
b) Rassegna d’Arte Visiva “L’uomo e la città”di Nicola Andreace
Data venerdì 20 gennaio 2012, ore 18,30
Sede Teatro Comunale Massafra
Indirizzi di saluto: Martino C.Tamburrano, sindaco di Massafra
Giandomenico Pilolli, Presidente Consiglio Comunale
Antonio Cerbino, Ass.re Cultura e Associazionismo
Interventi Angelo Esposito, Presidente Ordine Avvocati Prov. di Taranto
Alfengo Carducci, Provveditore. emerito agli Studi- Taranto
Coordina Carla Gallo, Vicepresidente U.P.G.I


Organizzazione Gino Convertino, Loris Rossi
Patrocinio Comune di Massafra, Università delle Gravine Ioniche di Massafra; Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte”; FIDAPA di Massafra; Leo Club Massafra-Mottola “Le Cripte”; ITAS “C.Mondelli”Massafra; Liceo “De Ruggieri” Massafra;
ITIS “Amaldi”Massafra; Presidio del Libro, Massafra; Associazione LATOGA;
”Segmenti d’arte”Massafra.

Grande evento a Massafra per la presentazione del libro “Ne valeva la pena, Storie di terrorismo e mafie , di segreti di stato e di giustizia offesa” dell’illustre magistrato tarantino dott. Armando Spataro, Coordinatore del Dipartimento antiterrorismo di Milano, Editori Laterza. L’autore con uno stile fluido, semplice ed accattivante e con alto senso dello Stato fa riaffiorare alla mente dei suoi lettori i drammatici fatti che, negli ultimi 40 anni, hanno devastato la nostra Italia, incidendo in modo più o meno profondo sulla vita politica, sociale ed economica. Egli, proponendoci in dettaglio l’inchiesta Tobagi, (di cui è stato protagonista con Ferdinando Pomarici), il sequestro Abu Omar e altre importanti indagini svolte lungo 34 anni di attività professionale, da quelle sui Brigatisti Rossi e Prima Linea a quelle sulla ’Ndrangheta trapiantata in Lombardia, per finire con il terrorismo internazionale, rivela il suo impegno e quello di tanti altri colleghi a difesa della Costituzione. Egli,- ripercorrendo ragioni e contenuti delle leggi ad personam e delle più recenti “controriforme” che hanno devastato il sistema giudiziario, spesso con l’aiuto di silenzi imprevedibili,- narra una storia popolata di ricordi dolorosi e di facce ambigue, ma anche di passione civile e di persone amate e di esempi luminosi di coerenza, fino al sacrificio della vita.
Nella stessa serata Nicola Andreace presenta alcune opere pittoriche del ciclo L’Uomo e la Città, nelle quali egli, raffigurando la metropoli di oggi non solo nella sua essenza architettonica, ma anche nelle sue contraddizioni, nei suoi aspetti stabili e mutevoli, nella sua singolarità, consente di vedere passato, presente e soprattutto futuro. Nelle opere, realizzate con tecniche miste su tela, si individuano le tematiche sociali di estrema attualità come i processi di confronto, di conflitto e integrazione tra culture diverse, la differenza vista come valore e l'universale ricerca di giustizia e libertà. Le composizioni hanno la capacità di estendere lo spazio pittorico ad una più vasta realtà immaginifica, fatta di ricordi e di rielaborazioni. Smaterializzando la realtà, le opere pongono l'attenzione su particolari nascosti, che sfuggono allo sguardo, ma che riecheggiano di Andreace la sua costante indagine antropologica su e nel territorio. La città appare un teatro della memoria, dove la grande nitidezza plastica, caratterizzata da contrasti di luce e da accensioni cromatiche, richiama il nostro mondo solare mediterraneo, con cui convivono presenze di figure in arrivo o in partenza, visioni di luoghi contemporanei in trasformazione o sconvolti da terremoti e alluvioni, volti dolcissimi di bambini, seducenti ritratti femminili, oggetti di uso quotidiano, prodotti del nostro territorio.
. Andreace, rappresentando la realtà e gli eventi del nostro ’900, pur sapendo dare un senso e un valore al passato, rifiuta la nostalgia, ma fa riflettere, raccontando l’umanità e indagando sulla storia dell'arte e sulla sua funzione all’interno della società, che è quella di comunicare, perché convinto che “la ricchezza di un territorio non si misura solo con gli indicatori economici, ma anche attraverso la cultura e le possibilità di accesso ad essa da parte di tutti i cittadini.”