Narda Zapata – Caiman #2

Roma - 02/10/2015 : 02/11/2015

Nata da una serie di analisi linguistiche sulla festa in Bolivia Caiman 2, la personale di Narda Zapata (La Paz, 1981) presenta una nuova atmosfera ibrida che fa i conti con la grammatica culturale delle nuove società capitalistiche sorte dalle ceneri del colonialismo

Informazioni

Comunicato stampa

NOMADE | open for disturbing ideas è lieto di annunciare, venerdì 02 ottobre 2015, ore 19.00, CAIMAN, la mostra personale di Narda Zapata, a cura di Antonello Tolve e Lucia Zappacosta.

Nata da una serie di analisi linguistiche sulla festa in Bolivia Caiman 2, la personale di Narda Zapata (La Paz, 1981) presenta una nuova atmosfera ibrida che fa i conti con la grammatica culturale delle nuove società capitalistiche sorte dalle ceneri del colonialismo


Dopo un primo appuntamento organizzato negli spazi del Lavatoio Contumaciale di Roma che avvia un progetto sull'Alcohol Caimán (nome di una bevanda superalcolica diffusa in Bolivia e utilizzata dalla gente del luogo come nettare di gioia per celebrare i riti religiosi, diventa per l'artista emblema di una trasformazione, di una impurità che investe il paesaggio e lo traveste con una patina che va oltre i confini del kitsch), Zapata torna a riflettere sul logotipo con un nuovo disegno espositivo che pone al centro dell'attenzione non solo l'estetica boliviana, ma anche un carattere peculiare del sincretismo culturale (e religioso) andino per analizzare il rapporto di sovrapposizione tra festività cattoliche, riti e costumi tradizionali che accompagnano la cosiddetta cosmovisione andina.
Narda Zapata recupera lavori già realizzati con i quali mostrare le interferenze risultato del meticciato culturale boliviano, in linea con la specificità dello spazio Nomade di Roma, anch'esso recuperato e trasformato da fabbrica di sedie in luogo espositivo, che ha ospitato in residenza l’artista.
Trasformate in lightbox, e dunque in immagini ambigue, quattro tele trovate in alcuni depositi romani ci accolgono e ci guidano in un viaggio profondo alla scoperta dell’incontro di due mondi in cui ormai le forme e i concetti sono indissolubilmente sovrapposti.
L’interazione tra la cultura cattolica (rappresentata dall’iconografia presente nelle tele) e la cosmovisione andina (sintetizzata nell’intervento dell’artista) ha generato interferenze, connessioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei, dando vita a nuove tradizioni comuni, dove le derive centrifughe e particolaristiche che disperdono le energie di un popolo si concentrano e si tessono nuovamente in un’eucatastrofe, rappresentata idealmente nella mente dell’artista con i preste, le tipiche feste cattoliche devozionali, “capaci di legare il rito all’esagerato consumo di alcol sintetizzando in maniera perfetta l’allegoria dell’alcolismo in Bolivia”.
Usa il già fatto Narda Zapata, il ready-made con un gesto dadaista alla Duchamp, per parlare della cultura boliviana, di oggi, di questo mondo caratterizzato da una schizofrenia mediale, spaziale e temporale e pone al centro dello spazio un’altare, anch’esso preveniente dallo stesso deposito, fiocamente illuminato, come a diventare punto di riferimento, termine di paragone, occhio supremo che tutto osserva nel silenzio.
Un silenzio interrotto solo dal suono liquido, interiore, fluido che accompagna il video Caimán, realizzato in occasione della prima mostra e recuperato, anche questo, assoggettato alle interferenze esterne di sagome nero pece. La performance che scorre nello schermo ci mostra l’artista che visita una serie di chiese di Roma, indossando la maschera da caimano, finché l’immagine si dissolve confondendosi nella folla distratta che attraversa Via Del Corso, ignara del silenzioso ed implacabile “scontro di civiltà” in cui “ Il sonno della ragione genera mostri”.


Biografia dell'artista

Narda Zapata è nata a La Paz (Bolivia) nel 1981. Laureata in Storia dell’Arte, ha esposto a La Paz, Cochabamba, Santa Cruz (Bolivia), Santiago del Cile, Argentina, Roma e Venezia. Ha vinto il primo premio per la scultura nella Biennale de La Paz del 2009 (presidente della giuria Achille Bonito Oliva), insieme al collettivo “Asociacion Chojcha de la Hoyada” è stata invitata alla Biennale della Fine del Mondo di Mar del Plata (Argentina) nel 2014. Vive e lavora tra Roma e La Paz.


NOMADE ||| Open for disturbing ideas --- via dei Lucani 47

NOMADE | open for disturbing ideas è uno studio di progettazione, esposizione e soluzioni per l'arte nato a Roma, nel 2012, dall'incontro di diversi artisti e professionisti che hanno sentito l'esigenza di creare una realtà volta a favorire il movimento e circuitazione di artisti e opere come pratica per connettere artisti e curatori a nuovi interlocutori e spazi espositivi.
Come indica il nome, NOMADE OPFI è un progetto che non crede nei confini territoriali, aperto a collaborazioni con altre realtà esistenti sul territorio e destinato potenzialmente a svilupparsi in diverse città del mondo. Crede nel movimento e si fonda sullo scambio, inteso come strumento indispensabile per la riappropriazione del concetto di spazio come occasione, per la conoscenza e coscienza di sé.
L'idea, creata da Fabio Pennacchia (Roma, 1983) artista e allestitore, è proprio quella di creare una piattaforma indipendente che valichi i confini tra diversi paesi e renda possibile un'esperienza itinerante volta ad innescare dialogo e confronto tra esponenti di culture diverse.
Descrizione breve
NOMADE OPFI, situato a San Lorenzo, nel cuore di Roma, si sviluppa su due livelli, per una superficie totale di 300 mq.
Il piano superiore è adibito alle residenze d'artista, mentre il piano inferiore più ampio è adibito a studi e spazio espositivo. Questo ambiente sotterraneo, dai soffitti a volta e dalle pareti sbruffate, per il suo impianto modulare, tipico degli antichi edifici che popolano il quartiere San Lorenzo, si presta, infatti, ad essere articolato in modalità differenti a seconda delle esigenze. Uno spazio condiviso di lavoro, ma anche luogo ideale per organizzare esposizioni, inoltre, l'acustica gentilmente amplificata dalle volte e l'atmosfera suggestiva lo rendono cornice idonea anche ad ospitare concerti acustici e pièce teatrali.
L'edificio in cui si trova NOMADE OPFI ha una storia legata alla manualità e alla creatività, che comincia nel primo '900, periodo in cui era sede della nota fabbrica di sedie Croppo. Successivamente, durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ha accolto come rifugio molti abitanti del quartiere, come oggi accoglie gli artisti in cerca di uno spazio dinamico e polifunzionale.

NOMADE OPFI ogni anno presenta diverse esposizioni, mostrandosi aperto ad accogliere, oltre ai progetti degli artisti membri dell'associazione e residenti, anche proposte di mostre provenienti dall'esterno ed approvate dal comitato scientifico interno all'associazione. Nell'ambito della galleria trovano spazio diversi studi, in cui gli artisti possono lavorare e cooperare, condividendo strumenti, ambienti e pensieri.
Nell'era di trasmissione virtuale in cui ci troviamo NOMADE OPFI propone una mediazione tra corsa tecnologica e la sua risultante esperienziale, attraverso un programma di Residenze Nomadi, volto ad annullare le barriere fisiche che dividono i paesi, offrendo un spazio di lavoro che possa essere percepito da chi lo abita come extra-territoriale. Lo studio accoglie a cadenza trimestrale un artista proveniente da ogni parte del mondo, offrendo alloggio, un laboratorio e la possibilità di fare una mostra al termine del periodo ivi trascorso. Per applicare, da Dicembre 2015, basterà rispondere alla call presente sul sito dello studio, mentre fino ad ora sono stati accolti artisti entrati direttamente in contatto con lo staff dello stesso.
Progetto itinerante
NOMADE OPFI risiede nel mondo, è un laboratorio itinerante che si prepara ad esistere in altre città con lo scopo di essere un supporto per entrambe le comunità coinvolte. Nell'immediato NOMADE OPFI approderà, sulla base dei contatti stretti da Fabio Pennacchia nelle seguenti città: Buenos Aires, Valparaiso, Lima, Quito, Havana. Ad oggi NOMADE OPFI è già in grado di assistere artisti italiani e non, nella realizzazione di mostre e progetti da svilupparsi nelle città sopracitate a 360 gradi, garantendo la location e tutta l'assistenza tecnica necessaria.
Ditta di allestimenti, progetti e soluzioni per l'arte
NOMADE OPFI, mette in mostra le idee ed offre anche servizi per l'arte, come: consulenza, logistica, gestione, movimentazione e allestimento di opere, installazioni e mostre. Fornisce soluzioni e strumenti a vantaggio di artisti e strutture espositive, dalla messa in atto delle idee alla creazione di strutture ad hoc, dalla digitalizzazione alla tutela e conservazione dei più eterogenei tipi di supporto, attraverso anche la realizzazione di imballaggi appositamente concepiti.