Natalia Lombardo – Incanti

Informazioni Evento

Luogo
CANOVA22
Via Canova 22 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal lunedì al sabato ore 16-20

Vernissage
16/04/2026

ore 18

Artisti
Natalia Lombardo
Curatori
Laura Fusco
Generi
personale, disegno e grafica

Il progetto dell’artista è nato dall’ascolto del canto degli uccelli, visualizzato e “trascritto” sulle lastre di plexiglass e di zinco stampate. Le opere sono sospese nello spazio circolare della Fornace, in una visione avvolta dalla musica originale composta dal sound designer, Francesco Grignani. 

Comunicato stampa

“Il progetto INCANTI nasce da un’esperienza intima, prossima al sogno: nel dormiveglia, il canto notturno di un uccello sconosciuto si manifesta come danza calligrafica sospesa, una coreografia immateriale, una linea che attraversa lo spazio mentale. Da questa visione scaturisce un gesto immediato, una trascrizione istintiva del ricordo sonoro che, attraverso disegno e incisione, si fissa come segno”. Così descrive la nascita delle incisioni calcografiche di Natalia Lombardo la curatrice della mostra, Laura Fusco, artista lei stessa, opere che saranno esposte alla Fornace del Canova dal 16 al 30 aprile 2026.
Dall’ascolto di un canto l’autrice trascrive immediatamente la sensazione e la traiettoria di questo suono, prima sulla carta, poi nella lastra di plexiglass, materiale duttile e immediato, e in quella di zinco. Perché «associare un suono a un segno è un esercizio di ascolto della natura e di se stessi», spiega Natalia Lombardo, artista e giornalista. Quindi “Il ghirigoro del canto notturno di un uccello sconosciuto è apparso ai miei occhi, chiusi, come la danza di un pennello della calligrafia giapponese, volteggiante nell’aria” ricorda. Così l’attenzione si fa più sottile, “l’esperienza si espande nel paesaggio urbano e naturale, dove i canti di merli, rondini, parrocchetti e gabbiani emergono come sequenze ritmiche e modulazioni temporali nel cielo della città”, sono colte come “presenze sonore che si traducono in segni e solchi, generando una geografia affettiva del paesaggio acustico”, scrive ancora Laura Fusco non senza porre l’attenzione all’aspetto politico, una pratica di “ecologia percettiva” in cui i canti nel caos contemporaneo diventano “indicatori di un’ecologia fragile, figure liminali di una coesistenza tra umano e non umano”
La pittura segnica e gestuale ha sempre affascinato Natalia Lombardo, ma in queste incisioni i riferimenti attingono, forse inconsapevolmente, anche dai “maestri” di gioventù, secondo la storica dell’arte Francesca Boschetti: “Le linee di volo, vitali e indomabili, tracciate da questi uccelli ci riconducono agli albori della “modernità”, nel cuore delle Avanguardie, quando i Futuristi giocavano a tradurre e stilizzare le scie di velivoli e volatili, e in particolare Giacomo Balla prendeva nota degli itinerari delle rondini, sintetizzandoli e fermandone il dinamismo in sorprendenti grafici spaziali; e poi “il” Maestro Guido Strazza, che all’Accademia di Belle Arti di Roma inizia Natalia al magico mondo dell’incisione. Pilota lui stesso da ragazzo, sono del grande artista nei “primi anni Quaranta piccole carte dai titoli promettenti – Il decollo, Volo notturno… – senza dubbio diretti antenati della serie di incisioni di Natalia Lombardo”.
Nel suggestivo “nido” rotondo della Antica Fornace, là dove Antonio Canova cuoceva i suoi bozzetti in terracotta, sono esposti sette pannelli con le grafiche di Natalia Lombardo, fronte e retro, sospese con leggerezza dall’eptagono progettato da Franz Prati, anima della associazione Canova22 insieme a Fiorenza D’Alessandro: una struttura aerea, moderna e rinascimentale che l’architetto ha lasciato in eredità alla galleria poco prima di andarsene, recentemente.
Il sette, numero sacro dall’universale valore simbolico, anche come relazione fra cielo e terra, fra materia e spirito e come equilibrio fra i generi, si moltiplica qui nella visione circolare, chi guarda e percepisce viene avvolto dalle opere e dalla musica, interconnesse. Altre quattro incisioni sono lastre a puntasecca stampate su carta giapponese sulle quali Natalia è intervenuta con tecniche miste, con chine colorate e carte veline.
E i canti dei diversi uccelli, registrati nell’ambiente urbano e naturale dall’artista, sono alcuni “strumenti” che risuonano nell’evocativa musica originale composta da Francesco Grignani, giovane sound designer. Le incisioni, infatti, possono essere lette come “mappe di un ascolto che si estende nello spazio espositivo”, prosegue Fusco, “in cui immagine e suono si attivano reciprocamente, generando un ambiente percettivo in cui la visione ascolta e l’ascolto vede”, nel solco del contesto Fluxus, con le altissime esperienze che vanno da John Cage alle partiture grafiche di Cornelius Cardew. Tante le suggestioni dalla storia dell’arte che si assaporano nelle opere grafiche dell’artista, la “concezione dinamica del segno come esperienza nel tempo” secondo Klee e ancora lo “Spirituale nell’arte” di Kandinskij, o il segno calligrafico nell’arte di Cy Twombly.