Navid Azimi Sajadi – The Bridge solo show

Trento - 12/12/2019 : 22/02/2020

L'artista allestisce nella galleria Trentina una parte del progetto The bridge project, presentato l'anno scorso al MACRO di Roma.

Informazioni

  • Luogo: PAOLO MARIA DEANESI GALLERY
  • Indirizzo: Vicolo dell'Adige 17-19 - Trento - Trentino Alto Adige
  • Quando: dal 12/12/2019 - al 22/02/2020
  • Vernissage: 12/12/2019 ore 18,30
  • Autori: Navid Azimi Sajadi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 12 dicembre 2019 - 22 febbraio 2020 mer-gio-ven 15.00-19.00; sab 10-12.30 altri giorni su appuntamento / other days on appointment

Comunicato stampa

Si inaugura giovedì 12 dicembre alle ore 18.30 presso la galleria Deanesi arte contemporanea di Trento la mostra personale di Navid Azimi Sajadi “The bridge”. L'artista allestisce nella galleria Trentina una parte del progetto The bridge project, presentato l'anno scorso al MACRO di Roma. Il progetto riguarda una serie di disegni (inchiostri fatti a mano, acquarelli o foglie d'oro su carta Fabriano), opere su tela e un documentario girato da Marcelo Lippi (La Chimera), che insieme rappresentano un corteo allegorico. “Figure femminili a mezza ruota / ponte fanno riferimento al culto visivo presente nel territorio mediterraneo, dall’Egitto agli Etruschi

Ogni figura femminile contiene un particolare oggetto ibrido, una fusione unificata di vari oggetti religiosi e “cult images” simboli noti e riferimenti storici della nostra società contemporanea. Ogni personaggio riesce a dare vita a contenuti e metafore visive. Le trasfigurazioni, insieme al ritmo della contrapposizione dei pezzi, mostrano il modo in cui queste immagini vengono create e trasformate in idoli della nostra era. Questo ponte immaginato risulta difatti una sfilata di idoli femminili, una parata delle immagini di culto del nostro tempo, che celebra e annuncia la sua coesistenza apocalittica.” (Navid Azimi Sajadi – cit. statement)
“Il progetto complessivo di Navid Azimi Sajadi vuole essere difatti “un ponte” umano celebrativo tra la cultura occidentale e quella orientale che si snoda attraverso una parata, una carrellata metaforica e visionaria di figure femminili contemporanee, con posture che trovano riferimenti nelle pose delle figure dei vasi antichi come fossero divinità di un nuovo e possibile mondo, colte nell'atto di partorire vere e proprie bandiere simboliche di un universo in divenire. La decifrazione è molto libera, segno che non viene presentato un codice prioritario di lettura. I corpi nudi delle donne - ponte sono un corpus segnico che cementa diversi influssi, segno evidente che certi codici devono essere per forza condivisi e riformulati con nuovi valori. “(Francesca Baboni, Stefano Taddei – cit. testo di presentazione della mostra).