Nadia Nespoli – Azzurro contemporaneo

Milano - 05/10/2019 : 31/10/2019

L’arte sacra incontra l’arte contemporanea, alla scoperta di due luoghi sacri di Milano a cura di Margherita Zanoletti.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DI SAN RAFFAELE
  • Indirizzo: Via San Raffaele, 4 (di fianco al Duomo) - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 05/10/2019 - al 31/10/2019
  • Vernissage: 05/10/2019 ore 17.15
  • Autori: Nadia Nespoli
  • Curatori: Margherita Zanoletti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: • Maria (2019), tela ad uncinetto su telaio Chiesa di San Raffaele, via San Raffaele, 4 Milano orari: lunedì – venerdì 9.30 – 18.30 | sabato 16.00 – 18.00 • Segnaletica simbolica I, II e III (2015), tecnica mista su legno Chiesa di Santa Maria alla Fontana - Piazza Santa Maria alla Fontana, 7 Milano orari: tutti i giorni 9.30 – 12.00, 14-30 – 17.30
  • Uffici stampa: STUDIO BATTAGE

Comunicato stampa

adia Nespoli
AZZURRO CONTEMPORANEO
L’arte sacra incontra l’arte contemporanea, alla scoperta di due luoghi sacri di Milano a cura di Margherita Zanoletti

dal 5 al 31 ottobre

Chiesa di San Raffaele Arcangelo, Milano | Via San Raffaele, 4
Chiesa di Santa Maria alla Fontana, Milano | Piazza Santa Maria alla Fontana, 7

Sabato 5 ottobre
San Raffaele durante la messa vigilare, ore 17.15

Sabato 12 ottobre
Visita guidata ai chiostri e all’installazione Segnaletica simbolica, Chiesa di Santa Maria alla Fontana, ore 11.00

Durante il mese mariano due chiese di Milano, affascinanti e poco conosciute, ospitano congiuntamente Azzurro contemporaneo, un percorso d'arte composto da due installazioni
dell’artista milanese Nadia Nespoli: Maria: il filo della devozione, posta all'interno della Chiesa di San Raffaele Arcangelo, e Segnaletica simbolica, collocata nei chiostri del Santuario di Santa Maria alla Fontana. «In entrambi gli interventi», sottolinea Margherita Zanoletti, curatrice dell’iniziativa,
«il rifiuto della figurazione dà origine a una nuova riflessione immersa nella semplicità del colore azzurro, riferimento a Maria di Nazareth».


Maria: il filo della devozione
Il progetto di accogliere l’opera di Nadia Nespoli all’interno della chiesa di San Raffaele Arcangelo è stato realizzato nell’ambito del programma “Arte e fede” promosso da anni dall’Ufficio Beni Culturali col patrocinio della diocesi di Milano, a partire da un fatto particolare che forse non tutti sanno. Come spiega il rettore della chiesa, monsignor Domenico Sguaitamatti, «soprattutto nelle icone bizantine, capita di vedere la Madonna Annunciata non con un libro in mano, come nella tradizione occidentale, ma con un fuso, con fuso e conocchia, o semplicemente con una matassina di cotone». La filatura, infatti, non soltanto era un’attività comune alle donne ebraiche, ma porta in sé anche un profondo significato simbolico: nel suo atto di generare un filo, Maria salda le due nature (umana e divina) del Figlio che porta in grembo.
Rifacendosi a questo riferimento, Nadia Nespoli realizza appositamente Maria (2019), un’opera di fiber art dedicata alla madre di Gesù: un quadrato azzurro, intrecciato a mano all’uncinetto. La meditazione visiva, palindromica e astratta, proposta dall’artista si manifesta rievocando una tecnica popolare, antica e tipicamente femminile come l’uncinetto. Una tecnica umile e ripetitiva, che sollecita le dita come il rosario. Il filo di cotone azzurro, colore che richiama il velo di Maria, simboleggia il filo del tempo, il filo di un legame, e il filo dell’intima narrazione che cambia seguendo lo sguardo dell’osservatore.
A due passi dal Duomo e quasi soffocata dai palazzi attigui, la chiesa di San Raffaele Arcangelo (sec. XV-XVIII) fu consacrata da Carlo Borromeo nel 1582. Il progetto di costruzione è variamente attribuito all’architetto prediletto dell’arcivescovo Borromeo, Pellegrino Tibaldi, o all’architetto genovese Galeazzo Alessi, attivo in quel periodo a Palazzo Marino. Maria è collocata in una teca

illuminata, davanti a uno degli altari laterali.
Segnaletica simbolica
Incantevole eppure poco noto, nascosto nel cuore del quartiere Isola, il Santuario di Santa Maria alla Fontana (sec. XVI-XVII) sorge su un’antica fonte ritenuta miracolosa. Fatto erigere in aperta campagna nel 1506 da Carlo II d’Amboise, governatore di Milano durante la dominazione francese, per secoli il complesso architettonico costituì un importante luogo devozionale. Per lungo tempo, inoltre, esso svolse un ruolo chiave nel sistema sanitario e assistenziale di Milano, accanto all’Ospedale Maggiore e al Lazzaretto.
A richiamare la storia e il significato di questo luogo, davanti all’ingresso della stanza della fonte miracolosa, riallestita con bocchette d’acqua zampillante e decorata con gli affreschi cinquecenteschi attribuiti alla bottega di Bernardino Luini, l’installazione di Nadia Nespoli Segnaletica simbolica (2015) accoglie i visitatori con tre elementi tridimensionali di forma circolare, ricavati da bobine in legno per cavi. Ciascun disco in legno, dipinto di colore azzurro, è una sorta di segnale stradale e, nel contempo, traccia sacra e industriale che, emergendo dal traffico cittadino, si staglia per contrasto sull'architettura antica dei chiostri. In modo analogo alle Madonnelle poste nelle edicole e ai lati delle strade, le tre edicole sacre di Segnaletica simbolica sono, spiega l’artista, «una segnalazione di percorso, per invitare chi cammina a fermarsi e pensare, pregare, fare un atto di devozione».


Biografia dell’artista
Nadia Nespoli nasce a Milano, dove vive e lavora. Frequenta la Civica scuola di pittura di Milano e si diploma all'Accademia di belle Arti di Brera, e ha all'attivo numerose mostre e installazioni, di cui l'ultima, Meditazioni per occhi, allo Spazio Filatelia di Poste Italiane a Milano. In parallelo alla ricerca artistica personale, Nadia idea e conduce corsi di pittura e laboratori creativi. Nel 2012 fonda il Laboratorio Artemisia presso la Casa di reclusione di Milano - Bollate, curando esposizioni collettive. Tutta la sua opera è imperniata tra segno pittorico e cancellazione dell'immagine. Il motivo conduttore è infatti frammentare, coprire, cancellare l'immagine per ricomporla completamente diversa.