Next 2026
Una nuova Natività contemporanea realizzata dalla giovane pittrice franco-italiana Maïa Régis.
Comunicato stampa
Torna la sedicesima edizione della rassegna NEXT, il progetto ideato dall’associazione Amici dei Musei Siciliani per commemorare il tragico furto della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, trafugata dall’Oratorio di San Lorenzo nel 1969 e mai più ritrovata. Per l’edizione 2025–2026, NEXT affida la sua nuova Natività a Maïa Régis, pittrice franco-italiana formatasi al Royal College of Art di Londra, con esposizioni recenti sia in Italia che all'estero, e attiva con un proprio studio nel cuore di Palermo. L’opera rimarrà esposta negli spazi dell’oratorio fino al 17 ottobre 2026, anniversario del furto.
Maïa Régis: una giovane voce internazionale della pittura contemporanea
La scelta di Maïa Régis nasce dal desiderio di affidare la nuova Natività a una giovane voce capace di coniugare profondità pittorica e sensibilità contemporanea. La ricerca di Régis si distingue per una pittura intensamente cromatica e stratificata, sospesa tra figurazione e astrazione. Le sue opere nascono dall’incontro tra immaginazione, riferimenti culturali e simboli personali che si sovrappongono come territori in movimento continuo. La luce — elemento centrale tanto nella pittura di Caravaggio quanto negli stucchi barocchi del Serpotta — diventa nella sua visione un generatore di forme e di significati, un punto d’origine da cui la scena prende vita.
Vivere e lavorare a Palermo costituisce per l’artista una fonte costante di ispirazione: le architetture sacre, le processioni popolari, la vita dei mercati e il contrasto tra sacro e quotidiano alimentano un immaginario in cui spiritualità e vita urbana si intrecciano. Il suo studio, situato in un palazzo barocco affacciato su Ballarò, è parte integrante di questo tessuto visivo e simbolico.
Formata al Royal College of Art di Londra, ha esposto a livello internazionale con mostre personali recentemente presentate a Londra, Capri e Palermo.
“ La scelta di Maïa Régis ci permette di riunire ciò che desideravamo per questa edizione: una voce femminile, lo sguardo di una giovanissima artista in dialogo con la storia dell’arte palermitana e un respiro internazionale — francese, ma profondamente legata a Palermo. La freschezza del suo intervento è il miglior seme da cui far rinascere la vita, la bellezza e la speranza da un passato che vorremmo dimenticare” dice Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente degli Amici dei Musei Siciliani.
L’opera per NEXT: dialogo con la storia, esplosione di luce
Come da tradizione della rassegna, Régis è stata invitata a reinterpretare una Natività nelle dimensioni originali del capolavoro di Caravaggio (268 × 197 cm), trasformando la memoria dell’opera rubata in una nuova visione contemporanea, dove la tensione tra sacro e contemporaneo si rinnova in un linguaggio pittorico originale e intensamente materico. L’opera, intitolata ‘’Il Cielo di San Lorenzo’’ nasce da numerose visite all’Oratorio e da un approfondimento del dialogo tra l’oscurità del Caravaggio e la luminosità barocca degli stucchi del Serpotta. La tradizione iconografica della Natività è dunque re-interpretata come una scena cosmica, un’esplosione di energia che non guarda alla nostalgia, ma a un nuovo inizio.
Tra i riferimenti che Régis integra nella composizione vi è anche la Madonna del Rosario di Caravaggio, citata nell’angolo superiore del dipinto; insieme ad essa emergono simboli ricorrenti della sua poetica — cuori, pesci, fiori — in risonanza con il tema della nascita e del sacro. La tela è realizzata con una combinazione di acrilico e olio, tecnica che permette all’artista di ottenere una materia più profonda e viva. Sottili collage di tessuti integrati nel fondo aggiungono una dimensione di memoria stratificata, quasi invisibile, ma essenziale alla costruzione dell’immagine
“È un privilegio creare una nuova Natività per l’Oratorio di San Lorenzo, uno dei luoghi più straordinari di Palermo. Qui la luce degli stucchi di Serpotta dialoga con l’oscurità del Caravaggio, e l’assenza della tela rubata è diventata quasi mitica nella memoria della città. Le chiese barocche di Palermo sono per me una fonte inesauribile d’ispirazione: lavorare per questo spazio leggendario è un’esperienza unica.” dichiara Maïa Régis.
La rassegna NEXT: un ponte tra memoria e rinascita
NEXT nasce nel 2010 da un’idea di Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani, con l’intento di esorcizzare, attraverso l’arte contemporanea, una delle ferite più profonde del patrimonio culturale mondiale. Il progetto si propone di trasformare il dolore per la perdita della Natività di Caravaggio in un’opportunità di rinascita creativa e di riflessione.Nel corso delle sedici edizioni, la rassegna è cresciuta fino a diventare un appuntamento stabile e molto atteso della scena culturale palermitana, un laboratorio di riflessione in cui linguaggi diversi hanno saputo dialogare con la storia dell’Oratorio di San Lorenzo. Numerosi artisti di rilievo hanno contribuito a questo percorso, portando ciascuno la propria visione al servizio della memoria collettiva: tra loro Francesco De Grandi, Francesco Simeti, Emilio Isgrò, Vanessa Beecroft e Michelangelo Pistoletto. Le loro interpretazioni hanno costruito, anno dopo anno, una costellazione di immagini che custodisce la mancanza dell’opera perduta e, allo stesso tempo, afferma il potere rigenerativo della creazione.
Eventi collaterali
In occasione della XVI edizione, l’Associazione Amici dei Musei Siciliani organizzerà delle visite allo studio di Maïa Régis nelle date 27 dicembre e 10 gennaio alle ore 17:00, presso il piano nobile di Palazzo Oneto di San Lorenzo. Le visite saranno condotte da Francesco Pantaleone, fondatore della galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea e rappresentante dell’artista, e offriranno un momento dedicato all’incontro con Régis e alla presentazione del suo lavoro in studio. Ulteriori date saranno programmate nel corso del periodo espositivo e comunicate attraverso i canali social degli Amici dei Musei Siciliani. La partecipazione alle visite è gratuita su prenotazione: [email protected]
FINE
PR & Comunicazione
Anna Maria Tortorici Montaperto; + 39 3382646202 | [email protected]
Info:
Esposizione: fino al 17 Ottobre 2026
Oratorio di San Lorenzo
Orari di apertura : tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.
Ingresso: €3
Info: [email protected]
Tel: +39 091 6118168
Indirizzo: Via Immacolatella, 15 Palermo
Maïa Régis
Maïa Régis (1995) è una pittrice franco-italiana con base a Palermo. La sua pratica intreccia figurazione e astrazione in grandi composizioni intensamente cromatiche e densamente stratificate, dove immagini e forme emergono, si sovrappongono e si trasformano. Il suo lavoro esplora il passaggio tra culture, linguaggi visivi ed emozioni, generando territori pittorici vibranti e in continuo movimento. Attenta al ritmo visivo e alla fisicità della materia, Régis costruisce immagini che restano in bilico tra riconoscibilità e dissoluzione, tra racconto e sconnessione. La sua ricerca è alimentata da una pratica nomadica, che raccoglie e configura elementi iconografici provenienti dai luoghi in cui vive e lavora.Il suo studio si trova in un palazzo barocco nel cuore del mercato di Ballarò, a Palermo, dove trae ispirazione dal contrasto tra architetture sacre e vita urbana popolare. Régis ha conseguito un MA in Painting presso il Royal College of Art di Londra nel 2019. Il suo lavoro è stato selezionato per il Griffin Art Prize, FBA Futures e per due edizioni di Bloomberg New Contemporaries, con mostre presso la South London Gallery e la Liverpool Biennial. Ha esposto a livello internazionale, tra Londra, Milano, Madrid, Miami, Palermo e Capri. Le sue mostre personali recenti includono Kilos (Carl Kostyál, Londra), Carne di Goya (Plan X, Capri) e Mosche e Cristi (Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo). https://www.maiaregis.com/
Associazione Amici dei Musei Siciliani
L’Associazione Amici dei Musei Siciliani, è un ente no-profit che opera da anni nella regione ed in particolare nella provincia di Palermo col fine di valorizzarne e promuoverne il patrimonio culturale materiale e immateriale.Negli anni l’associazione è stata promotrice di diverse e innovative attività culturali, delle quali ha curato in toto o in parte la progettazione, tra le quali Kals art, Le Vie dei Tesori e RestArt. In accordo con la Curia di Palermo, gestisce in maniera stabile alcuni monumenti del patrimonio cittadino garantendone la tutela, la manutenzione, la valorizzazione e l’accoglienza turistica. http://www.amicimuseisiciliani.it
Rassegna NEXT
NEXT è una rassegna d’arte contemporanea nata nel 2010 da un’idea di Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani. L’iniziativa trasforma il dolore per la perdita della “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” di Caravaggio, trafugata nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, in un’opportunità di memoria e rinascita attraverso l’arte.Come ogni anno, l’opera viene svelata il 24 dicembre a mezzanotte, creando un momento simbolico che lega la sacralità della Nascita con una Ri-Nascita. Nel corso degli anni si sono avvicendati artisti quali Laboratorio Saccardi (2010, Francesco De Grandi (2011-2012), Studio Azzurro (2012-2013), Adalberto Abbate (2013-2014), Fulvio Di Piazza (2014-2015), Igor Scalisi Palminteri (2015-2016), Daniele Franzella (2016-2017), Alessandro Bazan (2017-2018), Francesco Simeti (2018-2019) e Rori Palazzo (2019-2020), Emilio Isgrò (2020-2022), Vanessa Beecroft (2022-2023), Francisco Bosoletti (2023-2024), Michelangelo Pistoletto (2024-2025) che hanno saputo e voluto accogliere l’iniziativa.
Oratorio di San Lorenzo
L‘oratorio sorse intorno al 1570 ad opera della compagnia di San Francesco sulle spoglie di un’antica chiesetta dedicata a San Lorenzo.Per questo motivo la dedicazione attuale ricorda entrambi i santi. Giacomo Serpotta vi intervenne a partire dal 1699 e fino al 1707 circa, con la collaborazione dell’architetto Giacomo Amato, innanzitutto per rinnovare la decorazione del presbiterio che conteneva la famosa Natività con adorazione dei pastori dipinta da Michelangelo Merisi da Caravaggio intorno al 1600, trafugata nel 1969 e mai più ritrovata. Terminato l’intervento intorno alla preziosa tela, con uno schema di derivazione prettamente romano e con la realizzazione di due tra i più straordinari angeli che avesse mai realizzato, il Serpotta si dedicò all’aula. Essa nell’insieme è considerata forse il capolavoro assoluto del maestro palermitano, per la giusta proporzione tra la freschezza inventiva dei primi anni e la sapiente maturità della tecnica esecutiva. E’ un’opera densa di immagini tra cui i “teatrini” con gli episodi della vita dei Santi Lorenzo (a sinistra) e Francesco (a destra), a cui sono accostate le statue allegoriche, tra le quali spiccano ai lati del presbiterio, la matronale Ospitalità e la materna Carità. Tutto l’apparato è ornato da putti che più che in ogni altro oratorio sono scatenati in svariate attività.
Il Furto della Natività
Al secondo posto nella Top Ten Art Crimes dell’FBI, la Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi (1600) di Caravaggio resta avvolta nel mistero. La Pratica 799, redatta dal Comando di Tutela del Patrimonio Culturale, raccoglie un’infinita collezione di dichiarazioni, la maggior parte delle quali ritenute, oggi, inverosimili. Nel 2009 Gaspare Spatuzza raccontò che il quadro, nascosto in una stalla, fu rosicchiato dai topi e dai maiali ed infine dato alle fiamme nell’intento di disperderne le tracce. La notizia proveniva dal compagno di cella Filippo Graviano, boss di mafia affiliato alla Famiglia di Brancaccio che all’epoca del furto aveva appena otto anni, e che quindi non poteva costituirsi come una fonte diretta.
Un altro pentito, Salvatore Cancemi, riferì che si soleva esporre la Natività durante i summit dei corleonesi di Riina, dichiarazioni poi smentite dal “mozzarella”, Francesco Marino Mannoia. Lo stesso Mannoia si autosconfesserà nel 2017, asserendo di aver mentito quando, durante il Maxiprocesso, aveva affermato di aver bruciato la tela con le proprie mani. Non ritenute pienamente attendibili sono anche le parole di Vincenzo La Piana, che aveva riportato di aver visto la tela all’interno della raffineria di droga del boss Gerlando Alberti. A far luce sui recenti sviluppi dell’indagine è la confessione di Gaetano Grado, raccolta dalla Commissione Antimafia l’11 maggio del 2017. Grado parla di fatti esperiti in prima persona: «avevo il compito di scendere tutte le mattine nel mercato della Vucciria, per avere notizie dei sopravvissuti della città, delle famiglie mafiose di Palermo. Tutte le mattine loro avevano il compito di venire da me a rapportarmi tutto quello che succedeva: dalla piccola cosa, dal ladro, al rapinatore o altri fatti di sangue, per riferirmi tutto», racconterà il pentito. A due giorni dalla scomparsa della Natività sarà incaricato da Gaetano Badalamenti nel reperimento di informazioni dettagliate sul furto. Secondo le sue dichiarazioni, furono dei semplici ladri, dei ragazzi, gli autori del crimine. Badalamenti si farà consegnare l’opera, portandosela con sé a Cinisi. Grado apprenderà poi da Badalamenti che il quadro era stato venduto a un trafficante d’arte di origine svizzera, probabilmente di Lugano, un uomo parecchio in là con l’età che aveva espresso l’idea di rivenderlo a pezzi. Una fine misera, che accomuna un capolavoro senza pari a mera carne da macello.Il coinvolgimento diretto di Badalamenti è confermato anche da un’intervista condotta nel 1994 dalla giornalista Marina Pino e da una videointervista filmata dal regista Massimo d’Anolfi nei primi anni del 2000, resa pubblica soltanto nel 2019. A parlare è il custode dell’oratorio di san Lorenzo, monsignor Benedetto Rocco, contattato dalla mafia di Badalamenti per la richiesta di un riscatto di circa un miliardo di lire. La trattativa non andò a buon fine, anche a causa di una mancata collaborazione con il Soprintendente dei Beni Culturali dell’epoca che, a detta del sacerdote, si limitò soltanto ad accusare il religioso di star intessendo affari criminosi con la mafia.