Napoli inclusiva

Napoli - 24/10/2020 : 03/11/2020

Inaugurata al MACRO Asilo di Roma nel novembre 2019, la Mostra itinerante “La città dell’inclusione” a cura di Francesco Messina e Laura Zerella è nuovamente allestita a Napoli, ampliata di una sezione – “Napoli inclusiva".

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugurata al MACRO Asilo di Roma nel novembre 2019, la Mostra itinerante “La città dell’inclusione” a cura di Francesco Messina e Laura Zerella è nuovamente allestita a Napoli, ampliata di una sezione – “Napoli inclusiva” ideata da Renato Capozzi e a cura di Federica Visconti – dal 24 ottobre al 3 novembre 2020 presso il Refettorio del Convento di San Domenico Maggiore


La Mostra originaria del MACRO consta di opere di 55 autori – architetti e/o artisti – realizzate ad hoc con l’intento di “aprire una riflessione su cosa sia oggi la città e su come essa possa diventare la città dell’inclusione” (cit. dal Catalogo). La città dell’inclusione – quella che vorremmo – è una città che accoglie, custodisce e coltiva le differenze: è una grande casa, non solo nella logica interscalare che lega indissolubilmente architettura e città, ma in quanto entrambe – città e casa – sono luoghi del dimorare e, secondo Emmanuel Lévinas, «[Dimorare è] un ritiro a casa proprio come in una terra d’asilo [e la casa (o la città)] è posseduta perché da sempre luogo di ospitalità [...]».
Diventata itinerante, la mostra si arricchisce, nella città partenopea, della Sezione “Napoli inclusiva” con ulteriori dodici opere realizzate da Renato Capozzi, Raffaele Cutillo, Ferruccio Izzo, Pasquale Miano, Efisio Pitzalis, Davide Vargas e dai giovani ‘collettivi’ di architettura A402studio, Aureum40°, Bernieri/Coppolino/Di Palma, Buonanno/Terracciano, Di Costanzo/Sansò.
La Mostra inaugura il 24 ottobre alle ore 11,30 nel Convento di San Domenico Maggiore, occasione nella quale si potrà ancora discutere di città contemporanea e della possibilità che questa possa rappresentare valori civili condivisi, non a caso in una città come Napoli che storicamente ha sempre ‘incluso’ e che ha fatto della relazione tra popoli un suo punto di forza, spesso rappresentato anche nelle sue forme architettoniche.