Muta Imago

Vorno - 17/11/2012 : 18/11/2012

La compagnia romana Muta Imago, gruppo tra i più interessanti della scena italiana, debutta alla Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca) con due spettacoli incentrati sulla ricerca dell’altro e sul senso di sradicamento provocato dal collasso della nostra civiltà: (A+B)3 e Displace diretti da Claudia Sorace con la drammaturgia di Riccardo Fazi, in scena rispettivamente nella Cappella e nello Spazio Performatico Espositivo, la nuova struttura appena inaugurata dall’Associazione Culturale Dello Scompiglio diretta dalla performer e regista Cecilia Bertoni.

Informazioni

  • Luogo: SPE - SPAZIO PERFORMATICO ESPOSITIVO
  • Indirizzo: Tenuta Dello Scompiglio Via di Vorno, 67 - Vorno - Toscana
  • Quando: dal 17/11/2012 - al 18/11/2012
  • Vernissage: 17/11/2012 ore 18
  • Generi: performance – happening
  • Biglietti: spettacolo ore 18,00 euro 10 | spettacolo ore 21 euro 15,00 | pacchetto due spettacoli giornalieri euro 20 ridotto bambini 3-12 anni e over 65 euro 7,00 per spettacolo

Comunicato stampa

Sabato 17 e domenica 18 novembre la compagnia romana Muta Imago, gruppo tra i più interessanti della scena italiana, debutta alla Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca) con due spettacoli incentrati sulla ricerca dell’altro e sul senso di sradicamento provocato dal collasso della nostra civiltà: (A+B)3 e Displace diretti da Claudia Sorace con la drammaturgia di Riccardo Fazi, in scena rispettivamente nella Cappella e nello Spazio Performatico Espositivo, la nuova struttura appena inaugurata dall’Associazione Culturale Dello Scompiglio diretta dalla performer e regista Cecilia Bertoni


Sabato 17 novembre alle ore 18,00 (con replica domenica 18 novembre alla stessa ora), nei locali della Cappella la compagnia Muta Imago presenta (A+B)3, con Riccardo Fazi e Claudia Sorace, che cura anche l’ideazione e la regia e la drammaturgia firmata dallo stesso Riccardo Fazi. (A+B)3 è il racconto di una storia d’amore interrotta dalla guerra. Una coppia d’amanti, una “a” e un “b”, si prepara per uscire: entrambi indossano il vestito bello, le scarpe lucide, i capelli hanno la piega appena fatta, lei ha un giro di perle al collo. La loro danza si ferma di fronte ad uno specchio che ne incide i nomi sulle ombre sottili. Poi scoppia la guerra, terribile, e i due sono costretti a separarsi perché lui deve partire soldato. Nell’ultima sera passata insieme la giovane amante disegna sul muro della sua stanza il profilo del volto del proprio innamorato, in un estremo gesto d’affetto. Solo in seguito una lettera scritta su un pannello rivela al pubblico che il giovane “b” è morto, e che tutto ciò che resta alla sua compagna è quell’ombra, ormai priva di ogni sostanza, disegnata sul muro. Il racconto di un’assenza e la ricerca disperata di una presenza sono i due grandi poli attorno ai quali ruota (A+B)3 , entrambi generati da un’unica necessità ma per i quali non esiste alcuna soluzione.
Sempre sabato 17 alle ore 21.00 (con replica domenica 18 alla stessa ora), presso lo SPE – Spazio Performatico Espositivo, Muta Imago propone inoltre Displace con Anna Basti, Chiara Caimmi, Valia La Rocca, Cristina Rocchetti, Ilaria Galgani (soprano), regia di Claudia Sorace e drammaturgia di Riccardo Fazi. Displace - rifugiati politici, emigranti, esuli, clandestini - è uno spettacolo basato sul concetto di sradicamento e di alterità.
Ambientato in uno scenario post-apocalittico, questo lavoro presenta la storia di una donna, unica sopravvissuta a un conflitto, destinata a diventare la protagonista del racconto di un’intera nazione.
La scena si svolge in un deserto, la crosta meteorizzata di un pianeta in cui si percepiscono la voce e il canto della donna, che riempie l'aria svelando la vera natura dello spazio intorno: un muro che è memoria e già rovina, che trattiene sulla sua superficie i segni di quello che è stato e che non è più, che potrebbe essere e non sarà, un deposito di tempo materico che prende vita, respira, si dilata, batte. “Displace - spiega Riccardo Fazi - è il senso che ci governa in questo momento. È la corsa di un’intera civiltà verso la propria distruzione e il tentativo di collocarsi all’interno di questo collasso.”
La compagnia Muta Imago nasce a Roma nel 2004. È un progetto di ricerca artistica guidato da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (drammaturgo-sound designer). Il gruppo ha prodotto in questi anni spettacoli teatrali, performance, installazioni in cui l’indagine tra l’essere umano, lo spazio e il tempo, riveste un ruolo principale. Negli anni il gruppo è stato sostenuto nella produzione dal RomaEuropa Festival, dal Napoli Teatro Festival, dal Festival delle Colline Torinesi, da Fabbrica Europa, da Bassano OperaEstate Festival, Artlink Association Romania, Centro Valeria Moriconi, Inteatro Festival. Nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica da parte dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il premio DE.MO./Movin’UP. Nello stesso anno Claudia Sorace ha vinto il Premio Cavalierato Giovanile della Provincia di Roma e il Premio Internazionale Valeria Moriconi come “Futuro della scena”. La compagnia riceve dal 2009 il contributo dal MiBAC come Progetto Speciale. Nel 2011 Claudia Sorace ha vinto il premio per la miglior regia per gli spettacoli (A + B)3 e Lev presentati all’interno del XXIX Fadjr Festival di Tehran.
Nello SPE, a partire dalle ore 14,00, è inoltre possibile visitare Spazio #06 di Gian Maria Tosatti, ultima installazione site specific del ciclo Le considerazioni sugli intenti della mia prima comunione restano lettera morta il cui tema centrale è l’identità dell’individuo e gli enigmi che la definiscono. Uno spazio mentale nel quale viene proposto un enigma senza una soluzione apparente. Un naufragio del ricordo in cui si evidenzia il riconoscimento di una realtà dell’essere che si concede solo come resto. A cura di Angel Moya Garcia, fino al 12 gennaio 2013.
Infine, sempre nello SPE (fino al 21 dicembre) è possibile assistere alla proiezione del video dell’artista croato Damir Očko The Moon shall never take my Voice: tre storie diverse che hanno come protagonisti John Cage, Gustav Mahler, Neil Armstrong. Una donna che si esprime attraverso il lingua dei segni, una sceneggiatura composta da tre canzoni interpretate secondo la stessa lingua e una colonna sonora fatta di suoni sordi costituiscono gli elementi dell’opera, proposta in collaborazione con la Galleria Tiziana di Caro, Salerno.
Il Progetto Dello Scompiglio ideato e diretto da Cecilia Bertoni, prende vita nella omonima Tenuta, situata alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno; una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni e il dialogo e le attività con la terra, con il bosco, con la fauna, con l’elemento architettonico contribuiscono a una ricerca di cultura. Ogni scelta relativa al Progetto è perciò valutata in relazione alla propria sostenibilità ambientale, attraverso forme di interazione e di responsabilità. All'interno della Tenuta Dello Scompiglio, accanto all'Azienda Agricola e all'Osteria, opera l'omonima Associazione Culturale. L'Associazione dal 2007 crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni, teatro per ragazzi; realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop; organizza e propone percorsi all‘aperto, lezioni Metodo Feldenkrais ®; gestisce lo SPE - Spazio Performatico ed Espositivo, una struttura flessibile realizzata secondo i più aggiornati criteri di bioarchitettura, che offre spazi interni dedicati a tutte le declinazioni delle arti, con una sala di 120 posti e spazi espositivi sotterranei di 500 metri quadrati, con sale prove e bookshop. .