Mirror Project #6 – Elena Mazzi

Torino - 14/05/2015 : 06/06/2015

Protagonista della sesta edizione di Mirror Project è Elena Mazzi. L’artista propone una riflessione sulle tecniche e le strategie di comunicazione, sui suoi limiti e potenzialità, puntando l’accento sulla possibilità di errore durante la trasmissione di un messaggio, errore che talvolta incide nello svolgersi degli avvenimenti storici, così come è avvenuto in occasione della prima pubblicazione di The Medium is the Massage (M. McLuhan), quando l’autore decise di non correggere il refuso, lasciando aperta l’interpretazione tra mass age, message e mess age.

Informazioni

Comunicato stampa

Mirror Project #6
Elena Mazzi
mass age, message, mess age

a cura di ones - office. a non exhibition space (Carolina Gestri, Francesca Vason, Stefano Vittorini)
iniziativa promossa da Barriera

Inaugurazione 14 maggio 2015, ore 18.30
Fino al 6 giugno 2015
Barriera, via Crescentino 25, Torino

orari: giov-ven h.15-19; sabato h 10-13; o su appuntamento scrivendo a [email protected]

Protagonista della sesta edizione di Mirror Project è Elena Mazzi


L’artista propone una riflessione sulle tecniche e le strategie di comunicazione, sui suoi limiti e potenzialità, puntando l’accento sulla possibilità di errore durante la trasmissione di un messaggio, errore che talvolta incide nello svolgersi degli avvenimenti storici, così come è avvenuto in occasione della prima pubblicazione di The Medium is the Massage (M. McLuhan), quando l’autore decise di non correggere il refuso, lasciando aperta l’interpretazione tra mass age, message e mess age.

Quale forma ha la rivoluzione nella società attuale?
Cosa intendiamo per rivoluzione oggi?
Lo spazio di Barriera diventa il laboratorio in cui ospitare una discussione aperta sul tema della comunicazione in tempo di rivoluzione, attraverso alcune testimonianze storiche e alcuni contributi più recenti, con l’obiettivo di creare un “vocabolario della rivoluzione”.
Strategie e modalità di comunicazione si sono evolute nel tempo in linea con i cambiamenti della società e, storicamente, le rivoluzioni sono un esempio di come gruppi di persone abbiano dovuto auto-organizzarsi - imparando a comunicare - in modo efficace per riuscire nello scopo prefissato.
La mostra aprirà giovedì 14 maggio con una performance, risultato delle riflessioni che l’artista ha sviluppato insieme a un gruppo di ricercatori, studenti e docenti dell’Università di Torino durante un workshop realizzato il 28-29 marzo presso gli spazi di Barriera.

Il progetto nasce in seguito al workshop che l’artista ha svolto a sua volta presso il Museo di Villa Croce a Genova con il collettivo australiano A Constructed World, investigando la nozione di “comunità” e le sue dinamiche. A Constructed World interverranno nel catalogo in una conversazione con Elena Mazzi.









Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984; vive e lavora a Venezia) nel 2011 si è laureata in Arti Visive presso lo IUAV di Venezia. Ha trascorso un periodo di studi presso la Royal Academy of Art di Stoccolma.
È stata tra gli artisti in residenza presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e in Viafarini, Milano.
È tra gli artisti invitati alla prossima Biennale di Istanbul.
Principali mostre: Collective memory and social space alla galleria Botkyrka Konsthall di Stoccolma, Letters from the sky al video art festival COP17 di Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon a Palazzetto Tito di Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/INBETWEEN a Istanbul. Nel 2013 è finalista del Premio Celeste. Nel 2014 è selezionata per il progetto EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d'Europa, e partecipa collateralmente alla 14° Biennale d'Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja (Stoccolma). http://www.elenamazzi.com


ones è un collettivo curatoriale composto da Carolina Gestri, Francesca Vason, Stefano Vittorini.
Unisce le visioni di tre curatori per la creazione di una piattaforma work­specific, dinamica e flessibile, attraverso cui pensare soluzioni e formalizzazioni sempre diverse. Si propone come un ufficio, un luogo di lavoro desk to desk che favorisce lo scambio diretto, informale, quotidiano, per costruire idee senza il vincolo di uno spazio espositivo fisso. ones risponde alla necessità di promuovere nuove relazioni, orientando lo sguardo verso lʼesterno e incoraggiando la creazione di iniziative di diversa natura da proporre a interlocutori di volta in volta diversi. ones assume la pratica curatoriale come unʼattività di produzione, studio e ricerca, orientata verso molteplici tipologie di pubblico, un processo di sviluppo partecipato che si propone di alimentare una fitta rete di scambio con realtà artistiche ed extra­artistiche.
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