Naftalina

Milano - 05/06/2014 : 26/06/2014

Un modo di riprendere fotografie di antica/moderna memoria e contestualizzarle con contemporanea sagacia.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA L'AFFICHE
  • Indirizzo: Via Dell'unione 6 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 05/06/2014 - al 26/06/2014
  • Vernissage: 05/06/2014 ore 18,30
  • Generi: fotografia, doppia personale
  • Orari: martedì–sabato ore 16-19

Comunicato stampa

Doppia personale nell’ambito di Photofestival 2014, Naftalina vede esposti insieme i nuovi lavori di Alfred Drago Rens e quelli di
Studio Pace10 (Monica Scardecchia e Gianfranco Maggio).

Una mostra tra ironica nostalgia e romantico souvenir.

Un modo di riprendere fotografie di antica/moderna memoria e contestualizzarle con contemporanea sagacia.

Due autori a confronto in un gioco di contrasti e analogie, dove forse wunderkammer diventa il piccolo spazio della galleria



Il “trattamento” della memoria operato da Monica Scardecchia e Gianfranco Maggio si propone quasi antitetico a quello che ha guidato i pensieri e le mani di Alfred Drago Rens nel suo tagliare e incollare strati di immagini e ricordi, anche di famiglia.

Scardecchia e Maggio ci portano a conservare i nostri ricordi con modalità in bilico tra poesia e qualcosa di simile al gabinetto del Dottor Caligari (parliamo sempre di wunderkabinett?); in Drago affiorano memorie e ricordi con una meticolosità in apparenza chirurgica, ma certo più emotivamente coinvolta, a metà tra ironia e affetto.

E il tutto è comunque fotografia...
Inaugurazione:
giovedì 5 giugno
dalle 18.30


ORARIO
martedì–sabato ore 16-19

Alfred Drago Rens
Nato a Imperia nel 1970, italo-olandese, vive e lavora a Milano.
La sua ultima mostra alla Galleria l’Affiche è del 2013.
La sua ricerca è di recente incentrata su collage tridimensionali di immagini fotografiche e di composizioni di colore. Un recupero ironico e nostalgico di memorie familiari e immagini d’antan nella doppia dimensione del tempo e dello spazio.


Studio Pace10 (Monica Scardecchia e Gianfranco Maggio)
“Abbiamo scelto di affrontare la fotografia come MATERIA D'ARTE sulla quale intervenire attivamente con diverse sperimentazioni, oltre che come linguaggio espressivo: la nostra ricerca è incentrata sul tema della memoria, della conservazione, dell’appartenenza e dei legami sottili”.