Navid Azimi Sajadi – Mater Ex Mater. Act I

Informazioni Evento

Luogo
STUDIO LA LINEA VERTICALE
Via dell’Oro 4B , Bologna, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Dal martedì al sabato, 16-19.30. Le mattine e gli altri giorni su appuntamento

Vernissage
30/04/2026

ore 17

Artisti
Navid Azimi Sajadi
Generi
arte contemporanea, personale

Nel progetto Mater Ex Mater, Sajadi trasforma la ricerca sul pensiero dualistico in un’esperienza plastica e spirituale, dove l’opera d’arte si fa sintesi tra Oriente e Occidente.

Comunicato stampa

Nel progetto Mater Ex Mater, Sajadi trasforma la ricerca sul pensiero dualistico in un’esperienza plastica e spirituale, dove l’opera d’arte si fa sintesi tra Oriente e Occidente. Attraverso un’indagine che attraversa lo gnosticismo, il dualismo e il culto di Mitra, l’artista indaga la materia non come semplice supporto, ma come corpo vivente e "soglia" sensibile: un grembo generatore che è, al contempo, luogo di prigionia e di potenziale liberazione.

Sajadi non si limita a una citazione estetica della tradizione persiana, ma ne riattiva il senso profondo, innestando concetti contemporanei in manufatti che conservano il peso del tempo e del gesto artigiano, come i tappeti prodotti nel distretto di Mozafariyeh a Tabriz sotto la sua diretta supervisione.

Tuttavia, l’esposizione odierna non è che la metà di un corpo più vasto. La mostra si presenta come Act I proprio a causa di una frattura forzata: gli eventi geopolitici del gennaio 2025 a Tehran hanno imposto una separazione tra l'artista e la sua produzione. Ciò che il pubblico osserva è il risultato di un salvataggio necessario, una prima configurazione installativa composta dai lavori che Sajadi è riuscito a portare fuori dall'Iran prima che il conflitto rendesse impossibile il completamento del piano originale. «I programmi non si realizzano come previsto e ciò che oggi si presenta è una prima configurazione installativa, tra tappeti, ceramiche, disegni e cartoni dei tappeti. Nel 2025 avevo avviato uno studio sulla produzione dei tappeti a Tabriz, presso il bazar nel distretto di Mozafariyeh, uno dei luoghi più rilevanti per la tradizione dei tappeti persiani: qui i miei disegni sono stati “tradotti” e trasformati sotto la mia diretta supervisione.»

In questa configurazione, l’opera diventa testimonianza e tensione: un "atto primo" che porta in sé il segno dell'urgenza e l’attesa di una ricongiunzione futura, trasformando la fragilità del momento storico in una geografia di resistenza culturale.