Natascia Abbattista – Alienat
Gioco, ripetizione seriale, alienazione, nostalgia, violenza e arrendevolezza sono al centro della mostra Alienat, la personale di Natascia Abbattista curata da Francesco Paolo Del Re.
Comunicato stampa
Gioco, ripetizione seriale, alienazione, nostalgia, violenza e arrendevolezza sono al centro della mostra Alienat, la personale di Natascia Abbattista curata da Francesco Paolo Del Re che si inaugura sabato 16 maggio 2026 a partire dalle ore 18:30 nel Museo Nuova Era di Bari. I linguaggi della pittura, del video e dell’installazione, tra i preferiti dell’artista nella sua ricerca, sono in mostra nello spazio diretto da Rosemarie Sansonetti fino al 16 giugno (strada San Giorgio Martire, 9C). La mostra si può visitare tutti i giorni dalle 17:30 alle 20:30, tranne il mercoledì e la domenica.
Un tiro al bersaglio di ispirazione autobiografica, una quadreria di ritratti inventati di persone alienate tracciati con un segno anti-realistico e anti-naturalistico e, per contrasto, una collezione di nuche senza volto fotografate e montate nella forma di uno slide-show sulle note della colonna sonora di una festa triste di perfetti sconosciuti: sono queste le suggestioni che il visitatore incontra seguendo il percorso espositivo di Alienat. Natascia Abbattista presenta al pubblico tre grandi installazioni realizzate nel corso dell’ultimo anno: opere diverse per linguaggio ma affini nell’ispirazione e nel desiderio che le anima di indagare i meccanismi della violenza agita o subita, all’origine delle forme di alienazione che il titolo ironicamente evoca.
La tematica, seria e attuale, viene trattata da Abbattista con leggerezza pensosa, facendo emergere quello che il curatore Francesco Paolo Del Re definisce nel testo critico che accompagna la mostra un «coacervo di struggenti contraddizioni, di generosità e autodistruzione, di sperpero e splendore, di furore e nostalgia, di languore e maledizione, di tragedia e grottesco: un sentimento punk giullaresco che da sempre caratterizza il suo fare artistico e non lo abbandona».
Il pubblico viene chiamato dall’artista a confrontarsi con la mostra in modo attivo e totalizzante, non limitandosi alla semplice visione, ma prendendo parte a un’esperienza di fruizione impattante e critica.
«Ricomponendo – scrive Del Re – la frammentazione multilinguistica del suo percorso artistico, Natascia Abbattista si presenta al pubblico di questa mostra utilizzando i tre linguaggi che meglio finora hanno espresso le sue necessità comunicative: l’installazione, la pittura e il video. La porosità degli interventi si carica di un significato politico che lega l’insieme al di là delle singole opere. Siamo tutti target. Il muro di facce e la sequenza di nuche porta il conto dei morti dell’ennesima guerra. Ma, nonostante questa consapevolezza, non siamo stanchi di giocare, sferzati da una mesta ironia che ci costringe, nonostante tutto, alla danza impetuosa – o forse macabra – della vita».
Natascia Abbattista (Varese, 1977) inizia gli studi d’arte in Lombarda e a sedici anni si trasferisce in Puglia, a Gravina, dove si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bari. Nella sua ricerca artistica si esprime attraverso l’utilizzo di fotografie, video, colori e corpo, dentro e fuori i linguaggi della performance. Tra le sue mostre personali si segnalano nel 2021 Riunione di condominio a Casa Vuota a Roma a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, nel 2015 Sante alla Galleria BluOrg di Bari e nel 2013 Masca. Studi per un teatro della carne al Museo Nuova Era di Bari, entrambe curate da Roberto Lacarbonara, e nel 2000 A broken frame alla Galleria Le Pleiadi di Mola di Bari a cura di Antonella Marino. Tra le collettive più significative a cui partecipa, si annoverano dal 2022 al 2025 le quattro edizioni di Il mattino ha Lory in bocca a Bari, nel 2025 SCUM alla Galleria 32 di Carovigno, nel 2020 Z/000 Generation al Teatro AncheCinema di Bari a cura di Christian Caliandro, nel 2019 A destra, secondo piano a Casa Vuota a Roma a cura di Santa Nastro, nel 2014 Innocenza alla Momart Gallery di Matera, nel 2009 Ferro e sale presso Archivio Sacchi allo Spazio Mil di Milano a cura di Stefano Santoro, nel 2001 Lost control allo spazio Careof di Milano a cura di Fabiola Naldi. Oltre a vari progetti cinematografici da lei diretti e sceneggiati, nel 2014 collabora con il coreografo Ezio Schiavulli per lo spettacolo di danza Ma chose in scena a Parigi.