Nathalie Maufroy – Invisibilità ordinarie
L’installazione di Nathalie Maufroy, artista belga residente al Chiasso Perduto, abita una soglia instabile, un confine deliberatamente sfuocato tra cose o persone.
Comunicato stampa
L’installazione di Nathalie Maufroy, artista belga residente al Chiasso Perduto, abita una soglia instabile, un confine deliberatamente sfuocato tra cose o persone che spesso diventano invisibili perché preferiamo ignorarle o perché sono ordinarie, e ciò che accade in una dimensione più intima, domestica e silenziosa.
Da un lato emergono frammenti di immagini e voci che raccontano, ad esempio, la solitudine degli anziani, l’attesa di una compagnia assente come un controcanto, le voci dei bambini irrompono con un gioco spensierato che si mescola a un elenco di divieti, eco dell’ambiguità di ogni situazione. Il percorso si popola poi di personaggi che compiono azioni in loop, attraverso mani, braccia, corpi frammentati che ci restituiscono possibili versioni di situazioni anche opposte, che convivono nello stesso contesto.
Nathalie, che proviene da una formazione come scenografa, costruisce un’esperienza immersiva attraverso video, oggetti e installazioni. Il progetto si presenta come un happening: azioni viventi che accadono simultaneamente, come frazioni mentali in cui il tema dell’invisibile e ordinario, viene affrontato da prospettive diverse.
Il pubblico è chiamato a navigare una frontiera torbida di definizioni in un territorio ibrido di significati, di personaggi ambigui, aprendo spazio a innumerevoli letture, variabili e mutevoli, serie, inattese ma anche ironiche; saranno poi gli spettatori a decidere una lettura capace di riversare l’attenzione verso la propria esperienza con ciò che è invisibile nella propria quotidianità.
A cura di Sandra Miranda Pattin & Francesca Morozzi
con il sostegno di Wallonie-Bruxelles International (WBI) https://www.wbi.be/fr